Calogero Destro
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Conte si/Conte no: la Juventus a un bivio

Nei prossimi giorni l’allenatore dei bianconeri deciderà il proprio futuro, la società lo aspetta, ma la sua permanenza a Torino appare sempre più incerta

Conte si/Conte no: la Juventus a un bivio
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Antonio Conte

Antonio Conte, tecnico della Juventus

Conte si/Conte no: è questo il dilemma che non consente alla dirigenza bianconera di dormire sonni tranquilli. Dopo la vittoria del terzo scudetto consecutivo, infatti, il destino del tecnico salentino appare sempre più incerto. La società vorrebbe  definitivamente blindarlo, ma l’ex allenatore di Siena e Bari prende tempo e per rimanere chiede garanzie sul mercato.

CONTE SI – Perché la Juve dovrebbe tenere Conte? Perché è il tecnico della rinascita della “Signora” dopo cinque anni d’inferno. La Juve ritornata dalla serie cadetta aveva saputo collezionare un buon terzo posto, un ottimo secondo posto e due disastrosi settimi posti di fila: piazzamenti che non si possono certo accostare a una squadra che ha fatto la storia del calcio italiano. Poi arrivò lui, che trasformò una squadra col morale sotto i tacchetti e con appena qualche accenno di gioco, in una corazzata capace di mettere in  fila tre scudetti infrangendo record su record e di perdere solo 7 gare in 112 partite di campionato. Il tecnico leccese è uno dei più forti motivatori in giro per l’Europa e ha delle conoscenze a livello tattico che fanno invidia: un allenatore dallo spirito vincente e un lavoratore ineccepibile, un vero martello-com’è stato spesso definito-che ha saputo restituire alla Juve la dimensione che più le si addice.

CONTE NO – Perché l’addio di Conte non farebbe così male? Perché se è vero che in Italia la Juve è stata una vera e proprio schiacciasassi, in Europa, le prestazioni dei bianconeri, sono state quantomeno rivedibili. I tifosi “zebrati”, in coppa, hanno accumulato più delusioni che altro, colpa anche, ma non esclusivamente, dell’allenatore, che spesse volte, probabilmente, non ha saputo trasmettere lo spirito giusto ai suoi. Troppa testardaggine nel perseverare sul 3-5-2 ma anche un atteggiamento troppo attendista in alcune sfide chiave, hanno fatto il resto. Poi quelle frasi, che parte del popolo bianconero gli rinfacciano: “Di Capello ricordo solo i due scudetti revocati”; una bruttissima uscita, che per molti, significa rinnegare anni e anni di battaglie a cui i tifosi tengono parecchio. Infine la reiterate dichiarazioni (vere o presunte) che Conte rilascia nel porre più dubbi che certezze sulla sua permanenza: un fatto che a molti supporters della “Vecchia Signora” non  è mai andato a genio.

Calogero Destro

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