Debora Anzaldi
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Per la festa del cinema, ritorna “la Principessa Mononoke”

Principessa Mononoke: Miyazaki riesce a creare un film superbo al livello di disegno e scenografia, e perfetto dal punto di vista puramente cinematografico

Per la festa del cinema, ritorna “la Principessa Mononoke”
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Principessa Mononoke

Principessa Mononoke

 

Se un giorno Miyazaki fosse chiamato in paradiso e potesse chiedere a Dio “perchè mi hai messo al mondo?”, potrebbe giustamente ricevere la risposta che Ashitaka, il protagonista di La principessa Mononoke, offre alla signora Eboshi:”A vedere cosa accade con occhi non velati dall’odio”. Dopo 14 anni il capolavoro del regista giapponese ritorna in concomitanza con la Festa del Cinema, distribuito dalla Lucky Red e con un doppiaggio completamente rivisitato da quello precedente a cura di Gualtiero Cannarsi che proporrà una versione più fedele della pellicola.

TRAMA –La vicenda è ambientata nel Giappone del periodo Muromachi (1392-1573) sull’isola di Honshuu (la più grande del Giappone). Qui Ashitaka è un ragazzo destinato a diventare principe della sua gente, gli Emishi, e per difendere loro combatte contro un cinghiale indemoniato, riuscendo infine ad ucciderlo ma restando gravemente ferito.

Infatti il cinghiale era rivestito interamente da una corazza squamosa fatta di sanguisughe animate che diventano la viva estensione del suo corpo e che colpiscono Ashitaka poco prima che lui scagli la freccia decisiva. Morto l’animale, resta dunque la ferita, ed il responso del capovillaggio, nonché vecchia saggia e veggente Hii, è impietoso: la medicina Emishi non può curare il male del ragazzo. Ma una speranza c’è: nel corpo del cinghiale è stato trovato un proiettile di ferro, di quelli che si producono soltanto molto ad ovest, e forse lì Ashitaka potrà trovare una soluzione. Tra attendere la morte e provare a combatterla, la scelta per il futuro capo è scontata ed il ragazzo si mette in marcia, insieme al fido Yakkuru (meraviglioso stambecco con le corna da yak, sicuramente una delle creature visivamente più riuscite di tutto il film) in un viaggio in cui da cercare c’è molto più di una semplice cura. Durante il viaggio arriva nel villaggio dei Tatara, una comunità di fabbri, dove a capo vi è Lady Eboshi che fa costruire armi da fuoco con l’obiettivo di distruggere le foreste abitate dagli animali. Allo stesso tempo la donna che sembra così spietata e bramosa si potere e anche compassionevole e si prende cura delle persone bisognose. San è invece una ragazza allevata dai lupi che odia Lady Eboshi e i tatari, in quanto li ritiene responsabili della distruzione della natura. È proprio San ad essere soprannominata Principessa Mononoke, ovvero principessa degli spettri…

 IL MAESTRO –Miyazaki riesce a creare un film superbo, se si guarda al livello di disegno e scenografia, ma che diventa perfetto in fase di montaggio e dal punto di vista puramente cinematografico (basti notare che nel suo intreccio ha tutto: amore, passione, avventura, azione, morte, resurrezione e dialoghi eccellenti). Fa quindi specie pensare al suo ritiro ormai annunciato, per fortuna salutato con l’uscita del suo ultimo lavoro,Si alza il vento, presentato al festival di Venezia e in uscita nelle sale italiane per settembre.

 Debora Anzaldi

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