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Doping, Epo e Armstrong: nuovi guai in vista per il texano

Doping, Epo e Armstrong: nuovi guai in vista per il texano
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Per l'americano accuse dall'Usada: a rischio i 7 Tour de France vinti

NEW YORK, 14 GIUGNO – Doping di Epo. Nuovi guai in vista per Lance Armstrong. Il texano che dal 1999 al 2005, ha dominato il Tour de France rischia di vedersi cancellare tutti i titoli vinti se verranno confermate le accuse mosse dall’Usada, l’agenzia americana anti-doping. All’americano, l’Usada avrebbe inviato una missiva di 15 pagine con accuse pesanti. Secondo l’agenzia americana anti doping alcuni dei campioni di sangue prelevati al ciclista nel 2009 e nel 2010 “sono perfettamente compatibili con manipolazioni sanguigne, incluso l’uso di Epo o di trasfusioni“. Sembrava finita per Armostrong quando nel febbraio scorso la procura federale di Los Angeles aveva chiuso l’indagine di due anni sul presunto doping del texano e dei suoi compagni. Ma proprio l’archiviazione del caso senza alcuna motivazione da parte della procura ha spinto l’Usada a continuare le indagini fino ad arrivare alla accuse mosse in questi giorni.

 

TRA I TESTIMONI SUOI EX COMPAGNI – L’Usada ritiene inoltre di aver ”numerosi corridori che testimonieranno in base alla loro conoscenza personale, acquisita guardando Armstrong mentre si dopava” o tramite ”ammissioni” dell’ex ciclista. Tra questi Geoge Hincapie che avrebbe confermato agli inquirenti l’uso delle sostanze dopanti assieme ad Armstrong. Anche il campione olimpico della cronometro di Atene Tyler Hamilton avrebbe confessato di essersi dopato assieme ad Armstrong. Hamilton, in preda al rimorso, ha compiuto un gesto ancora più significativo: ha restitutio spontaneamente la medaglia d’oro di Atene all’Usada, lo ha dichiarato il presidente dell’agenzia Travis Tygart. Tra gli indagati anche il medico italiano Michele Ferrari Ferrari è accusato dall’Usada, assieme ad altri due dottori, Armstrong  e altri 5 tesserati, di aver messo su un sistema basato sul doping dal ’98 al 2011.

 

ARMSTRONG RIGETTA LE ACCUSE – Il texano non ci sta e respinge le accuse al mittente e ai suoi ex compagni: “Non mi sono mai dopato e, a differenza dei miei accusatori, ho gareggiato per 25 anni senza cali di prestazione e superando oltre 500 test – la replica in una nota di Amstrong -. L’Usada ignora questa fondamentale distinzione e accusa me anzichè coloro che hanno ammesso di aver fatto uso di doping e questo la dice lunga sulla sua mancanza di correttezza e su questa vendetta”. “L’Usada – continua Armostrong – è un’organizzazione finanziata con i soldi dei contribuenti ma governata solo da regole che si sono scritti da soli“. “E ora intendono di nuovo – aggiunge Armstrong – gettare discredito su di me e riesumare accuse che risalgono a piu’ di 16 anni fa, per impedirmi di competere come triatleta e per cercare di togliermi i sette titoli del Tour de France che ho guadagnato”.

 

Le accuse dell’Usada un primo effetto lo hanno avuto: ad Armstrong sarà vietato di partecipare alle gare di Triathlon, lo sport a cui l’americano si era dedicato dopo l’addio al ciclismo nel 2011.

 

Francesco Di Santi

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