Fabio Pengo

Dalla Germania arriva la soluzione ai goal fantasma. Sogno o realtà?

Dalla Germania arriva la soluzione ai goal fantasma. Sogno o realtà?
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Quante volte  ci è capitato di vedere alla TV la nostra squadra del cuore che dopo un’azione ben orchestrata manda la palla in rete ma questa viene, in qualche maniera,  salvata all’ultimo dopo che ha superato la linea di goal, e tutti intorno a noi esultano per poi ammutolirsi quando scoprono che l’arbitro e il suo assistente non hanno concesso il goal?

Se siete dei calciofili saprete che questo accade molto spesso perché non è semplice osservare un oggetto, in questo caso il pallone, che si muove rapidamente e che subisce diverse deviazioni.  Poiché questi errori venivano e vengono commessi anche in manifestazioni importanti quali le coppe europee e manifestazioni internazionali dove ciò che accade sul rettangolo verde è osservato milioni di persone, la FIFA unitamente alla UEFA e alle industrie CAIROS ha elaborato un complesso sistema che attraverso l’utilizzo di campi magnetici può prevenire i così detti “goal fantasma”. Questa tecnologia si chiama GLT (Goal line technologies).

Inizialmente però si era pensato di sfruttare l’ “Hawk Eye“, lo stesso sistema utilizzato nel tennis per scoprire se la pallina aveva varcato la linea di fallo. L’ Hawk Eye consiste in una serie di telecamere che coprono l’intera area di gioco. Ma subito ci si accorse che non era abbastanza rapido e accurato da poter segnalare l’irregolarità. Due anni fa nella sede Fifa arrivò un progetto rivoluzionario dalle industrie tedesche Cairos: tale progetto proponeva di far installare sotto l’area di rigore cavi elettrici attraversati da una minima quantità di corrente che  generano un campo magnetico. La stessa cosa va fatta oltre la linea di goal, nella superficie di terreno occupata dalla rete di porta, dove l’intensità di corrente sarà differente e di conseguenza lo sarà anche il campo magnetico generato.
Il passo successivo è quello di inserire all’interno della sfera di gioco un sistema capillare di sensori fatti di materiale conduttore.

Un minirilevatore all’interno del pallone registra il cambiamento di intensità del campo magnetico nel caso in cui la palla abbia varcato la linea di goal e lo trasmette ad un computer centrale che di conseguenza trasmette i dati ad un orologio che l’arbitro indossa. In questo modo il direttore di gara può intervenire in maniera diretta e tempestiva stroncando sul nascere eventuali proteste da parte dei calciatori. Sfortunatamente il campo magnetico potrebbe modificare non solo la velocità della palla  ma anche la sua traiettoria mettendo in difficoltà i portieri a causa dell’interazione tra il campo magnetico generato sotto il terreno di gioco e il materiale conduttore all’interno di essa. Inoltre i detrattori di tale tecnica si sono interrogati se tale campo magnetico può nuocere alla salute dei calciatori in maniera diretta. Le industrie CAIROS hanno prontamente assicurato che le forze in campo sono talmente basse da non causare problemi. Il sistema GLT è attualmente in fase di sperimentazione in partite di leghe minori ma dovremo attendere ancora qualche hanno per poterlo vedere in partite di alto livello.

Fabio Pengo

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