Enrico Cunego
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Mondiali 2014, Francia: “Les Blues” per dimenticare Sudafrica 2010

I transalpini, inseriti nell'abbordabile gruppo E con Svizzera, Ecuador e Honduras, devono assolutamente riscattare il disastroso mondiale di 4 anni fa.

Mondiali 2014, Francia: “Les Blues” per dimenticare Sudafrica 2010
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Didier Deschamps: per l'ex Juve è vietato sbagliare

Didier Deschamps: per l’ex Juve è vietato sbagliare

Appuntamento numero 23 della nostra rubrica dedicata alle magnifiche 32 che si contenderanno la Coppa del Mondo in Brasile. Questa volta ci spostiamo di poco rispetto all’Italia: andiamo a conoscere la Francia, ovvero la nostra acerrima rivale in campo internazionale. Come noi, anche i cugini transalpini devono rifarsi di un disastroso ultimo mondiale disputato con annessa eliminazione al primo turno. Dopo il pittoresco Domenech ed il flop della gestione Blanc, spetta a Didier Deschamps l’arduo compito di disputare un mondiale esaltante che cancelli l’onta della spedizione africana. Il girone E, che comprende Svizzera, Ecuador ed Honduras, è di buon auspicio per un inizio incoraggiante, tocca a Benzema e compagni non tradire le aspettative di 66 milioni di tifosi.

ROAD TO BRAZIL – Come nel 2009, anche l’accesso alla fase finale di questa Coppa del Mondo è stata davvero tribolata, con uno psicodramma nazionale evitato all’ultimo. Il gruppo I, quello dei transalpini, vedeva come durissimo scoglio la Spagna campione del mondo in carica, unica vera avversaria di un modesto girone comprendente anche Finlandia, Georgia e Bielorussia. Ed alla fine, come era prevedibile, è stato proprio il doppio confronto sull’asse Parigi-Madrid a decretare i primi 2 posti. Ed il 16 ottobre i “galletti” erano riusciti a fare il gran colpo al Vicente Calderon, con Oliver Giroud che al 94′ pareggiava il gol di Sergio Ramos gelando così i supporter iberici. Il turno dopo, il 23 ottobre, ecco che incredibilmente la Spagna incassa un altro 1-1 interno contro la piccola Finlandia, mentre i francesi allo “Stade de France” superano 3-1 la Georgia. 4 giorni dopo a Saint-Denis arriva proprio la Spagna, è l’occasione per scappare in classifica e spedire incredibilmente la Spagna agli spareggi. Ma un gol al 58′ di Pedro riporta sulla terra la truppa di Deschamps, scavalcata in classifica dalle “Furie Rosse“, che da quel momento non sbagliano più un colpo vincendo il girone e mandando i rivali allo spareggio. Francia che arriva al doppio spareggio dopo 5 vittorie, 2 pareggi e la sconfitta con la Spagna, grazie soprattutto alla mediocrità del girone. Mediocre sembra anche l’avversario del doppio spareggio: l’Ucraina. Ma il 15 novembre lo Stadio Olimpico di Kiev è teatro di una tragedia sportiva per un intero paese, con i giallo-blu che puniscono Benzema e compagni grazie ad un 2-0 firmato Zozulya e Yarmolenko. Sembra la fine, con la critica ferocissima che chiede la testa di Deschamps, il quale deve preparare in un clima rovente il ritorno in programma il 19 novembre. Ma, sospinta, dagli 80 mila del Saint Denis, la nazionale transalpina riesce nel miracolo sconfiggendo gli avversari 3-0 grazie a Karim Benzema ed a un sorprendente Mahmadou Sakho, autore di una doppietta fondamentale. Pericolo scampato, quindi, per Didier Deschamps, che ora è obbligato a non ripetere passi falsi in questo attesissimo mondiale.

LA STORIA – Una delle nazionali più antiche della storia del calcio, fondata nel 1904, la nazionale transalpina può essere considerata una delle nazionali fondamentali per la nascita e lo sviluppo del gioco, consegnando alla storia del calcio dirigenti come Jules Rimet, il celeberrimo presidente della FIFA che nel 1930 inaugurò la prima edizione della Coppa del Mondo. Se abbiamo questo magnifico trofeo, quindi, è merito anche della Francia. Ma, a dirla tutta, è anche grazie ai nostri acerrimi rivali se è iniziata la storia della nazionale italiana. Il 15 maggio 2010, infatti, la nazionale italiana gioca la propria prima gara ufficiale a Milano proprio contro i “blues”, che in quell’occasione vennero travolti 6-2. Nazionale storica, dicevamo, ma a livello di risultati bisogna aspettare il 1984, con la conquista del primo Europeo, per vedere la Francia conquistare la prima competizione internazionale. Francia che alla coppa del Mondo vanta importanti primati: è francese il primo gol della Coppa del Mondo, firmato da Lucien Laurent al 19′ nel 4-1 rifilato al Messico. E’ francese anche il massimo capocannoniere di una singola edizione di Coppa del Mondo: Just Fontaine, che nel 1958 in Svezia mise a segno la bellezza di 13 reti. Proprio Svezia ’58, insieme a Spagna ’82 e Messico ’86 rappresenta una delle migliori campagne mondiali prima del 1998. Quarto posto conquistato nelle due edizioni europee, terzo posto in Centro America. Ma torniamo alla rivalità con l’Italia, fondamentale per capire la storia della Francia nella Coppa del Mondo. Nel 1938, infatti, Jules Rimet porta i mondiali in patria ed ai quarti di finale c’è l’infuocato scontro diretto a Marsiglia tra la Francia socialista e l’Italia fascista. Meazza, Piola e compagni riusciranno a prevalere 3-1 nella bolgia del vecchio “Velodrome“, dove il pubblico riempie di fischi la grande nazionale di Vittorio Pozzo, che conquisterà, battendo in finale 4-2 l’Ungheria, la seconda coppa del mondo consecutiva. Il secondo confronto tra “cugini” arriva nel 1978, quando la Francia compie un altro record: proprio contro gli azzurri Guy Lacombe dopo 39″ segna il gol più veloce dei mondiali. Nel secondo tempo, però, Zaccarelli e Bettega ribaltano il risultato, ottenendo una vittoria che contribuirà a mandare a casa una nazionale dove gioca un certo Michel Platini. Quel Platini che 8 anni dopo, all’apice della carriera in maglia Juventus, si vendicherà dell’eliminazione guidando i suoi ad 2-0 che estromette la truppa di Bearzot, campione del mondo in carica. Siamo agli ottavi di finale, la Francia eliminerà in seguito il Brasile ai rigori prima di soccombere, come a Spagna ’82, alla Germania in semifinale. Seguono anni bui per i transalpini, assenti ad Italia ’90 ed USA ’94. L’occasione per rimediare a questi disastri si presenta nel 1998, quando al paese centro-europeo viene affidata 60 anni dopo l’organizzazione di una nuova coppa del Mondo. L’occasione è troppo ghiotta per lasciarsela scappare, con giocatori come Zidane, Trezeguet, Henry, Barthez, Djorkaeff e Deschamps la vittoria è alla portata. Ma prima bisogna passare dai quarti di finale con la rivale di sempre: l’Italia. Partita tesa che si chiuderà solo ai calci di rigore: Luigi Di Biagio stampa il rigore decisivo sulla traversa facendo esplodere  Saint-Denis. Segue la doppietta di Thuram alla Croazia e lo splendido 3-0 rifilato al Brasile campione in carica, che sancisce la conquista della prima coppa del Mondo. La “Golden Generation” bisserà il successo con la conquista dell’Europeo 2000, quello del famoso golden goal di David Trezeguet che condanna, manco a dirlo, l’Italia. Nel 2002, però ecco una clamorosa delusione con l’uscita alla fase a girone. In un girone comprendente Uruguay, Danimarca e Senegal, che all’esordio rifila una storica sconfitta agli ex colonizzatori. Nel 2006 la Francia, guidata dal non proprio simpatico Raymond Domenech, è chiamata a riscattarsi. Dopo un singhiozzante girone chiuso al secondo posto dietro la Svizzera, Zidane e compagni disputano una fase ad eliminazione diretta, eliminando in serie Spagna, Brasile campione in carica e Portogallo, arrivando così a giocarsi la finale contro…ovviamente l’Italia. Qui la storia la conoscete tutti, è inutile prolungarsi. Dopo la grande delusione della finale di Berlino e l’inglorioso ritiro di Zinedine Zidane per la Francia si apre un altro ciclo disastroso, con l’eliminazione ai girone ad Euro 2008 e soprattutto a Sudafrica 2010. Un edizione da incubo, arrivata dopo il famoso gol irregolare di Thierry Henry nel doppio spareggio con l’Irlanda di Trapattoni e chiuso con un inglorioso unico punto nel modesto girone con Uruguay, Sudafrica e Messico. Inevitabile l’esonero di Domenech, totalmente incapace di tenere a bada un spogliatoio diventato polveriera dopo l’alterco con Nicolas Anelka, il quale crea una fazione con i compagni minacciando di boicottare i restanti impegni. Dopo questo scandalo che fa infuriare l’intero paese dalla Bretagna alla Costa Azzurra, Laurent Blanc è chiamato a cambiare la tesissima situazione. Ma la Spagna ad Euro 2012 ferma sullo 0-2 la corsa dei transalpini, che cambiano nuovamente guida tecnica affidandosi a Didier Deschamps. Ora l’ex Juventus è chiamato a centrare un traguardo importante. Le semifinali sembrano alla portata di questo talentuoso gruppo, che salvo solite tensioni può rimediare alla figuraccia di 4 anni fa. Un fallimento non è preventivato, la durissima critica è pronta ad inveire contro Deschamps e giocatori.

LA ROSA – E’ inutile negarlo, la rosa a disposizione di Didier Deschamps è di altissimo livello tecnico. In porta Hugo Lloris, estremo difensore del Tottenham, rappresenta il titolare e sopratutto il capitano della nazionale transalpina. Suo sostituto è  l’ottimo Steve Mandanda dell’Olympique Marseille, mentre il terzo posto a difesa dei pali è conteso da due sicurezze della Ligue 1: Mickel Landreau del Bastia e Stephane Ruffier del Saint Etienne. In difesa a destra sembra assicurato il posto per Mathieu Debuchy, elemento fondamentale per il Newcastle, così come per Patrice Evra, che dopo essere stato uno dei protagonisti delle rivolte del 2010 è tornato in pianta stabile nella formazione titolare. Sempre sulle fasce è sicura la convocazione di Bakary Sagna dell’Arsenal. Al centro al momento un titolare sicuro sembra Mahmadou Sakho, reduce da un esaltante stagione al Liverpool, mentre vari possono essere i possibili partner: si va da Laurent Koscielny dell’Arsenal al giovane Raphael Varane del Real Madrid, per passare a Gael Clichy del Manchester City. Più difficile vedere in Brasile Eliaquim Mangala del Porto e Lucas Digne del PSG, quasi nulle quelle per Eric Abidal, reduce da una difficilissima stagione nel Monaco di Claudio Ranieri. Passiamo al centrocampo, dove davanti alla difesa le operazioni sono affidate a Yohann Cabaye, fresco del passaggio al PSG a gennaio. Ancora PSG con Blaise Matuidi perno ormai fondamentale del proprio club e della propria nazionale, al cui fianco può brillare alla massima luce Paul Pogba, possibile protagonista di Brasile 2014. Sulle fasce spazio al talento cristallino ed indiscusso di un campione come Frank Ribery ed all’imprevedibilità del folletto Mathieu Valbuena, leader dell’OM. In panchina altra classe abbondante con Samir Nasri, mentre Moussa Sissoko del Newcastle è un’altra valida alternativa per un centrocampo roccioso e fisico. In avanti l’unica punta è Karim Benzema, il giocatore forse più atteso e da cui dovranno passare i gol per un esaltante cammino nella competizione. Sue riserve sono il sempre più prolifico Olivier Giroud e probabilmente Loic Remy, 13 reti in 25 partite con la maglia di un Newcastle che come avete potuto notare ha una chiara impronta francese.

Enrico Cunego

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