Antonio Scali

Il ritorno di Sheva: la splendida carriera dell’usignolo di Kiev

Il ritorno di Sheva: la splendida carriera dell’usignolo di Kiev
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

KIEV, 13 GIUGNO 2012- Tornare protagonista a quasi trentasei anni per prendersi sulle spalle la propria nazionale durante l’Europeo giocato in casa. Sembra una magia, una perfetta sceneggiatura cinematografica, e invece  è quello che è realmente successo a Andriy Shevchenko, campione indiscusso e autore di una doppietta nella gara d’esordio della sua Ucraina. Un calciatore che ha amato l’Italia ed è stato amato da milioni di tifosi ai quali ha regalato emozioni uniche e vittorie storiche. Qualcuno ora ipotizza un suo ritorno in quel Milan che lo ha reso grande:  sarà molto difficile, forse è solo una pazza idea come spesso succede tra due che si sono tanto amati. Sheva a questo Europeo ha rischiato anche di non andarci a causa di un infortunio che lo ha tenuto fuori dal campo per più di un mese. Ha pensato anche di smettere, invece ha resistito ed è tornato in campo. Forte come un tempo.

CARRIERA- L’attaccante della Dinamo Kiev ha vinto il Pallone d’Oro nel 2004 ed è al terzo posto  nella graduatoria dei marcatori delle competizioni UEFA per club di tutti i tempi. La sua lunga carriera da professionista inizia nel lontano 1994 con la maglia della Dinamo, con la quale si è messo in mostra anche in Champions League e ha guadagnato sin da subito la maglia della nazionale. La svolta si ha nel 1997-1998 quando Sheva segna al Kamp Nou una tripletta al Barcellona. È la partita che lo consacra a livello internazionale. Nel 1998-1999 Shevchenko ha segnato 33 gol stagionali raggiungendo la semifinale di Champions. In totale nella sua prima esperienza con la squadra di Kiev Sheva ha segnato 106 gol nelle varie competizioni disputate e ha vinto Campionati ucraini consecutivi.

IL MILAN- Nel maggio 1999 inizia la grande storia con il club rossonero. La prima stagione si completa con 24 gol in 32 partite di campionato ottenendo il titolo di capocannoniere al suo primo anno in Italia, secondo straniero dopo Michel Platini a realizzare un’impresa simile. Le stagioni 2000-2001 e 2001-2002 passano senza alzare nessun trofeo, nonostante i tanti gol dell’usignolo di Kiev. Nel 2003 inizia il grande ciclo del Milan vincente e Sheva ne è un grande protagonista. Partito dal preliminare il Milan arriva alla finale tutta italiana della Champions League contro la Juve e proprio l’ucraino segna il rigore decisivo. Tutti abbiamo ancora negli occhi il suo sguardo, la sua concentrazione, la sua rincorsa e la gioia dopo il gol che ha regalato la sesta Coppa dei Campioni del Diavolo. Tre giorni dopo Shevchenko  conquista anche la Coppa Italia e in agosto la SuperCoppa europea. È l’anno del Triplete rossonero. La stagione 2003-2004 continua nel segno del successo: arriva il 17esimo scudetto grazie anche ai 24 gol in 32 partite dell’ucraino che si riconferma capocannoniere. In agosto i rossoneri conquistano la SuperCoppa italiana contro la Lazio. Dopo tanti successi l’ex Dinamo ottiene il prestigioso trofeo di France Football: il Pallone d’oro. Nella stagione 2004-2005 il Milan ottiene un’altra finale di Champions, questa volta però non arriva la vittoria ma una cocente ferita come quella di Istanbul contro il Liverpool.  I rigori sono fatali al Milan e proprio Sheva sbaglia quello decisivo stregato dal portiere Dudek. Alla fine della stagione 2005-2006 il vento dell’Est, come lo chiamavano i tifosi, saluta San Siro dopo Milan-Roma seguita in curva tra i supporter che non lo volevano lasciar andar via.

CHELSEA– Sheva ha le idee chiare e sceglie l’Inghilterra e il Chelsea di Abramovich per continuare a vincere dopo sette anni di successi, queste le parole d’addio al pubblico milanese:
Lascio per motivi familiari, ringrazio la società per tutto quello che mi ha dato e anche perché mi ha ascoltato e ha valutato la mia volontà di trasferimento. Non c’è un problema di rapporti e men che meno un problema economico”. Contro il Liverpool nel Community Shield, la SuperCoppa inglese, Andriy segna un gol e bacia la maglia dei Blues. Sembra poter iniziare un grande ciclo ma non sarà così.  Nella stagione successiva segna pochi gol e fa quasi sempre panchina: è un giocatore triste e dimenticato, forse un po’ pentito per la scelta di lasciare San Siro. Nel 2008 ritorna in rossonero per cercare di ritrovare il sorriso: la stagione non è esaltante e il Milan decide di non riscattarlo. Dal 2009 Shevchenko è tornato in Ucraina con la maglia che lo ha lanciato nel grande calcio, quella della Dinamo.

IL FUTURO- A quasi trentasei anni è difficile pensare al ritorno in una grande squadra d’Europa e per questo Sheva potrebbe chiudere la carriera negli Stati Uniti. La storia non si fa con i se e con i ma, comunque vien da chiedersi cosa l’ucraino avesse potuto fare rimanendo ancora in rossonero. Non si può sempre vincere, e quindi è inutile fare strane elucubrazioni. In sette anni in maglia rossonera si è aggiudicato uno scudetto, una Supercoppa europea, una Supercoppa italiana, una Champions League e una Coppa Italia. Ai tifosi non resta che ringraziarlo.

 

A cura di Antonio Scali

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *