Jacopo Rosin
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Conte a San Siro? Mai

L'AD rossonero, Adriano Galliani, avrebbe telefonato ad Antonio Conte sondando il terreno per il dopo Seedorf

Conte a San Siro? Mai
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Il futuro di Antonio Conte si tinge di giallo. Con i primi caldi ecco svegliarsi il mercato estivo con tutte le sue bombe che fanno sognare, o piangere, i tifosi di tutta Europa. Nel Bel Paese il campionato di Serie A si appresta a chiudere i battenti con l’ultima giornata che ha ancora pochi verdetti da pronunciare. La Juventus si interroga su quali saranno le scelte di Conte, fresco vincitore dello storico terzo titolo consecutivo a strisce bianconere. Anche in casa Milan si guarda alla situazione in panchina, c’è da costruire un progetto valido per il prossimo anno, dopo una stagione che non ha saputo regalare nessuna emozione degna di nota ai tifosi milanisti – unica consolazione il gol di De Jong nel derby – e c’è sempre la spinosa questione Seedorf. Il tecnico olandese è sempre in discussione, pur avendo risollevato il Milan dopo l’esonero di Allegri, sembra però aver perso l’enorme stima della società di cui godeva prima del suo arrivo. Le continue punzecchiature della dirigenza rossonera spingono a credere che il Diavolo cambierà pelle l’anno prossimo ed ecco quindi scatenarsi il mercato delle panchine.

Antonio Conte e Giuseppe Marotta

Antonio Conte e Giuseppe Marotta

CONTE A SAN SIRO? – Indiscrezione di queste ore è un contatto fra Antonio Conte e l’AD rossonero Adriano Galliani, che avrebbe contattato il mister della Juventus per sondare il terreno con l’obiettivo di ripartire da lui sulla panchina del Milan. Subito sono arrivate le smentite dai diretti interessati. Conte starebbe vagliando la possibilità di lasciare la Juventus, abdicare da vincente è un’opzione considerata da molti allenatori. Il malumore del tecnico salentino nascerebbe da una richiesta fatta alla dirigenza bianconera che pare non verrà però esaudita, ovvero qualla di rafforzare la rosa con acquisti di livello assoluto per competere anche in Europa. Sicuramente non manca la volontà di vincere ad Agnelli e Marotta, ma i nomi fatti da Conte probabilmente hanno un costo ritenuto fuori portata dai vertici bianconeri. Se davvero fosse un problema di disponibilità economica a spingere l’ex centrocampista a lasciare la panchina piemontese, appare allora molto più complicato che Conte possa seriamente prendere in considerazione un’eventuale offerta milanista. Lo scenario che si troverebbe a gestire sarebbe quello di una squadra da rifondare, con pochi spicci, con nessuna competizione europea in cui competere – salvo miracolosi colpi di scena – e un obiettivo stagionale ben diverso dalla conquista immediata del tricolore a cui Conte si è ormai abituato. Ecco quindi che se si pensa a Conte lontano dalla Juventus, risulta più facile immaginarlo su qualche panchina dorata dagli sceicchi che non sopra ad una bucata in zona San Siro.

DANZA DEGLI ALLENATORI – Nella prossima stagione potrebbe quindi presentarsi uno scenario nuovo sulle panchine italiane. Una eventuale partenza di Conte porterebbe la Juventus a cercare un tecnico per sostituirlo. Il nome più caldo di tutti attualmente è Vincenzo Montella, da due stagioni alla Fiorentina. L’ex aereoplanino di Roma e Sampdoria piace molto anche al presidente rossonero Silvio Berlusconi che non disdegnerebbe l’opportunità di portarlo sotto la Madunina. L’ostacolo è rappresentato da una clausula di rescissione intorno ai 6 milioni che diventa un muro insormontabile considerando l’attuale pessima situazione economica del Milan. Un altro nome in lizza per la sostituzione di Seedorf è l’allenatore della Primavera rossonera Pippo Inzaghi, talentuoso, stimato, ma senza esperienza nel calcio dei grandi. Non si esclude un pensierino per Donadoni reduce da un’ottima stagione con il Parma e figlio della società, come tanto piace alla dirigenza. L’ultimo nome caldo è Luciano Spalletti, ma l’ingaggio di 4 milioni che ancora percepisce dallo Zenith rischia di diventare un problema. Antonio Conte quindi è solo uno dei possibili futuri allenatori del Milan, ma forse nonostante clausule, inesperienze e ingaggi alti, appare anche quello più improbabile.

Jacopo Rosin (@JacopoRosin)

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