Luca Porfido
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My name is Clarence Seedorf: nuovo episodio della Comedy Milan

La frase di Galliani "questo è matto" mette un punto all'avventura di Seedorf sulla panchina del Milan. La scelta è ridotta ormai a Spalletti o ad Inzaghi

My name is Clarence Seedorf: nuovo episodio della Comedy Milan
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A grande richiesta ritorna un altro episodio della comedy in tinte rossonere: My name is Clarence.
Infatti proprio l’olandese è il protagonista della nuova serie che sta tanto appassionando il mondo calcistico, di meno i tifosi milanisti.

SCACCO MATTO – Non bastasse la frase di Berlusconi nel primo episodio (citando il polso e la preparazione che avrebbero alcune persone conosciute a Cesano Boscone), oppure le smorfie fatte da Galliani durante alcune partite, ora ci si mettono anche gli appellativi di pazzia. Prima dell’inizio del match contro l’Atalanta, il figlio della compagna di Galliani chiede all’AD il perché Seedorf abbia deciso di far giocare Honda e non Taarabt, di gran lunga uno degli uomini più in forma in questo momento. La battuta si legge chiaramente anche tramite le telecamere: “Non lo so…è matto”. Peccato che non si senta la risata fuoricampo come avviene nei telefilm comici.

Milan, Galliani, Seedorf, matto

Galliani avrebbe dato del matto a Seedorf per non aver fatto giocare Taarabt

IL LUPO PERDE IL PELO – Premettiamo che Galliani ci ha spesso abituato a queste situazioni (il vaffa a Birsa e l’appellativo di portiere di m…. ad Abbiati), e questa volta sembra che la frase sia anche meno incresciosa delle precedenti. Il problema è che arriva in un periodo non proprio roseo per il Milan. E soprattutto per il suo allenatore. Cosi anche questa volta, l’ennesima, Seedorf viene delegittimato dalla società, anche perché è logico che tutti i calciatori siano venuti a conoscenza della diagnosi di pazzia dell’AD rossonero. Difficile quindi che con tutti i malumori nello spogliatoio, i giocatori aumentino la stima e il rispetto per l’allenatore. Ormai è chiaro che quella dell’olandese sulla panchina rossonera è un’avventura giunta ai titoli di coda dopo neanche 6 mesi (meno male che l’obiettivo era di non usare un traghettatore).

INSODDISFAZIONE PRESIDENZIALE – “Non ho valutazioni da fare, sto finendo la stagione: è l’unica cosa che conta, poi ci sarà tempo per valutare. Ho la coscienza molto tranquilla, perché sto facendo bene. La scelta di Honda? Taarabt era stanco” taglia corto Seedorf, che decide di non commentare il labiale di Galliani ma di lanciargli qualche frecciatina: “Qualche mese fa sembrava impossibile lottare per questi posti”. A chi pensa che ci sia ancora qualche possibilità che l’olandese rimanga sulla panchina del Milan conviene leggere la dichiarazione del Presidente a Sportmediaset: “Insoddisfatto della stagione e del gioco. Dobbiamo metterci alle spalle questa annata e ripartire”.
Ormai gli unici dubbi sono solo su chi prenderà in mano le redini del Milan. La corsa sembra ridotta ormai a 2: Spalletti, contattato dai dirigenti rossoneri, che sembra vogliano puntare su un allenatore d’esperienza, e Inzaghi, sponsorizzato da Galliani e soluzione low cost.

Luca Porfido

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