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Le pagelle su Tacco 10 – Speciale di fine stagione: 102 volte Juve

Juventus, 10 e lode: la carica dei 102.

Le pagelle su Tacco 10 – Speciale di fine stagione: 102 volte Juve
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Llorente, bomber della Juventus e del Fantacalcio.

Llorente-Tevez, la ‘Bella’ e la ‘Bestia’: la Juventus dei record deve tantissimo alla strana coppia

 STORIA. 3 scudetti di fila. 102 punti. Mai nessuno aveva sfondato il muro dei 100 punti. Lo ha fatto la Vecchia Signora! Che con l’innata classe ricomincia a frequentare i salotti buoni nel 2012, vi si accomoda nel 2013 e quest’anno può meritatamente farla da padrona, lasciando gli altri alla finestra. La diretta rivale, la Roma, è stata annullata nello scontro diretto allo Stadium ed è stata castigata sul finale (dal loro ex) all’Olimpico. La sua rimonta è stata un sogno esistito solo nella fase REM dei tifosi giallorossi: nonostante nessun impegno di Coppa, le occasioni di vincere questo Campionato si sono esaurite dopo le prime 10 giornate di Campionato.

CONTE – 9,5 – IL GLADIATORE Il trionfo di questa Juve passa dalle sue mani. Nella continuità di modulo (3-5-2), dimostra novità con l’utilizzo dei nuovi innesti Tevez e Llorente, che lo costringono a cambiare le logiche gerarchiche degli anni passati. Ci sono cose che non cambiano però. La pancia, la ferocia e l’agonismo con cui riesce a sistemare la sua truppa. “Al mio tre, scatenate l’inferno!” Beh sexy Mister, a tre questa truppa è arrivata, all’inferno sono state condannate le rivali, adesso rimanga e scateni un inferno internazionale!!!

BUFFON – 8,5 – HIGHLANDER I Queen cantano “Who wants to live forever?”. Uno come lui può vivere in eterno. Affidabile come un tempo, alcune parate importanti quanto goal, alcuni cali fisiologici, alcune uscite al cardiopalma, alcuni errori evitabili, ma si sa “Al cuor non si comanda!” e le mani in certe occasioni possono tremare…

BARZAGLI – 8,5 – MAN OF STEEL Campionato tormentato dagli infortuni, ma quando è in campo lui le juventine lo vedono e gli avversari lo sentono. Mr. Torace d’Acciaio ha una marcatura inesorabile. CR7 lamenta ancora un’unghia rotta e negli ambienti giallorossi si vocifera che dopo la partita di domenica scorsa, Gervinho abbia richiesto un test di gravidanza.

BONUCCI – 7,5 – PSYCHO Mette i brividi. È capace di portarti dalle stelle alle stalle. Eccessi di confidenza ed autostima gli fanno commettere alcune “bonucciate” che sono pesate soprattutto in Champions. Nel lungo periodo, la sua visione di gioco e una buona dose di cinismo e personalità (il Lione ne sa qualcosa) prevalgono sulla valutazione.

CHIELLINI – 8 – GODZILLA Altra garanzia per il reparto difensivo. È potente e ruvido. Gli avversari lo sanno e a volte se ne approfittano. El Piscinero CRZ ne ha abusato e lui ne è rimasto danneggiato. Ma come si dice, “la vita dà, la vita toglie”: tre goal e la sua stagione confermano la sua importanza.

CACERES – 7 – FUORI DI TESTA Quell’addominale ambulante ha trovato più spazio dati gli infortuni e le squalifiche di Chiellini e Barzagli. Lui se la gioca bene, ma lo svarione contro il Real è rimasto negli occhi di tutti. Quando poi no sa proprio come arrivarci, ci mette e rischia la testa, ma non in senso metaforico, quanto più in senso fisico.

LICHTSTEINER – 7,5 – IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI Ha lo sguardo gelido del dott. Hannibal Lecter. Ha la follia “punitiva” del dott. Hannibal Lecter. In velocità su quella fascia, non ce n’è per nessuno. Importante il goal contro l’Inter dove dimostra la sua intesa con Pirlo e uomo assist per Llorente, che ha un debito di riconoscenza nei suoi confronti.

VIDAL – 8,5 – EXCALIBUR Re Artù e la sua cresta sono i protagonisti di questo scudetto. Trascina la sua Signora quando accusa qualche momento di stanchezza e la lancia alla ricorsa. Finale di stagione tormentato da un ginocchio capriccioso, ma lui stringe i denti perché non si molla un…. Per il secondo anno consecutivo, il numero delle sue reti è in doppia cifra. E poi ha l’esultanza con il cuoricino e quel sorriso sincero e genuino che illumina e piace ai bimbi e alle tifose bianconere. Grazie Re Artù!

PIRLO – 9 – C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA Un classico intramontabile. Un “Deborah’s theme” che suona nelle orecchie e nei cuori di chi guarda e ascolta. Segna 7 goal (per noi sono 7!) tutti su punizione, la sua arma micidiale. Ma è fondamentale anche per assist e passaggi al contagiro che spesso hanno apparecchiato per le reti dei compagni.

POGBA – 8,5 – LA GRANDE BELLEZZA Stagione di conferma la sua. Un fenomeno. A volte altalenante perché pecca di un’eccessiva leziosità dimenticando l’importanza delle cose semplici, ma pur sempre un fenomeno. Il goal contro il Napoli all’andata racchiude tutto: è genio, tecnica e coordinazione. È poesia. Un capolavoro. E poi ha sempre le sue lunghe leve…

ASAMOAH – 8 – FAST AND FURIOUS Cresce in fase difensiva, confeziona giocate decisive e segna di potenza contro la Viola in casa all’ora di pranzo. Cavalcare su quella fascia è roba sua, anche per una questione di… centimetri.

MARCHISIO – 8 – UN PRINCIPE TUTTO MIO Un Pogba imprescindibile lo aveva condannato alla panchina. La sua capacità tecnica e mentale di riadattarsi e prestarsi ad un ruolo “alla Pirlo”, riuscendoci bene peraltro, merita una valutazione come dire… “principesca”. Bello il goal contro il Cagliari. L’eleganza innata e quei colori da favola ne completano il quadro.

TEVEZ – 9 – THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW Ha il piglio, la cattiveria e la tenacia di chi nella vita ha sofferto e vinto. È il terremoto della formazione di questa stagione. Un corridore instancabile che costringe la squadra ad avere lo stesso mordente. Diverse le esultanze a cui ci ha abituati: le maglie dedicate ai quartieri argentini, la mitraglia, il ciuccio e la trombetta contribuiscono a costruire il suo personaggio.

LLORENTE – 9 – JESUS CHRIST SUPERSTAR Quando esulta ed apre quelle braccia, non accusatemi di blasfemia, ma ricorda il Cristo Re di Rio. Ad inizio stagione di fronte ad un Vucinic tentennante, ma pur sempre preferito da mister Conte, dissi: “Se deve stare in panchina, almeno mettetecelo in mutande!”. L’infortunio di Zorro è stato per lui (e per i tifosi bianconeri) provvidenziale. Entra, segna e le gerarchie cambiano: lui è la scoperta. Testa, piedi e tacco. Tutti una meraviglia. Una stupenda meraviglia.

OSVALDO – 7 – L’ULTIMO TANGO A PARIGI Il tango rievoca la sua origine argentina. Il film è un cult dell’erotismo che è capace di alzare la temperatura. Temperature che lui riesce ad innalzare sempre. Il picco si tocca a Roma lo scorso 11 maggio, quando l’orologio segnava le 19:35 circa, il cronometro all’Olimpico segnava il 93’:56” e il fischietto dell’arbitro era già stretto fra le labbra di De Marco. E stavolta l’alta temperatura non era solo questione di ormoni femminili…

Anna Graziano

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