Manlio Mattaccini
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Catania, vigilia al cardiopalmo: il cuore di una città al Dall’Ara

Lo strano destino degli etnei: da una retrocessione quasi certa ad un barlume di speranza tra le nuvole di una nefasta stagione

Catania, vigilia al cardiopalmo: il cuore di una città al Dall’Ara
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Pulvirenti, presidente dei rossazzurri: dopo 8 stagioni, la permanenza in A è appesa a un filo

Pulvirenti, presidente dei rossazzurri: dopo 8 stagioni, la permanenza in A è appesa a un filo

Sotto il Vulcano più alto d’Europa, l’atmosfera è sempre incandescente. I calorosi tifosi etnei, se per tutto l’anno hanno vomitato rabbia come se fosse lava, ora sono colmi di speranza. Tentare un’incredibile salvezza sarebbe uno dei più grandi miracoli sportivi degli ultimi anni: complice una concorrenza davvero poco competitiva, per rimanere nella massima serie occorrerà però una dose di coraggio e fortuna ai limiti della realtà. Ciò che finora era mestamente ritenuto impossibile, ora è “solamente” poco probabile. Una sottile differenza che però anima l’intera città: per il miracolo, la condizione necessaria e che potrebbe essere non sufficiente è ottenere i tre punti a Bologna.

UN CATANIA DI RINCORSA – A fomentare le speranze degli aficionados siciliani, che hanno “incassato” sportivamente il colpo della promozione in A del Palermo, lo stato di forma dei propri giocatori. E’ innegabile che l’approdo di Pellegrino, esperto “scudiero” della società etnea ma visto più come, appunto, un “pellegrino” piuttosto che un investimento futuro, abbia rivitalizzato gambe e testa delle annebbiate menti in campo. Nelle ultime 4 gare sono arrivati sei punti: Sampdoria e Roma, in questo momento, non rappresentavano gli ostacoli più ostici, ma tale media avrebbe permesso ai siciliani il raggiungimento di una tranquilla salvezza. Il quart’ultimo posto occupato dal Chievo dista quattro punti: per tentare di arrivare all’ultima in casa con l’Atalanta ancora in corsa gioverebbero in primis tre punti sul rettangolo verde di una formazione felsinea che ha vinto soltanto tre volte dinnanzi al proprio pubblico e rappresenta l’attacco più anemico della categoria.

PIENONE AL DALL’ARA: IL PAREGGIO MANDA IN B ENTRAMBE – Ci sarà il pienone sugli spalti, complici anche le migliaia di biglietti omaggio distribuiti dalla società per “spingere” i beniamini di casa. Ma anche i rappresentanti del tifo etneo, provenienti dalla Sicilia e dall’Italia, non mancheranno di appoggiare la propria squadra con oltre 2000 voci al seguito. Ma i novanta minuti di passione e tensione che si vivranno dentro lo stadio potranno trasformarsi in un suicidio sportivo per entrambe: nell’elenco lunghissimo dei “se”, in caso di vittorie di Chievo e Sassuolo il pareggio costerebbe carissimo per le due squadre. Bologna e Catania hanno come unico e inevitabile obiettivo la vittoria, ma un successo degli uomini di Pulvirenti (condizione necessaria ma appunto non sufficiente) potrebbe sempre non bastare. La permanenza in A è appesa ad un filo: è un magra consolazione per i tifosi che già si vedevano in B da settimane. A scaldare gli animi, sotto l’Etna, ci pensa la cabala: nel 2008 il Campionato si conluse il 18 maggio (come nel 2014) e il Catania si salvò negli ultimi minuti dell’ultima giornata bloccando in casa la Roma, mentre nel 2007 la salvezza arrivò sempre allo scadere sconfiggendo il Chievo 2-0…a Bologna.

Manlio Mattaccini

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