Orazio Rotunno
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Andrea Agnelli, c’era una volta lo stile Juventus

Non sarà contento l'Avvocato delle continue frecciate da blog di seconda mano del nipote: lo stile della Vecchia Signora è sempre più un lontano ricordo

Andrea Agnelli, c’era una volta lo stile Juventus
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Antonio Conte

Antonio Conte

La Juventus ha appena vinto il suo terzo scudetto di fila con enorme merito, battendo record e rischiando di superarne altri. Dominatrice incontrastata da due stagione di un calcio italiano alla deriva ma che finalmente quest’anno aveva messo in campo una rivale straordinaria: la Roma di Rudi Garcia. Ma non è bastato, gli uomini di Conte hanno saputo superare ogni limite fino a garantirsi, anche per la Lega, il diritto di porre sulla maglia la terza stella: ma Andrea Agnelli non ci sta, coglie l’occasione per provocare e rigettare benzina sul fuoco in un momento che di tutto avrebbe bisogno, meno che di Presidenti che giocano a fare gli Ultras.

CHISSA’ COSA PENSEREBBE L’AVVOCATO – Lo Zio Giovanni rimproverebbe l’ingenuo nipotino o asseconderebbe le sue malsane uscite? Propendiamo più per il bastone che la carota, sinceramente. L’ultima dichiarazione di Andrea Agnelli, ricordiamolo Presidente dell’F.C. Juventus, era più da blog di seconda mano che da membro ufficiale di una società di calcio. “Non mettiamo la terza stella finché gli altri non arrivano alla seconda. Giusto per rimarcare la differenza fra noi e loro“. Poco da commentare e da aggiungere, se non un alimentare climi ostili e “gufate europee” che a certe parole risultano quasi giustificate. Non è la prima volta che il giovane rampollo di casa Agnelli si lascia andare a battuttine da bar poco consone col ruolo ricoperto e che parecchio dissenso hanno raccolto proprio dal mondo bianconero. L’ultima, in ordine di tempo, era relativa all’arrivo di Thohir ed allo scudetto di “Jackartone” dell’Inter nel 2006: insomma, errare umano ma perseverare è diabolico. Lo Juventus Style dell’Avvocato Agnelli era ben altra cosa ed universalmente riconosciuto, anche da tifoserie rivali; la sua figura così come quella più presente ai tempi di Boniperti facevano da contraltare a quelle sane ed ironiche di Peppino Prisco e dell’indimenticato Costantino Rozzi, ex Presidente del grande Ascoli. Ah, che tempi! Ma Agnelli è in piacevole compagnia col vicino di casa, Antonio Conte: molta perplessità hanno destato le sue dichiarazioni durante la festa scudetto (non proprio una tempistica perfetta), secondo cui con la Juve “non potrebbe fare di meglio” e gettando ombre circa la sua futura permanenza. Onde per cui, secondo il tecnico leccese, questa Juventus non varrebbe più di una semifinale di Europa League e di un ottavo di Champions League. Forse, dunque, di meglio si potrebbe fare eccome.

Addio allo stile Juve quindi, o un semplice arrivederci: l’ancora giovane Andrea Agnelli e l’istintivo Antonio Conte avranno tempo per emulare le gesta dei più galanti predecessori. A meno che arrivi qualcuno ad insegnarglielo…

Orazio Rotunno

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