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Cenerentola Lanciano, la favola che non ti aspetti

Cenerentola Lanciano, la favola che non ti aspetti
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Presidentessa del LancianoLANCIANO, 15 GIUGNO – 8 Aprile 2008, il Tribunale collegiale civile di Lanciano dichiara il fallimento del club lancianese. Passano appena quattordici giorni e arrivano 8 pesanti punti di penalizzazione che spediscono la squadra abruzzese dritta ai playout di Serie C1, che al termine del doppio scontro perso con la Juve Stabia decreteranno la sua discesa nella serie inferiore (salvo ripescaggio last minute). E’ il momento più nero della storia dei rossoneri, sommersi dai debiti e vicini alla radiazione, che equivale in soldoni ad un inglorioso addio al calcio professionistico. Ma col senno di poi, la massima manzoniana secondo cui la Provvidenza consente il male in preparazione di un bene maggiore sembra sposarsi perfettamente con la storia che stiamo per raccontare. Ebbene si, perché il 10 giugno di quest’anno, al termine di una partita pirotecnica contro il Trapani, il Lanciano ha conquistato la sua prima storica promozione in Serie B. Un miracolo reso possibile dalla famiglia Maio, imprenditori locali operanti nel settore dello smaltimento dei rifiuti, che appena quattro anni prima aveva contribuito al salvataggio in extremis del Lanciano, rinominato per l’occasione Virtus Lanciano 1924. Che poi il presidente del club non sia altro che una ragazza ventottenne, che ha più volte affermato di non capirne molto di calcio ma di avere a cuore la squadra del suo paese, non fa altro che aggiungere un pizzico di magia alla storia. Valentina Maio è una ragazza solare, con il sorriso sempre stampato sul viso. E’ suo il volto più rappresentativo dell’impresa lancianese: il suo entusiasmo contagioso e l’esperienza maturata con il passare degli anni in questo settore si sono rivelati, in fin dei conti, importanti valori aggiunti di non poco conto.

IL GIUSTO MIX DI ESPERIENZA E GIOVENTU’ – Ma la favola del Lanciano è popolata di molti altri eroi che con impegno e dedizione hanno reso possibile la realizzazione di un sogno. Il primo nome è quello dell’allenatore Vincenzo Gautieri, già apprezzato nei panni di calciatore con le casacche di Roma, Piacenza e Atalanta. La riconferma sulla panchina rossonera per il prossimo anno è tutt’altro che una formalità, nonostante le pressioni della presidentessa Maio, che ha promesso il massimo sforzo per trattenerlo. Non manca alla lista nemmeno il bomber di turno, il capocannoniere degli abruzzesi Leonardo Pavoletti, prelevato dal Sassuolo lo scorso anno con la formula del prestito con diritto di riscatto; una stagione la sua sempre giocata al servizio della squadra, realizzando gol decisivi nei momenti più importanti del campionato. Si aggiunga quindi al calderone l’ultimo arrivo di gennaio Vincenzo Sarno, calciatore classe ’88 dalla storia del tutto particolare: acquistato dal Torino all’età di 13 anni e subito salutato come il nuovo Maradona, Sarno ha presto deluso le aspettative sotto la pressione di facili etichette, salvo poi riscattarsi alla grande quest’anno lontano dalla luce dei riflettori. Suo uno dei tre gol che ha permesso alla squadra lancianese di abbattere il Trapani nel ritorno dei playoff.
E’ risaputo che la vittoria di una squadra non è mai esclusivamente opera di singoli ma è il risultato di una miscela vincente ottenuta con i giusti dosaggi. E il Lanciano di quest’anno ha saputo sapientemente mescolare esperienza (su tutti il capitano D’Aversa e l’attaccante Manuel Turchi) e gioventù (oltre a Sarno e Pavoletti si segnalano le prestazioni di Chiricò, Rosania e Margarita).

UNO SGUARDO AL FUTURO – Per il prossimo anno la priorità rimane la ristrutturazione dello stadio Biondi, che procederà di pari passo con la costruzione di una squadra che sia in grado di affrontare al meglio questa nuova e affascinante sfida. Da risolvere il nodo allenatore, da decifrare il futuro di Pavoletti e Sarno – osservati speciali del Livorno – il grande enigma rimane tuttavia quello di capire quale progetto presenterà il Lanciano per il futuro campionato. Conoscendo le ambizioni dell’attuale presidenza ci rifiutiamo di pensare ad un ruolo di semplice comparsa.

Giuseppe Mimmo

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