Orazio Rotunno
No Comments

Serie A, top & flop ali attacco: le pagelle della stagione 2013/14

I "pendolini" d'attacco spopolano nella Serie A italiana, seguendo le orme della moda europea: chi sale e chi scende nel borsino della stagione 2013/14

Serie A, top & flop ali attacco: le pagelle della stagione 2013/14
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

La moda degli esterni offensivo ha preso il largo anche in Italia, 4-3-3 e 4-2-3-1 hanno preso il posto dei canonici 4-4-2 e del rombo lanciato da Ancelotti prima e Mancini poi. La Nazionale italiana di riflesso ha potuto modellare il proprio scacchiere tattico sulla scia delle indicazioni fornite dal nostro campionato, che piazza due azzurri sul podio dei migliori. Tra i flop spiccano invece promesse non mantenute ed un’incostanza di rendimento non all’altezza delle aspettative e delle qualità in possesso. Chi sale e chi scende fra le ali d’attacco nella stagione 2013/14.

Il gol di Candreva allo scadere ha regalato i tre punti alla Lazio

Antonio Candreva

TOP 

GERVINHO 9 – 9 gol e 9 assist, la prova del 9 è superata. Le perplessità che avevano accolto nella Capitale l’ivoriano, scaricato dai Gunners, è stata superata con il pieno dei voti. O quasi: perchè questo Bolt prestato al calcio poteva farne quasi il doppio delle reti segnate, ma fosse stato tanto concreto quanto veloce ed abile nel dribbling, avremmo avuto di fronte un altro Ronaldo. Resta una stagione straordinaria col vecchio mentore al Lille, quel Rudi Garcia che fortemente lo ha voluto. All’Arsenal quasi non ci credevano ad u’offerta per lui: all’Emirates nessuno lo ammetterà mai, ma lo rimpiangono da pazzi.

CERCI 8.5 – Ora che anche quel maledetto rigore e le lacrime finali non costituiscono più rimpianto, con la sentenza che esclude il Parma dall’Europa e riammette il Torino, l’ex viola può sorridere sereno e felice. Non solo una stagione personale indimenticabile, ma anche una prestazione di squadra condita dalla ciliegina finale. 13 gol e 9 assist, cifre pazzesche per un non attaccante che lo portano di diritto in Brasile, forse anche con chance di titolare. Il suo futuro granata è in bilico, Immobile è partito e lui avrebbe l’occasione per la prima volta in carriera di mostrare le capacità da leader che Ventura vede in lui: la personalità non manca, Brasile potrebbe essere il grande banco di prova.

CANDREVA 8 – Il Psg è disposto a fare follie per lui, 12 gol e 5 assist spiegano a sufficienza il perchè. Il romano disputa la miglior stagione della carriera, dalle parti di Torino qualcuno forse lo rimpiange per averlo scaricato troppo facilmente. A 27 anni, nel pieno della maturità, dovrà decidere il suo futuro: se compiere il salto di qualità definitivo e misurarsi con i più grandi club e giocatori al mondo. Può essere un punto fermo della nostra Nazionale ai mondiali: completo tecnicamente e versatile tatticamente, personalità e temperamento ideale per ogni tipo di squadra e competizione.

 

Insigne Galliani Milan

Lorenzo Insigne

FLOP

LJAJIC 4.5 – I 6 gol e 4 assist farebbero pensare ad un rendimento ben diverso, ed a tratti è stato sicuramente positivo. Ma più in generale, come giustificano le 25 presenze e solo 17 da titolare, il serbo non ha rispettato le attese e la valutazione con la quale è giunto a Roma. Spesso svagato, inconcludente ed apatico, ha finito per perdere posizioni a vantaggio dei vari Florenzi, Gervinho e persino Bastos. Il ritorno di Destro ne ha definitivamente chiuso le porte, dovrebbe rimanere ma i giallorossi si aspettano decisamente più da lui. Annata insufficiente per il talento a disposizione, ma merita un’altra chance.

ILICIC 5 – 20 presenze, quasi la metà da titolare, 3 gol ed un solo assist. Ed un gol facile facile sbagliato nella finale di Coppa Italia, i tifosi viola ricorderanno soprattutto questo. Ma è solo la punta di un iceberg maturato in un’annata negativa, tra problemi fisici e continui cambi di ruolo che forse poco ne hanno favorito l’adattamento in gigliato. Le qualità ci sono sempre state, così come la grande discontinuità nel dimostrarle. Potrebbe avere un’altra possibilità, ma con più chiarezza circa la sua collocazione tattica. Che forse nemmeno lo sloveno però ha.

INSIGNE 5.5 – Andiamo controcorrente col buon finale di stagione e la chiamata di Prandelli, sebbene rischi ancora di essere fuori dai 23 definitivi. Ma i numeri danno ragione a chi crede siano eccessivi gli elogi verso il napoletano ed una stagione sopravvalutata dallo stesso Benitez: 3 gol e 2 assist e media voto sotto la sufficienza. Poi al doppietta in finale di Coppa Italia a nascondere tutto il resto ed un alibi rinfacciato dallo stesso agente pochi giorni fa e che ha senso di esistere: Isnigne ha fatto più il terzino che una delle due ali offensive, bisogna darne atto. Il funambolo di Pescara e Foggia capace di fare 30 gol in 2 anni non si è più visto.

Orazio Rotunno

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *