Davide Luciani
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Udinese, la lunga strada per il dopo Guidolin è colma d’insidie

L'addio di Guidolin ha aperto una voragine nell'area tecnica dell'Udinese che ha il difficile compito di sostituire un allenatore vincente in Friuli

Udinese, la lunga strada per il dopo Guidolin è colma d’insidie
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Rolando Maran, tra i papabili per la panchina dell'Udinese

Rolando Maran, tra i papabili per la panchina dell’Udinese

L’Udinese è da sempre abituata a ripartire da zero. Ogni anno la società dei Pozzo vende i suoi pezzi migliori e riparte e ogni anno riesce a ripartire con nuovi giocatori che, da sconosciuti, riescono a imporsi nel nostro campionato. Quest’anno però è diverso: non si tratta di sostituire un paio di giocatori, ma un tecnico, Guidolin, che, in cinque anni (tra la sua prima esperienza nel 1998/99 a quella dal 2010 alla fine di questa stagione) ha portato l’Udinese per quattro volte in Europa.

LA MALEDIZIONE DEL TECNICO VINCENTE –  Se il Benfica fa i conti con la maledizione di Guttman, anche l’Udinese,  nel suo piccolo, ha un piccolo problema di cabala da risolvere: ogni volta che si è trovata a sostituire un tecnico vincente, ha sempre sbagliato la scelta, andando incontro a delusioni cocenti. La prima volta che sostituì Guidolin, la squadra dovette aspettare tre anni per trovare una guida tecnica stabile con lo Spalletti bis. Prima di lui si erano alternati De Canio, lo stesso Spalletti, Hodgson e Ventura. Dopo l’addio dell’ex tecnico della Roma, invece, si alternarono in quattro anni Cosmi, Sensini, Galeone, Malesani, Marino e De Biasi. Di fatto l’unico cambio non traumatico, si ebbe nella stagione 1998/99. Guarda caso chi sedeva in quella stagione sulla panchina friulana? Guidolin che prese il posto di Zaccheroni. In quel caso il prodotto non cambiò: Udinese in Europa (anche se in Coppa Uefa e non in Champions) con il capocannoniere del torneo (Amoroso con 22 anni reti, al posto di Biehroff).

E ORA? – Scegliere il sostituto di Guidolin non è quindi facile. Il tecnico in questione non deve essere solo bravo a lavorare con i giovani, ma anche sapere gestire la grande babele di calciatori che l’Udinese ha, e  saper esaltarne le caratteristi, anche cambiando loro ruolo. Identikit, quindi, non facile da trovare. Saltato Delneri (che, va detto, bon sembrava corrispondere a nessuna delle caratteristiche richieste) sembrano rimasti in gara Stramaccioni e Maran. Detto che l’esperienza nella massima serie fa difetto a entrambi (di fatto tutti e due vengono da un anno e poco più in serie A) e che tutti e due hanno voglia di riscatto, sono entrambi tecnici da scoprire al lavoro in una realtà del tutto particolare come quella dell’Udinese. Entrambi predicano il gioco offensivo ed è per questo motivo che piacciono, ma come si troveranno a gestire giocatori di tante nazionalità, alcuni alla prima esperienza in A? Va ricordato che sia Stramaccioni che Maran si sono incartati all’Inter e al Catania, andando in nel pallone alle prime difficoltà.

TRANSIZIONE DI NATALE – L’allenatore in questione dovrà pure gestire l’ultimo anno di Di Natale. Totò anche quest’anno ha fatto il suo, ma, nella prima parte della stagione, quando era in difficoltà, la squadra non riusciva a trovare alternative di gioco. Il futuro allenatore avrà anche il compito di trovare un sistema per far convivere Muriel e Di Natale, oltre che dare maggior spazio a Nico Lopez e Zielinski, senza però rinunciare a patrimoni societari come Bruno Fernandes. Non sarà facile ripetere quanto fatto da Guidolin. Qualunque sarà il nuovo allenatore dell’Udinese il suo compito nel club friulano rischia di essere più complicato di quello in una big.

Davide Luciani

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