Orazio Rotunno

Ira-Ibra: quasi alle mani con Rosenberg e Ct, rischia clamorosa esclusione

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KIEV, 13 GIUGNO – Quando Ibra perde, è meglio starli alla larga. Orgoglioso com’è, se la causa è un ex milanista, amato come lui mai sarà dai tifosi, allora il consiglio è di assecondarlo a prescindere. Sheva risponde ad Ibra, non una, ma due volte, e lui se la prende col mondo intero ed il primo che li passa davanti. Povero Rosenberg, e si salvi chi può.

L’IBRA FUNESTA – Fine primo tempo, si rientra negli spogliatoi, Ibra lo fa per ultimo, e comincia il suo show. Attacca tutti, da compagni ad allenatore, reo di giocare troppo difensivamente e con lanci lunghi. Rosenberg, attaccante del Werder Brema, e spalla di Zlatan nella partita con l’Ucraina, diventa il bersaglio ideale: “Sport Bladet”, media svedese, riporta di un’accesissima discussione fra i due, dove il milanista accuserebbe il compagno di scarsa assistenza ed eccessiva distanza fra i reparti. Il concetto era questo, le parole non proprio. Che Ibra-Supremacy si senta un Dio onnipotente è risaputo, è accaduto da Milano a Barcellona, figurarsi tra ” umili svedesi ” quando si senta il più bravo del reame. E ne ha ragione di pensarlo, ma la fascia al braccio ed il nome che porta, richiederebbe attegiamenti meno da prima donna e più da leader. Ma sarebbe come chiedere a Rodolfo Valentino di non essere narcisista. La conferma del forte diverbio arriva a fine partita dall’assistente del Ct Hamren, Markus Allbäck, anche lui nel mirino di Ibra, secondo il quale ” c’è stata una discussione accesa fra lui ed i compagni “, e dallo stesso Rosenberg, ” ci sono stati troppi lanci lunghi, il centrocampo non saliva e c’era un oceano tra me, Ibra e il resto della squadra”. Ma sono le voci di contrasti fra Ct ed ibra a gettare le maggiori ombre sull’immediato futuro di Zlatan: l’ipotesi pare remota, ma un’esclusione del n.10 svedese dalla prossima partita per motivi disciplinari non è del tutto da scartare. Questo è Ibra, o lo ami o lo odi: in quest’ultimo caso, il consiglio, è non farglielo sapere.

 

Orazio Rotunno

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