Enrico Steidler
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Credete agli zombie? Il Pentagono sì, ed è pronto a combatterli

Storia di tanti bei soldini pubblici spesi per i morti viventi alla faccia dei vivi morenti

Credete agli zombie? Il Pentagono sì, ed è pronto a combatterli
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Armi di distrazione di massa. Il mondo va a rotoli? Il clima impazzisce e l’economia ristagna? I ricchi diminuiscono (e diventano sempre più ricchi) e i poveri aumentano (e diventano sempre più poveri)? Sì, va bè, e allora? Quel che conta davvero, per il Pentagono – che assomiglia sempre di più all’Istituto Ricerche Minerarie e Perdite di Tempo di alanfordiana memoria – è prepararsi all’invasione degli zombie, e istruire il popolo in materia di contatto ravvicinato con carcasse malintenzionate. La soluzione dei problemi della società, infatti, non compete al Dipartimento della Difesa, il cui unico scopo è quello di proteggere il suolo americano (ma in questo caso anche quello di “qualsiasi popolazione del mondo, compresi gli avversari tradizionali”) dalle minacce ritenute concrete, come, ad esempio, la rivolta dei rettiliani detenuti nell’Area 51 e la proliferazione dei vampiri comunisti.

sede del quartier generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti

Il Pentagono, sede del quartier generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti

TANTO PAGA IL CONTRIBUENTE – Pesce d’aprile fuori tempo massimo? No, a quanto pare è tutto vero, e a darne conferma è la prestigiosa rivista Foreign Policy: il piano strategico (un documento non classificato chiamato CONOP 8888, Counter Zombie Dominance) messo a punto dai vertici militari per contrastare l’invasione prossima ventura non è fiction, anzi, è operativo già da due anni (risale al 30 aprile 2011) e i suoi obiettivi sono chiari: censire le diverse tipologie di defunti socialmente pericolosi – sono almeno 5 – e poi risolvere il problema alla radice. Come? Top secret. Le armi necessarie per dare definitiva sepoltura al nemico non vengono indicate dal CONOP (magari un semplice lanciafiamme basta e avanza, chissà…), ma tutto il resto sì, e non mancano i dettagli sorprendenti.

ALBUM DI FAMIGLIA – C’è zombie e zombie, innanzitutto. Chi pensava al classico morto vivente tutto sbrindellato e dallo sguardo inespressivo deve aggiornarsi in fretta, e imparare che accanto ai vegetarian zombies – docili creature che si cibano solo di sedano e carote – ce ne sono altri molto più “tecnologici” e agguerriti, fra cui i pathogenic e i radiation (macabre conseguenze di guerre chimiche o disastri nucleari), gli evil magic (frutto di bieche sperimentazioni), i temutissimi chicken (galline improduttive uccise col gas e tornate in vita piene di risentimento nei confronti del genere umano) e, infine, i terrificanti space, futuristiche creature provenienti da altre dimensioni.

Fameliche presenze

Fameliche presenze

PULP FUTURE – Ad alimentare il timore di scenari così lugubri sono le conoscenze che abbiamo accumulato un po’ in tutti i campi, dalla biologia all’ingegneria genetica, e di cui l’alto comando dell’esercito non può certo ignorare o sottovalutare le implicazioni di carattere militare. Certo, il confine fra scienza e fantascienza, quando si parla di esseri viventi trasformati in zombie grazie a parassiti (genere Toxoplasmosa) potenzialmente innestabili nel cervello umano è tutt’altro che definito, e lo è ancor meno se si fa riferimento ai possibili impieghi del virus della mucca pazza. Gli effetti indotti dal veleno (la tetrodotossina) del pesce palla giapponese, però, sono ben noti (basti pensare al controverso caso di Clairvius Narcisse, l’uomo di Haiti dichiarato morto e seppellito nel 1962 e poi ricomparso nel 1981 nei pressi di una troupe della BBC), e le cellule staminali si presteranno ben presto a ogni genere di utilizzo, fra cui la sospirata rigenerazione di cellule cerebrali morte (neurogenesi) e quindi la creazione di famelici zombie; un po’ rimbambiti, certo, ma pur sempre terrificanti. C’è poi, last but not least, il nanorobot biologico, che sarà in grado di riattivare il cervello e di generare a sua volta migliaia di zombie multi-uso ma con la data di scadenza (un mese al massimo).

Ma come è possibile, si chiederanno in molti, credere a tutto ciò? Non sarebbe meglio fare qualcosa di serio invece di giocare con le figurine dei mostri? E no, risponderebbero al Pentagono, l’apocalisse zombie è un’ipotesi tutt’altro che remota, e bisogna prepararsi al peggio: “Il documento è identificato come strumento di formazione interna – ha dichiarato Pamela Kunze (capitano della Marina e portavoce del Comando strategico) riferendosi al CONOP 8888 – “grazie al quale gli studenti imparano i concetti base dei piani militari e del loro sviluppo attraverso uno scenario di formazione fittizia“.

Un’esercitazione, insomma, un training ai massimi livelli arricchito e integrato – così sussurrano i bene informati alludendo ad altri presunti documenti ancora secretati – da un duro addestramento alla lotta contro le Tartarughe Ninja mutanti e i lupi mannari. Quelli vegetariani esclusi, naturalmente.

Enrico Steidler

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2 Responses to Credete agli zombie? Il Pentagono sì, ed è pronto a combatterli

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