Manlio Mattaccini
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Daniel Martin, un capitombolo da copertina

Quando la sfiga ci mette del suo, non c'è rapporto o pendenza che tenga: il Giro del ciclista irlandese finisce proprio sulle strade di casa

Daniel Martin, un capitombolo da copertina
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Tra i 196 corridori partiti da Belfast stamane, mancava il suo nome. Daniel Martin, corridore 27 enne della Garmin, è finito suo malgrado a erigersi come uomo-copertina della prima frazione del Giro d’Italia (partito dall’Irlanda del Nord). Ancor più della maglia rosa del canadese Tuft, che celebra come meglio non potrebbe il suo 37°compleanno, ha destato scalpore il suo capitombolo che ha coinvolto altri suoi tre compagni di squadra, intenti e concentrati lungo la cronometro a squadre che inaugurava la lunga kermesse. E dire che alla vigilia proprio il ciclista irlandese, gran conoscitore del clima e delle strade dell’Isola, temeva proprio il meteo abitualmente capriccioso con tutti i conseguenti rischi per le condizioni dell’asfalto.

LA DINAMICA – La Garmin, formazione statunitense dove milita tra l’altro Hesjedal,capitano della squadra e  vincitore del Giro nell’edizione 2012, stava affrontando un tratto rettilineo del tracciato. Il cronoprologo iniziale è sempre un momento delicato, dove le gambe devono girare tutte insieme e in poco tempo e perdere secondi preziosi in ottica classifica è tutt’altro che difficile. Il corridore irlandese, cugino di Nicolas Roche e nipote del grande Stephen (vincitore della Corsa rosa nel 1987) si trovava in sesta posizione quando ad un certo punto la sua sagoma s’inclina e striscia sull’asfalto. Le immagini chiariranno: un tombino umido dalla pioggia ha condannato lo sfortunato ciclista a perdere l’equilibrio. La sua caduta funge da effetto-domino per altri suoi tre compagni. Il dolorante Daniel dà subito l’impressione di non poter continuare: il suo numero non taglierà mai il traguardo di Belfast e per lui si prospetta un doloroso quanto beffardo ritiro. Correre la corsa più difficile del mondo, che passa proprio sulle strade della propria infanzia, non è cosa da tutti i giorni. Il traguardo di Dublino, a cui teneva tantissimo, non lo vedrà mai.

DIAGNOSI: FRATTURA SCOMPOSTA DELLA CLAVICOLA – La diagnosi del suo “volo” è tra le più classiche: frattura scomposta della clavicola. Oltre a lui, ad avere le conseguenze peggiori pure il compagno Fernandez che riporta una lussazione sempre della spalla. Un gran peccato per la Corsa rosa, che perde uno tra i suoi interpreti più talentuosi: il percorso piuttosto “nervoso” di questa edizione, con numerose tappe – trabocchetto, avrebbe ispirato le sue doti di “finisseur” e tentare la conquista per qualche giorno della maglia rosa. Nel suo curriculum, oltre a una Liegi-Bastogne-Liegi, una vittoria di tappa alla Vuelta e al Tour: per il lungagnone corridore irlandese, l’assalto al Giro è rimandato al 2015.

Manlio Mattaccini

 

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