Orazio Rotunno
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Milan-Inter, il peggior derby di sempre: neroazzurri imbarazzanti

Senza tifo, senza qualità, senza mordente: in scena a San Siro l'emblema del calcio nostrano, l'Inter recita il ruolo di peggior protagonista

Milan-Inter, il peggior derby di sempre: neroazzurri imbarazzanti
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Il maestoso stadio Giuseppe Meazza in San Siro

Il maestoso stadio Giuseppe Meazza in San Siro

Nel calcio si può vincere, perdere e pareggiare: ma ognuna di queste possibilità conserva dentro di se un presupposto fondamentale dello sport, lottare con dignità, giocarsela con onore. Due valori mancati all’appello ieri, soprattutto da parte dei neroazzurri. Sfociare su discorsi tecnici e la sfida fra Jonathan e Costant sarebbe come sparare sulla croce rossa e su di un calcio italiano a pezzi: nella mediocrità più assoluta scesa in campo ieri alla Scala del calcio, a mancare è stata anche la volontà di ottenere un risultato e di onorare un appuntamento che di sacro ha ormai solo la sua tradizione, indegnamente offesa dalle 20.45 di ieri per gli interi 95 minuti di non gioco.

LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI – Uno spettacolo imbarazzante, gli spettatori (a dir poco silenziosi) avrebbero ragione di chiedere il rimborso del biglietto. Uno show penoso offerto dalle due squadre, in particolar modo dall’Inter che non fa un solo tiro in porta, non mette in opera una sola azione degna di finire sul taccuino, una sola giocata che strappi applausi. Una partita degna di essere l’ultima: le dimissioni di Walter Mazzarri sarebbero state l’unico gesto d’onore in un match che ha offeso i tifosi e la storia della beneamata. Al Milan è bastato battere un calcio di punizione teso e trovare il nano condottiero olandese spuntare fra i giganti Rolando, Ranocchia, Samuel ed Icardi per colpire dinnanzi ad Handanovic tutto solo nell’area piccola. Uno scempio che si spera avrà catturato l’attenzione di Thohir, ma anche quella della dirigenza rossonera che con tutta probabilità non confermerà Clarence Seedorf. L’Inter è chiaramente (non) scesa in campo per gestire il risultato, consapevole di averne 2 su 3: ha finito per dormire 95 minuti, senza sussulti o reazioni al vantaggio dei cugini.Era un derby, ma non se ne accorto nessuno, zero agonismo, alcuna giocata di qualità, assenza di sostegno dagli spalti soporiferi (aiutato anche dallo show indecoroso).  Salvare la faccia dopo la prestazione di ieri è impossibile, un messaggio di scuse sul sito ufficiale della società di C.so Vittorio Emanuele sarebbe il minimo, ma difficilmente arriverà visto che nessuno dei protagonisti ieri ai microfono ha azzardato di arrivare a tanto, commentando una partita imbarazzante con irritante naturalezza e come se non si fosse assistito al peggior spettacolo di tutti i tempi. La rabbia più grande non deriva tanto dal risultato, quanto dalla non ricerca dello stesso e dalla terribile sensazione che non importasse nulla di vincerlo, in barba alla rivalità storica e all’importanza a prescindere dalla classifica della stracittadina. Come se non bastasse entrambe le squadre, Inter compresa, rischiano di non ritrovarsi in Europa la prossima stagione superate da Torino, Parma, Lazio o Verona. Assistere al duello Jonathan-Costant e la coppia potenziale di terzini dell’Italia ai Mondiali fra panchina ed umiliata da Nagatomo ha fatto il resto.

L’ultima considerazione, ma non per importanza, riguarda la ciliegina sulla torta di questa serata infamante: l’esclusione di Javier Zanetti. Ci fossero stati Maicon e R.Carlos sulle rispettive fasce, o Iniesta (quello vero) mezzala e non Kovacic, forse la sua esclusione tecnica sarebbe stata comprensibile. Ma anche in questo fantomatico caso si parla del Capitano più grande si sempre, di quasi 20 anni di storia neroazzurra, di un uomo capace di giocare 42 derby di fila ininterrotti saltando solo un tempo nel 2006, di uno che ieri si sarebbe divorato l’erba del campo come un ragazzino di 18 anni dando una severa lezione di sudore, fatica e dedizione a chi ieri anziché correre, su quel prato ci pascolava. Ed invece il congedo della leggenda neroazzurra sarà mesta, come il derby di ieri.

Il più brutto di tutti i tempi.

Orazio Rotunno

 

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