Orazio Rotunno
No Comments

Serie A, top & flop Portieri: il pagellone della stagione 2013/14

Chi sale e chi scende nel pagellone 2013/2014: la classifica delle saracinesche e di chi troppo spesso ha lasciato la "porta aperta"

Serie A, top & flop Portieri: il pagellone della stagione 2013/14
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

La stagione 2013/14 è alle porte, il pagellone ruolo per ruolo del campionato appena concluso inizia proprio da chi ha difeso, bene o male, i pali delle 20 porte di Serie A. La top e flop di quest’anno vede piacevoli sorprese e gradite conferme, mentre sorprende la presenza di alcuni flop che saranno protagonisti inaspettati dei prossimi Mondiali o che potevano esserlo, ma guarderanno da casa la kermesse continentale per via di un’annata da dimenticare. Ecco i migliori ed i peggiori Portieri di questa stagione.

Simone Scuffet, nuova promessa del panorama nazionale

Simone Scuffet, nuova promessa del panorama nazionale

TOP

BUFFON 8 – Il voto è giustificato, oltre che dall’ottima stagione, dalla longevità di questo fenomeno che 3 anni fa sembrava sull’orlo del ritiro per via di continui malanni fisici, tanto da costringere la Juventus a cercare su piazza il miglior secondo possibile. Uno spreco, vedere Storari in panchina, sempre più spesso visto che il n.1 Nazionale non ha quasi più avuto problemi di infortuni ed è tornato la saracinesca di sempre. Gli ultimi mesi di campionato vedono un Gigi quasi perfetto, i riflessi non saranno quelli di un tempo come per sua stessa ammissione, ma una cosa è certa: in salute, al mondo non c’è nessuno come lui. E forse, anche nella storia.

PERIN 7.5 – Il gatto rossoblu si è finalmente consacrato, dopo la stagione deludente dello scorso anno col pescara, sopravanzato addirittura dal vecchio Pelizzoli. Ha riavuto fiducia, l’ha guadagnata sul campo a suon di grandi prestazioni. Il Genoa lo aveva affiancato a Bizzarri temendo un nuovo flop, ma lui soprattutto fra ottobre e gennaio mette a segno prestazioni che fanno gridare al miracolo ad ogni match. Una leggera flessione nella seconda parte, come tutta la squadra, ma di certo è uno dei papali come erede di Buffon, insieme a Scuffet e Bardi.

SCUFFET 7 – E’la rivelazione assoluta di quest’anno, considerando tutti i ruoli e tutte le età. Classe 1996, non ci stancheremo mai di ripeterlo: qualche errore di gioventù, ma come non giustificarlo. Personalità da vendere, coraggio misto ad incoscienza tipico di ogni grande portiere, un futuro che è tutto nelle sue mani. La piazza di udine è quella ideale dove poter crescere: non deve aver fretta, la grande occasione arriverà. Nel frattempo, i suoi primi 4 mesi da titolare in Serie A sono meritevoli di un bel 7.

Federico Marchetti, portiere della Lazio

Federico Marchetti, portiere della Lazio

FLOP

MARCHETTI 4 – La più grande delusione dell’anno, tale da farli perdere il Mondiale. Il suo mancato impiego è stato oggetto di tante speculazioni, fra problemi fisici e ritardi di preparazione e poco allenamento. In realtà, quando impiegato, si è visto solo il lontano aprente di quel marchetti capace di salvare in svariate situazioni la Lazio durante la passata stagione. Berisha ha finito per soffiarli il posto, il che è tutto dire. Urge ritrovare il miglior Marchetti, magari in orbita Milan, per non perdere il miglior portiere italiano dopo Buffon, se al 100%.

ANDUJAR 4.5 – Sorpassato da Frison nel Catania retrocesso, ma titolare ai prossimi Mondiali in Brasile con la maglia dell’Argentina. I paradossi della vita, il buon Mariano rischia di vivere una stagione indimenticabile al termine di un’annata piuttosto negativa, colma di papere e prime pagine sui giornali poco galanti. Non è mai stato un fenomeno, ma quello visto in questa stagione ha diverse responsabilità sulla retrocessione degli etnei. Il Catania farà bene a puntare sul giovane Frison per una pronta risalita in A.

BRKIC 5 – Un po’ per infortunio, un po’ per la contemporanea esplosione del baby Scuffet, il talento di Brkic in questa annata si è visto poco. Esploso a Siena, nell’orbita Chelsea 12 mesi fa, è partito in sordina per via di un lungo stop. Una volta rientrato è stato autore di non poche uscite a vuoto, che hanno portato Guidolin prima a recuperare il secondo Kelava, fino a sperimentare la carta vincente di Scuffet, poi definitiva sino all’ultima giornata.

Orazio Rotunno

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *