Antonio Casu
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Calciomercato: tramonta l’era delle comproprietà

Lo ha deciso il Consiglio federale. L'Italia si adegua alle indicazioni dell'Uefa

Calciomercato: tramonta l’era delle comproprietà
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Svolta epocale nel mondo del calciomercato: dalla prossima sessione non sarà più possibile stipulare contratti di comproprietà. Lo ha deciso il Consiglio federale, riunito a Roma. L’Italia accoglie così le indicazioni dell’Uefa e del suo presidente, Michel Platini, che si era più volte espresso contro le comproprietà, definendole “inibitorie nei confronti della volontà del giocatore”. Il dirigente francese aveva inoltre puntato il dito contro agenti ed “opachi investitori”, determinanti in patti e scelte.

Giancarlo Abete, presidente FIGC

La Figc chiude l’era delle comproprietà

LE PAROLE DI ABETE – La decisione sarà operativa da subito, ma con un’eccezione. Secondo quanto dichiarato da Giancarlo Abete, presidente della FIGC, “resta la possibilità di rinnovare per un anno quelle ancora in essere, ma si tratta di una norma transitoria, l’istituto viene meno fino ad esaurimento”. Abete ha inoltre aggiunto che “non tutte le società della Lega di Serie A erano favorevoli, anche se la maggioranza era d’accordo. Non è stata una proposta della Lega, bensì una proposta diretta da parte della Federazione”. Oltre a questa svolta epocale, il Consiglio federale ha inoltre comunicato le date delle prossime due sessioni di calciomercato. I tesseramenti in ambito professionistico saranno possibili da martedì 1 luglio a lunedì 1 settembre (fino alle 23), e da lunedì 5 gennaio a lunedì 2 febbraio (sempre fino alle 23).

LE REAZIONI – Non si sono fatte attendere le reazioni di alcuni dei principali dirigenti della massima serie. Intervistati da TMW, i direttori sportivi di Cagliari e Livorno, Stefano Capozucca e Nicola Salerno, hanno parlato rispettivamente di “adeguamento al resto dei Paesi europei” (le comproprietà erano già state abolite in Inghilterra e Francia) e di un probabile “aumento dei prestiti onerosi”. Raggiunto dalla stessa testata, è intervenuto sull’argomento anche il decano dei procuratori, Dario Canovi, che evidenzia invece che la scelta “non avrà grande incidenza”.

Antonio Casu

@antoniocasu_

 

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