Enrico Steidler
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I disordini all’Olimpico e Genny “a carogna”: this is the end

Cronache da un Paese dove le istituzioni trattano “alla pari” con gli ultrà

I disordini all’Olimpico e Genny “a carogna”: this is the end
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Credete agli ufo e pensate che rappresentino una minaccia per il genere umano? La “guerra dei mondi” sta per scoppiare e dobbiamo prepararci a fronteggiare l’invasore alieno? La catastrofe è imminente e avete già notato alcuni segni premonitori? Tranquilli. Dopo aver visto quello che è successo allo stadio olimpico di Roma prima della finale di Coppa Italia, qualsiasi forma di vita intelligente girerebbe i tacchi all’istante e punterebbe a tutta birra verso zone della galassia meno mal frequentate. Un pianeta freddo, gassoso e popolato di batteri sarebbe di sicuro un bocconcino molto più appetitoso della Terra degli ultrà, e la figuraccia galattica fatta ieri sera dal calcio italiano ha già raggiunto i quasar più remoti. Dai, consoliamoci così: noi ci abbiamo rimesso la faccia in mondovisione, ma forse abbiamo salvato l’umanità.

L'incontro al vertice fra i rappresentanti dello Stato e Genny "a carogna"

L’incontro al vertice fra i rappresentanti dello Stato e Genny “a carogna”

QUI SI FA L’ITALIA, O SI MUORE (DI VERGOGNA) – Volevamo rilanciare l’immagine del calcio italiano, retrocesso in ogni classifica che la mente umana possa concepire, e inviare al mondo una “cartolina” capace di far piazza pulita in un sol colpo di tutti gli insopportabili “luoghi comuni” che etichettano (e infangano) il nostro meraviglioso Belpaese; persino il Santo Padre era idealmente sceso in campo per distribuire ramoscelli d’ulivo, e la tribuna vip dello stadio traboccava di autorità ansiose di presenziare al lieto evento. E invece, come era inevitabile e “sacrosanto” che fosse, abbiamo toppato, e ci siamo presentati per quello che siamo: un Paese allo sbando.

AVE, GENNY “A CAROGNA”, MORITURI TE CHIEDUNT PERMESSO – Tifosi scatenati che tengono in ostaggio uno stadio intero, partita che rischia di non essere disputata, fumogeni, bombe carta, petardi, un vigile del fuoco tramortito da uno scoppio, Renzi che se ne va prima ancora che il match abbia inizio, Prandelli e Malagò impietriti in tribuna e, dulcis in fundo, una delegazione delle forze dell’ordine che attraversa il terreno di gioco – cioè la terra di nessuno – per incontrare il Leader degli ultrà partenopei (tale Gennaro de Tommaso detto Genny “a carogna”, figlio di Ciro, ritenuto affiliato al clan camorristico dei Misso, rione Sanità) e chiedergli il permesso di disputare la partita e di garantire il “servizio d’ordine”. Ottenuto l’assenso e la “protezione” del Capo, la cantante Alessandra Amoroso può finalmente intonare il “Fratelli d’Italia”, e l’inno nazionale viene subissato dai fischi dell’Olimpico. Come se non bastasse, a partita conclusa i tifosi Azzurri invadono il campo per fare incetta di souvenir, e molti di loro raggiungono la curva opposta con intenti bellicosi. La rete della porta sotto alla curva del Napoli viene quasi divelta e la cerimonia della premiazione deve attendere che l’orda dei teppisti abbia sfogato tutti i suoi istinti.

Signori, diciamo le cose come stanno: questa è la fine.

Enrico Steidler

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2 Responses to I disordini all’Olimpico e Genny “a carogna”: this is the end

  1. giulio 7 maggio 2014 at 14:00

    io sono indignato come italiano e come napoletano per il servizio di lunedì sera sugli scontri dello stadio olimpico,perchè è assurdo distrarre l opinione pubblica dalla verità parlando di genny a carogna senza mai accennare che una trentina di balordi romani armati di bombe carta e pistole hanno aggredito i tifosi del napoli ed un tifoso del napoli in fin di vita non certo perchè ferito da un napoletano ma …….,se questo è il vostro modo di fare notizia io mi disgusto,è una vergogna!!!!!!!e poi vorrei sapere da voi se andasse a vedere una partita e vi rangiungesse la notizia che un vostro caro è in fin di vita,ci andreste allo stadio?

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    • Enrico Steidler 9 maggio 2014 at 23:31

      Non ho visto il servizio cui lei fa riferimento, ma al di là di questo mi sembra che dell’agguato subito dai tifosi del Napoli si sia parlato (e si stia parlando) diffusamente, sia sui giornali che in televisione.

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