Enrico Steidler
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Emergenza ultrà: lo Stato prepara la Black List delle partite a rischio (e miagola invece di ruggire)

Mentre Albano Guaraldi tratta la cessione del Bologna sotto la supervisione degli ultrà, le istituzioni stilano la lista nera delle gare da disputare solo di giorno

Emergenza ultrà: lo Stato prepara la Black List delle partite a rischio (e miagola invece di ruggire)
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Brain storming in corso. L’emergenza-idioti è alle stelle, “il rapporto fra i club e i tifosi ultrà che si comportano in maniera impropria non è una situazione positiva e accettabile (ha dichiarato il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete per l’ennesima volta intingendo le parole nella melassa), il mondo ci ride dietro per le nostre pietose inefficienze ed è quindi venuto il momento di reagire con la necessaria fermezza. La Prefettura di Roma e il Viminale, infatti, stanno considerando l’ipotesi di stilare una lista nera – subito ribattezzata dai media Black List perché fa più chic – delle partite considerate a rischio-ultrà. Lo scopo? Farle disputare solo ed esclusivamente di giorno, quando l’azione di contrasto dei fenomeni di violenza è sicuramente più agevole e incisiva.

Ultrà in azione

Ultrà in azione

SI BADA AL SINTOMO MA NON AL MALE – Stilata a inizio campionato dall’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive in collaborazione con la Lega Calcio, la Black List includerà tutti i match che nella stagione appena conclusa sono stati teatro di vandalismi o di scontri fra le tifoserie, e sarà limitata – almeno in un primo momento – alla sola città di Roma; per il resto si vedrà. Tutto qui? Ebbene sì, tutto qui, e se il buongiorno si vede dal mattino allora sarà davvero una splendida giornata per carogne e irriducibili vari. Capiamoci: la decisione di evitare “certe” notturne è sacrosanta, ma è rivolta ad attenuare i sintomi del male e niente più. Non incide in profondità, non risolve il problema e non sembra neppure essere la premessa di altre e ben più efficaci misure di contrasto. Il fatto stesso che sia limitata solo alla capitale, in tal senso, è significativo e non induce all’ottimismo. Chi si aspettava il ruggito delle istituzioni deve accontentarsi, almeno per ora, di un miagolio. A mali estremi limitati rimedi, questo è il senso, e il perché è chiaro.

A OGNI COSA IL SUO NOME – Se escludiamo le partite del Chievo, infatti, e quelle in cui le opposte tifoserie sono legate fra loro da un forte gemellaggio (Genoa e Napoli, ad esempio), tutti i match o quasi della Serie A sono potenzialmente a rischio, su questo non c’è dubbio, e siccome prevenire è meglio che curare – questo lo spirito del provvedimento allo studio – bisognerebbe quindi regolarsi di conseguenza: Chievoredelle notturne, e buonanotte. E’ evidente, però, che un simile scenario corrisponde a un incubo per i protagonisti dello show-biz, ed è altrettanto ovvio, di conseguenza, che la List è nata Listina e Listina resterà. Nulla, infatti, neppure un’ipotesi Genny ‘a carogna-ministro dell’Interno, potrebbe atterrire i padroni del vapore più di una seria e concreta manomissione della loro macchinetta mangia-soldi. Black List? Diciamo Listina Grigetta, se va bene…

Albano Guaraldi, presidente del Bologna

Albano Guaraldi, presidente del Bologna

BLACK FUTURE – E così, invece di vietare le trasferte, di mettere in galera (altro che Daspo) chi sgarra, di far sparire una volta per tutte fumogeni, bombe carta e striscioni, di castigare senza pietà i dirigenti sportivi che “flirtano” con le tifoserie e di ricorrere ad altri simili (e necessari) estremi rimedi, noi pensiamo all’ipotesi di far disputare di giorno alcune partite interne di Roma e Lazio, e per ora niente più. Ok, se le future strategie di guerra sono tutte qui la sconfitta è inevitabile, diciamolo, e la resa ci sarà imposta a condizioni umilianti. Tanto per dare un’idea della débacle prossima ventura, basti pensare al presente e al numero uno del Bologna Albano Guaraldi, che venerdì scorso ha trattato la cessione della società (Massimo Zanetti il potenziale acquirente) in compagnia di Christian Frabboni, leader del gruppo ultrà “Beata Gioventù”. “Non ci fidiamo più di Guaraldi” – ha dichiarato il “garante” curvaiolo al Corriere di Bologna – “Abbiamo saputo del confronto con Zanetti con un paio di giorni di anticipo e volevamo avere la certezza che non ci venissero raccontate altre balle come successo in passato. Eravamo un po’ i San Tommaso della situazione”.

“Non ho approfondito la vicenda del Bologna, né so se l’ultrà in questione fosse colpito da sanzioni” – ha commentato Abete come se questo fosse il punto e come se la cosa lo riguardasse solo da lontano – “Comunque era giusta la riflessione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla necessità di avere un comportamento fermo contro quei tifosi che vogliono appropriarsi di spazi che non gli appartengono. I legami secondo una logica di scambio sono inaccettabili. Dobbiamo essere lucidi e non possiamo giustificare nulla. Però – ha poi concluso il presidente della Federcalcio dando prova di grande lucidità – è un momento complesso per il Paese, in cui si percepisce la contestazione verso il ceto dirigente. Già, chissà perché?

Enrico Steidler

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