Simone Viscardi
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Storie Mondiali: Germania e Francia nella epica “Notte di Siviglia”

Per la prima volta una partita dei mondiali finisce ai rigori. In precedenza 120 minuti da leggenda, in uno scontro ideologico prima ancora che sportivo

Storie Mondiali: Germania e Francia nella epica “Notte di Siviglia”
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Ci sono partite che entrano nella storia del calcio, e altre che la storia la fanno. Quella di cui parliamo oggi è una di queste. Non solo è stata una semifinale dei mondiali, è stata anche la prima partita nella storia della Coppa del Mondo a finire ai calci di rigore. Fino ad allora, in caso di parità dopo i supplementari, le soluzioni erano due: o si procedeva al Replay (impossibile da attuare nei tempi strettissimi di un campionato del Mondo), oppure si effettuava la crudele cerimonia del sorteggio. L’idea dei rigori nacque in Germania, e per uno scherzo del destino, proprio i tedeschi furono i primi a doverli fronteggiare. È l’8 luglio 1982 e  a Siviglia, perla dell’Andalusia, si gioca la semifinale del “Mundial” tra Germania Ovest e Francia. Per tutti, e per sempre, questo incontro sarà ricordato con un solo nome, scolpito nella leggenda. Benvenuti alla “Notte di Siviglia”.

Michel Platini, capitano francese ai mondiali 1982.

Michel Platini, capitano francese ai mondiali 1982.

LE SQUADRE – I tedeschi sono forti, nel vero senso del termine. Rudi, rocciosi ed energici sembrano usciti da un’acciaieria della Ruhr. Il loro capitano sarebbe il “Panzer” Karl-Heinze Rummenigge, il quale però deve inizialmente sedersi in panchina a causa di un acciacco fisico. In campo ci sono comunque fuoriclasse come Paul Breitner (già campione del Mondo nel 1974), Pierre Littbarski e lo spettacolare Klaus Fischer, famoso per le sue rovesciate. I francesi, a livello di filosofia calcistica, ma non solo, sono la loro antitesi. La dove la Germania va di mazza e martello, i transalpini tracciano pennellate d’autore, e la prima firma è ovviamente quella de “Le Roi”, al secolo – e alla storia – Michel Platini. Attorno al n°10 – che a fine Mondiale volerà a fare ancor più grande la Juve del Trap – agiscono altri raffinati interpreti del pallone, come Alain Giresse e Jean Tigana. Da uno scontro ideologico di questa portata, non poteva che nascere una partita epocale.

LA PARTITA – Sono le 21:00 locali quando il signor Corver (olandese) fischia il calcio d’inizio. Fin da subito è chiaro come il caldo torrido e umido influenzerà il match. Le squadre corrono il minimo indispensabile, una situazione dove in teoria dovrebbe emergere il maggior tasso tecnico dei Bleus. A sorpresa però, poco dopo il quarto d’ora, sono i tedeschi a passare. Breitner sfonda di prepotenza al centro e serve Fischer, il cui controllo è imperfetto; Ettori, portiere francese e colonna storica del Monaco, esce e gli chiude la strada. Il pallone però rimane al limite dell’area, proprio nella zona presidiata da Littbarski: destro secco, palla sotto le gambe di Ettori e 1 a 0 Germania. La reazione Bleus non tarda ad arrivare. Poco prima della mezz’ora Giresse crossa d’esterno in area, Platini si eleva in cielo e appoggia di testa a Rocheteau. Quest’ultimo potrebbe calciare a botta sicura, ma Forster lo stende. Corver non ha dubbi, è rigore. Dal dischetto Platini è implacabile, e fissa il punteggio sull 1-1.

Il portiere Schumacher assiste, spiazzato, da spettatore all’esultanza dei francesi. Ancora non sa che da li a qualche minuto sarebbe stato protagonista dell‘azione più controversa del Mondiale. Al 57′,il neo-entrato Battiston viene lanciato in porta da “Le Roi”. Il passaggio, come sempre, è millimetrico. Battiston corre e Schumacher fa altrettanto, ma le loro intenzioni sono diverse. Il terzino in maglia blu va alla ricerca del pallone, il portiere tedesco punta dritto l’uomo. L’impatto è terrificante, Battiston rimane a terra privo di conoscenza, mentre l’estremo difensore fa finta di nulla. Per tutti, allo stadio o in tv, è calcio di rigore. Tutti, tranne Corver, che senza dubbio alcuno indica la rimessa dal fondo. Al 90’la situazione è ancora in parità, si va ai supplementari.

SUPPLEMENTARI – La Francia è infuriata per quanto accaduto in precedenza, e inizia l’overtime con una rabbia inaudita. Al secondo minuto, su una punizione dalla destra, la difesa tedesca dimentica Tresòr, che al volo gira in rete il 2-1. Non finisce qui, qualche istante dopo è Giresse a trovare il 3 a 1, con una stoccata dal limite dell’area. I tedeschi sembrano a pezzi, incapaci di reagire e aggrappati ad un’unica speranza: Kalle Rummenigge. Il capitano prende per mano i suoi, recupera un pallone a metà campo e da il via all’azione che poi lui stesso conclude con un tocco maligno nell’area piccola, rete del 3 a 2 e semifinale riaperta. Il gol da una scossa elettrica alla Germania, Rummenigge è incontenibile, imposta ancora l’azione e si butta in area a fare la sponda di testa. Fischer è appostato al centro, il pallone del suo capitano è leggermente impreciso, ma, nonostante 108 minuti di battaglia, trova la lucidità per volare in cielo e rovesciare in rete il pareggio. Francia recuperata, Platini sgomento, la Germania è ancora viva.

A 11 METRI DAL TRAGUARDO – I francesi avevano in mano la vittoria e l’hanno vista sfuggire, ma hanno poco tempo per commiserarsi, ci sono i rigori. Maledetta lotteria, infame, temuta ma allo stesso tempo amata, perchè dotata di un fascino che raramente trova eguali nel mondo dello sport. Giresse, Kaltz, Amoros, Breitner e Rocheteau spiazzano tutti i portieri. Stielike tradisce la tensione, la sua rincorsa è incerta e il suo tiro centrale: Ettori para senza quasi buttarsi. Schumacher consola il compagno in lacrime, e lo vendica immediatamente, negando la rete a Six. Littbarski la mette all’incrocio, è ancora parità. Platini la piazza di piattone all’angolo, subito imitato dal rivale Rummenigge. Bossis si fa ipnotizzare da Schumacher, consegnando al grande vecchio Hrubesch la possibilità di chiudere. Attimi di tensione, la rincorsa e poi il destro: palla da una parte e Ettori dall’altra, Germania in finale. Negli occhi dei francesi lacrime amare, nella mente di tutti invece trova spazio un unico pensiero, che sarà poi espresso chiaramente qualche anno dopo da Gary Lineker“Il calcio è uno sport semplice: si gioca in undici contro undici e alla fine vincono i tedeschi.

Simone Viscardi (@simojack89)

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