Jacopo Rosin
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Città Mondiali 2014, visitiamo Brasília e il suo Estadio Nacional. Attrazioni principali e storia dello stadio

La capitale brasiliana è pronta ad accogliere il Mondiale verdeoro; il "Garrincha" accoglierà sette partite del torneo

Città Mondiali 2014, visitiamo Brasília e il suo Estadio Nacional. Attrazioni principali e storia dello stadio
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É partito il conto alla rovescia dei giorni che ci separano dal fischio di inizio dei Mondiali di Brasile 2014. L’evento più atteso dell’anno è pronto a far scatenare la passione di milioni e milioni di tifosi, trascinando 32 paesi a vivere un sogno che solo per uno di questi sarà indimenticabile. “Città Mondiali 2014” vi accompagnerà alla scoperta delle capitali del calcio brasiliano che ospiteranno i Mondiali, con le loro bellezze storiche ed artistiche, ma soprattutto visitando i grandi stadi che vedranno andare in scena le partite dei Mondiali, nel paese che vanta più vittorie della competizione nella storia, ben cinque. Allacciate le cinture, oggi partiamo per la capitale, Brasília: 2.5 milioni di cuori verdeoro pronti a fare festa. Sarà un viaggio entusiasmante, tutto da vivere. I Mondiali sono già qui.

Santuario Don Bosco Brasilia

Il suggestivo Santuario Dom Bosco di Brasilia

COSA VISITARE A BRASÍLIA – La capitale del Brasile è nata da un progetto realizzato dall’architetto Lúcio Costa. Infatti Brasília è una città pianificata – ovvero nata artificialmente con un piano urbanistico – costruita tra il 1956 e il 1960. Al termine della sua edificazione ha sostituito Rio De Janeiro come capitale dello Stato. La sua straripante bellezza ha portato l’UNESCO a dichiararla Patrimonio dell’Umanità. L’organizzazione della città – a forma di croce – è incredibilmente precisa e dettagliata, con la suddivisione delle diverse aree metropolitane all’uso commerciale o residenziale. Un lago artificiale fa da cornice a circoli ricreativi e ville lussuose, oltre che a ben 5 parchi, tra cui il Parque da Cidade, il più esteso dell’America Latina. Essendo una città di recente costruzione, a Brasília non sono presenti monumenti risalenti a periodi storici molto antichi, ma la sua architettura moderna è forse la migliore di tutto il continente americano. Passando per Brasília non ci si può perdere la passeggiata sul Pontao do Lago Sul, per ammirare il Lago, o la scoperta dell’originalissima Catedral Metropolitana e dell’incredibile Santuário Dom Bosco, con le sue ampie vetrate illuminate di blu e viola che creano un’atmosfera unica e suggestiva. Il Giardino Botanico è una meta obbligatoria per gli amanti della natura, mentre per i più affamati di cultura è possibile visitare i Memorial dei Popoli Indigeni, punto di contatto tra il moderno e il passato del Brasile, e il Memorial JK, museo costruito in onore del fondatore della città di Brasília, il Presidente Juscelino Kubitschek.

STORIA DELL’ESTADIO NACIONAL – Il nuovo stadio di Brasília sorge all’interno di un centro polisportivo intitolato ad Ayrton Senna. La struttura, costata 424 milioni di Euro – contro la previsione iniziale di 230 – è stata costruita nel 2010 sulle macerie dello stadio già esistente dal 1974. Eretto proprio in occasione dei Mondiali, L’Estadio Nacional, in verità, è stato intitolato ad un idolo del grande Brasile del passato, uno dei nomi più amati, soprattutto nelle periferie e nelle favelas: si tratta di Manè Garrincha. Per esplicita volontà della Fifa, però, durante la competizione mondiale non potrà usare il suo nome originario, ma appunto si dovrà chiamare solo Estadio Nacional. Potrà tornare ad essere il Manè Garrincha solo dopo il torneo. Proprio il futuro di questo stadio è oggetto di fortissime critiche da parte degli abitanti, sicuri infatti che sia destinato a trasformarsi in un enorme “elefante blanco”, espressione ispanica sinonimo del nostro “cattedrale nel deserto”. I 70mila posti a sedere infatti difficilmente verranno riempiti durante le partite del Brasiliense, militante nella Série B carioca, o del Brasília Futebol Clube, attualmente nel Campeonato Brasileiro Série D. Ecco perchè si pensa che al termine dei Mondiali la struttura verrà utilizzata per le partite della Seleçao e per concerti dei grandi big della musica mondiale, come è stato di recente per lo show di Beyoncè. Un altro possibile progetto futuro dell’Estadio Nacional Manè Garrincha è la sua trasformazione in un’arena multiuso per ospitare altri eventi di grande livello.

Estadio Nacional

L’interno del “Garrincha”, 70mila posti per i Mondiali 2014

LE PARTITE DEL MONDIALE ALL’ESTADIO NACIONAL – Al “Garrincha” si giocherano sette degli incontri Mondiali. Brasília inizierà ad entrare nel vivo della competizione il 15 giugno, con SvizzeraEcuador che aprirà le danze del gruppo E, quello composto anche da Francia e Honduras. Quattro giorni dopo, 19 giugno, sarà il Gruppo C a contendersi il primato con la Colombia di Cuadrado e Falcao – recupero dall’infortunio permettendo – ad affrontare la Costa D’avorio di Drogba e Yaya Tourè, in un match che si preannuncia molto interessante. Il 23 giugno Brasília esploderà di verdeoro per CamerunBrasile, Gruppo A: 70mila cuori pulsanti per un sogno che si chiama “Sesta Coppa del Mondo”, come dice chiaramente anche lo slogan sul pullman della Seleçao “Preparatevi! La sesta sta arrivando!”. Il Gruppo G chiuderà le partite della prima fase, con PortogalloGhana: Cristiano Ronaldo è pronto a strabiliare un popolo che ha avuto modo in passato di emozionarsi parecchio sentendo quel cognome, tanto prestigioso nella storia calcistica carioca. All’Estadio Nacional Manè Garrincha andrà in scena poi un ottavo di finale, un quarto e la finale per il gradino più basso del podio.

Brasília è pronta per i suoi Mondiali. Innovazione cittadina e tradizione calcistica in un mix pronto a scatenare la passione verdeoro seguendo la nazionale brasiliana nel Mondiale di casa, dove parte da strafavorita; la storia però ci insegna che non c’è mai un esito scontato… il Maracanazo insegna, ma questa è un’altra storia, un’altra città mondiale… Intanto, appuntamento a domani con São Paulo e il suo nuovissimo Stadio Corinthians!

Jacopo Rosin (@JacopoRosin)

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