Erika Aleksandra Provenzano
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Alla scoperta dell’arte scultorea del Serpotta

Muovendosi tra vicoli e Chiese palermitane alla scoperta delle opere suggestive di Giacomo Serpotta

Alla scoperta dell’arte scultorea del Serpotta
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Particolare

Particolare di un’opera del Serpotta

GIACOMO, FIGLIO D’ARTE–  Il noto artista palermitano nacque il 10 Marzo del 1656 e visse nel quartiere della “kalsa”. Giacomo perseguì la stessa via percorsa dal padre Gaspare, abile scultore, da cui ereditò la passione artistica. Giacomo fu maestro nella tecnica decorativa dello stucco. La tecnica dello stucco prevede un veloce tempo di essiccazione dell’impasto che bisogna modellare nella maniera più perfetta possibile disponendo di un arco di tempo ridotto, ed è proprio tenendo conto di questo fattore che l’abilità del Serpotta si espresse pienamente.

 ATMOSFERE DA SOGNO–  Grande spazio nell’arte di Giacomo trovano le creazioni angeliche e i putti. È facile intuire la presenza di reminiscenze berniniane e barocche. Chi viene a contatto con alcune delle sue opere, con un particolare riferimento alle stanze dell’Oratorio del Rosario in Santa Cita e all‘Oratorio di San Lorenzo, si troverà immerso all’interno di un atmosfera sognante pienamente circondato da putti volanti e altre creature. Le pareti dell’Oratorio del Rosario sono decorate da fiumi di innumerevoli sculture, grandi e piccole, che sembrano straripare dalle pareti stesse per spiccare il volo. Un tocco in più che rende tali opere ancora più suggestive e fluttuanti è dato dall’abile uso che il Serpotta fece della luce che riflettendo sulle sculture le arricchisce rendendole più lucide e bianche, quindi più candide e celestiali.

I LUOGHI – Palermo è una città piena di paradossi dove è possibile incontrare allo stesso tempo miseria e ricchezza, luoghi disagiati da un lato e Chiese riccamente adornate dall’altro, luoghi scevri e luoghi barocchi, come quelli in cui si concentra l’arte di Giacomo.  Sono tanti i luoghi, specialmente Chiese e Oratori, dove si ha la possibilità di confrontarsi con le sue opere, tra questi i due già ricordati Oratori e poi si possono citare la Chiesa di San Matteo, di Sant’Orsola, dell’Assunta, del Carmine Maggiore e l’elenco potrebbe dilungarsi. L’invito per chi viene a Palermo è quello di visitare questi luoghi e in particolare il già citato Oratorio del Rosario in Santa Cita dove maggiormente trova espressione l’arte del Serpotta.

 Erika Aleksandra Provenzano

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