Davide Luciani
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Milan, Emery carta della disperazione per la panchina?

Unai Emery sembra il favorito per la panchina del Milan, ma la sua scelta sembra indicare una confusione totale dei piani rossoneri

Milan, Emery carta della disperazione per la panchina?
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Silvio Berlusconiè ancora alla ricerca del tecnico del Milan per la prossima stagione

Silvio Berlusconi è ancora alla ricerca del tecnico del Milan per la prossima stagione

Unai Emery è il nome che ricorre di più in questo momento per la panchina del Milan. Il tecnico basco, fresco vincitore dell’Europa League con il Siviglia, è balzato in testa alle preferenze del duo Galliani-Berlusconi come successore di Seedorf. Emery, che non ha firmato ancora il rinnovo con il Siviglia, sarebbe stato individuato come il tecnico ideale per dar vita al nuovo ciclo rossonero. L’obiettivo dichiarato del Milan è quello di centrare la qualificazione Champions il prossimo anno, dato che nel 2015/2016 la finale sarà a San Siro e per fare questo ci si vuole affidare ad un allenatore in grado di far giocare bene la squadra, lavorare con il materiale tecnico a disposizione e che abbia maturato già una discreta esperienza internazionale. L’identikit corrisponde perfettamente ad Emery che non arriverebbe neanche a costi eccessivi, permettendo di ammortizzare in questo modo il divorzio da Seedorf. Nonostante ciò, permangono dubbi sull’adattabilità di Emery all’ambiente Milan.

DIFFICOLTA’ CARATTERIALI – Il primo aspetto da considerare è caratteriale. Emery, infatti, non è un tipo facile. In passato si è scontrato spesso con  tifosi e presidenti . Non è  un tecnico che accetta passivamente e cerca il compromesso e non ha peli sulla lingua. La sua adattabilità in un ambiente complesso come quello rossonero, dove c’è un determinato approccio con stampa e tifosi e dove nulla deve filtrare al di fuori dell’ambiente rossonero, è tutta da verificare.  Come è da verificare il suo approccio con giocatori dal carattere forte come quelli rossoneri. Non va dimenticato che Allegri e Seedorf hanno pagato il fatto di avere parte dello spogliatoio contro. Con Emery il problema potrebbe ripetersi, stoppando sul nascere il progetto della rinascita rossonera.

ASPETTO TATTICO – Altra cosa da considerare è l’aspetto tattico. Uno dei cavalli di battaglia di Berlusconi è l’utilizzo delle due punte. Questo dogma ha portato spesso allo scontro con i precedenti allenatori: non solo Seedorf, Allegri o Leonardo, ma perfino Ancelotti  ha dovuto subire le critiche, quando il tecnico di Reggiolo utilizzava il famoso “albero di Natale”. Come reagirebbe i presidente nel vedere un Milan che continua a giocare con una punta? Quanto durerebbe il connubio? Va detto che Emery in carriera ha anche utilizzato il 4-4-2, ma per questo tipo di modulo, occorrerebbe una rivoluzione nella rosa che il Milan non può attuare. Insomma, dal punto di vista tattico, lo spagnolo non pare in grado di accontentare il presidente.

STRANIERI PERDENTI – Altro aspetto da considerare è che tutti gli allenatori stranieri dell’era Berlusconi si sono rivelati perdenti. Da Liedholm a Seedorf, passando per Tabarez, Terim e Leonardo, nessuno di questi è riuscito a vincere niente sotto la presidenza Berlusconi. Di più: tre di questi cinque tecnici non sono riusciti a concludere la stagione, finendo per essere esonerati prima della fine della stagione. Lo stesso Seedorf, l’unico subentrato tra questi, ha rischiato di finire la sua esperienza prima che finisse ilo campionato. Insomma: il binomio Milan-stranieri sotto la presidenza Berlusconi è tutt’altro che vincente.

MOSSA DELLA DISPERAZIONE? – Insomma: Emery ha dalla sua i risultati ottenuti in Spagna con Lorca, Almeria, Valencia e Siviglia (due promozioni, tre piazzamenti Champione ed una Europa League), ma è anche vero che la sua unica esperienza fuori dai confini spagnoli (allo Spartak Mosca) è stato un flop clamoroso. Quella del Milan rischia quindi di essere vista come una mossa della disperazione a fronte di una mancanza di programmazione che, ultimamente, sembra essere una costante a Milanello.

Davide Luciani

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