Fabio Pengo

Italia, le dichiarazioni dei protagonisti dopo il pareggio contro la Croazia

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CRACOVIA, 15 GIUGNO – All’indomani della partita contro la Croazia, Cesare Prandelli e tutti i giocatori sono delusi per quella che poteva essere la prima vittoria in 2 mesi, e non solo: la vittoria poteva significare anche conquistare mezzo biglietto per la fase finale del torneo. Ora tutto dipende dal risultato di Spagna – Croazia. Il sapore di “biscotto” gli italiani non lo hanno mai scordato da quel fatidico Europeo 2004 quando Svezia e Danimarca condannarono all’eliminazione precoce l’Italia, guidata da Trapattoni, con un pareggio. Una situazione simile ricapitò quattro anni dopo, nel 2008, ma l’Olanda di Van Basten fu clemente e allontanò quegli incubi. Ma è inutile vivere nel passato perchè si rischia di perdere di vista il presente. E’ questo il succo del messaggio che il ct azzurro ha fatto recapitare alla sua truppa.

SBAGLIANDO SI IMPARA – E’ curioso notare come l’Italia, nonostante il filone negativo di partite abbia fatto enormi progressi sul piano tattico, tanto da aver messo in difficoltà i campioni d’Europa e del mondo in carica; eppure ci sono ancora cose da migliorare come la tenuta fisica e la concentrazione, perse nel secondo tempo di entrambe le gare: “Sono convinto che non manchi personalità, ma al 60′ abbiamo un calo fisico. Dobbiamo recuperare le forze e capire come gestire le energie nella prossima partita” ha dichiarato Prandelli.  L’altro nodo da sciogliere è l’attacco: l’assenza di una punta di peso che sia incisiva sotto porta si è fatta sentire visto che sia Cassano che Di Natale hanno mancato di freddezza al momento del tap in decisivo; soprattutto nella gara contro la Croazia l’uscita di Balotelli ha permesso ai croati di alzare la difesa per pressare in maniera aggressiva e fare cerniera a centrocampo schiacciandoci e non facendoci impostare il gioco. “All’attacco dico che bisogna chiudere le partiteQuando si è in vantaggio e giochi bene bisogna chiudere le partita, basta un cross e una deviazione che ti mette in discussione tutto. Devi essere più cattivo e avere più determinazione in zona gol, cattiveria intesa come concentrazione giusta;  non sono arrabbiato per l’attacco che non segna ma amareggiato sì“. 

LA PAROLA AI PROTAGONISTI – L’1-1 sta stretto agli azzurri che si sono resi protagonisti di una buona prova: tutti da capitan Buffon ad Andrea Pirlo, da Chiellini a Marchisio, hanno qualcosa di cui rimpiangere. “Potevamo chiuderla con un altro gol nel primo tempo; peccato” ha riferito l’autore del primo gol azzurro. Claudio Marchisio, il migliore della formazione italiana spezza una lancia in favore di Cassano e Balotelli: “‘Abbiamo più colpe tutti noi  e le avevamo anche contro la Spagna: questo non è un torneo in cui puoi pareggiare, qui le partite bisogna chiuderle, e vincerle. Ci siamo sfilacciati e dobbiamo capire cosa sia successo. I nostri attaccanti non riuscivano più a pressare”. Su Giorgio Chiellini pesa gravemente quell’errore che ha rovinato una prestazione superlativa insieme ai compagni di reparto Daniele De Rossi e Leonardo Bonucci: ” Nella situazione del gol ero troppo stretto, la palla è arrivata lunga, poi è stato bravo lui a stoppare e segnare, ma dovevo essere più vicino. A questi livelli ad ogni errore ti puniscono, è successo così anche con la Spagna. Sapevamo che loro erano bravi in queste situazioni di cross, siamo stati bravi a concedere poco, poi ci siamo abbassati e sono capitate alcune situazioni. In occasione del gol ho sbagliato io la posizione iniziale“.

Fabio Pengo

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