Davide Luciani
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Milan, il paradosso di Seedorf: più vince più si avvicina il suo addio

Seedorf sta smussando alcuni aspetti tattici che sembravano intoccabili e continua a vincere, ma questo non sembra bastare per guadagnarsi la riconferma

Milan, il paradosso di Seedorf: più vince più si avvicina il suo addio
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Donadoni sta portando il Parma in Europa

Donadoni potrebbe sostituire Seedorf sulla panchina del Milan

Il Milan e Clarence Seedorf sono sempre più lontani. Nemmeno la vittoria nel derby pare aver ricucito lo strappo tra la dirigenza e il tecnico olandese. Galliani e Berlusconi continuano a mantenere un silenzio tombale sulla conduzione tecnica della prossima stagione e Seedorf continua a dirsi sicuro che siederà sulla panchina rossonera anche il prossimo anno.

LE DIFFICOLTA’ DI UNA SCELTA – In questo momento la dirigenza rossonera è parecchio in difficoltà sulla decisione di cacciare Seedorf. Non solo il tecnico sta accumulando vittorie e la squadra è in piena corsa per l’Europa League e anche per il quinto posto, ma, lentamente, sta smussando anche quegli aspetti tecnici, che sembravano essere sue convinzioni intoccabili. Il Milan visto nel derby si è infatti schierato con il 4-3-1-2, come aveva richiesto la dirigenza e, anche se Balotelli non ha giocato con Pazzini, ma con Kakà, nessuno può negare che si sia trattato di un passo avanti rispetto al 4-2-3-1 visto fino ad ora. Altro aspetto che va sottolineato: domenica, anche se solo per i 5 minuti finali, Seedorf ha schierato De Sciglio a sinistra e Abate a destra, rompendo di fatto un altro tabù, dato che, fino a quel momento, De Sciglio era stato visto solo come terzino destro e questo aveva di fatto sbarrato la strada da titolare ad Abate. Insomma: Seedorf sta cercando di fare il possibile per cercare di cambiare alcuni aspetti della sua gestione e anche i risultati gli danno ragione. In queste condizioni diventa sempre più difficile un suo esonero.

CONTRATTO ONEROSO – Altro aspetto da considerare è quello economico. Seedorf ha altri due anni di contratto a 2.5 milioni a stagione. Se il Milan vorrà liberarsi di lui dovrà pagare una onerosa penale, dato che difficilmente l’olandese accetterà una risoluzione consensuale del contratto. Per le già esangui casse milanista, l’esonero di Seedorf rischia di tradursi in un bagno di sangue. Questo ingente esborso economico finirebbe per condizionare anche la scelta dell’eventuale sostituto di Seedorf, dato che difficilmente il Milan potrebbe permettersi un allenatore top.

TRE PER UN POSTO – Ma chi dovrebbe essere il nuovo allenatore rossonero? Al momento sono tre nomi in corsa: Inzaghi, Spalletti e Donadoni. SuperPippo è il preferito da Galliani e Berlusconi, ma ha una controindicazione non da poco.Come Seedorf si tratterebbe di un debuttante e il Milan vorrebbe evitare di bruciare un allenatore in cui crede molto. Spalletti rappresenta la garanzia: la sua esperienza tra Roma e Zenit, le sue vittorie e la sua capacità di gestione del gruppo ne fanno l’allenatore ideale per dare il via alla ricostruzione rossonera. Il problema è che è anche un allenatore costoso, non solo a livello di stipendio, ma anche di investimenti e difficilmente accetterebbe di guidare un Mila ridimensionato come quello attuale. Dei tre, Donadoni sembra quindi il tecnico ideale: è milanista, conosce l’ambiente, ha esperienza, sa lavorare con i giovani, è un tecnico flessibile e  a Parma è maturato molto, dopo le prime disastrose esperienze. Per questo alla fine potrebbe essere proprio Donadoni il prossimo allenatore del Milan. Prima, però, bisognerà chiudere il rapporto con Seedorf e non sarà facile. Occorrerà tutta la diplomazia di Galliani per venire a capo di una questione che mai il Milan si sarebbe sognato di vivere, quando si decise di affidare la panchina al prescelto di Berlusconi.

Davide Luciani

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