Modestino Picariello
No Comments

Sì al calcio spettacolo, no allo spettacolo del calcio

Contro lo spettacolo "extra": i pianti, le esagerazioni, i complotti, e tutto il resto. Ci si innamora di ventidue uomini che corrono dietro un pallone, non altro. E' illogico? Forse, ma quale amore non lo è?

Sì al calcio spettacolo, no allo spettacolo del calcio
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Contro lo spettacolo “extra”: i pianti, le esagerazioni, i complotti, e tutto il resto. Ci si innamora di ventidue uomini che corrono dietro un pallone, non altro. E’ illogico? Forse, ma quale amore non lo è?

Vilanova e Boskov: il vero spettacolo erano le loro squadre

Vilanova e Boskov: il vero spettacolo erano le loro squadre

L’EREDITA’ SILENTE – Mi piace pensare che Boskov, che da anni combatteva contro una dura malattia, abbia scelto di arrendersi dopo aver sentito della morte di Tito Vilanova . Era infatti l’ultimo uomo, forse, con cui potesse parlare, ricambiato, del suo calcio, espresso in quelle massime che, fin troppo chiare, sono state distorte a puro macchiettismo (l’accento di Vujadin aiutava tantissimo). Sono saliti al cielo due professionisti ben coscienti dei propri limiti, che hanno affidato l’espressione del loro lavoro soltanto al campo, che hanno dato spettacolo ma non si sono resi spettacolo, e che hanno diffuso il calcio per quel che è, ovvero l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo (Pasolini cit.). Ciò che mancherà di loro, e di tutto il calcio che amavano, è la sobrietà di ciò che restava fuori dal campo, vuoi per esigenze di contesto (Cabrini e Maldini non potevano mettere selfie su facebook, per esempio) vuoi perché la professionalità di alcuni uomini del pallone era innanzitutto nel non andare mai sopra le righe e rispettare il proprio ruolo.

PANE, AMORE ED UMILTA’ – Da anni invece ormai il mondo del pallone del pallone sta prendendo una deriva estrema sui sentimenti: ogni cosa diventa eccessiva, dalle dichiarazioni, ai contatti, alle manifestazioni (anche e soprattutto di idiozia). In Italia colleghi di Vilanova e Boskov continuano a far la gara a chi ce l’ha più lungo, gli ultras si ergono da spettatore a spettacolo (in foto di copertina, la “pacata” protesta della curva dell’Inter per l’ennesima squalifica per cori contro i napoletani) e chiunque è pronto ad alzar la voce ed a lamentarsi. E allora sapete che c’è? Andate via, in breve tempo non vi rimpiangeremo. Non c’eravate voi quando abbiamo amato questo sport, e speriamo non ci sarete se un giorno inizieremo ad odiarlo.

TIFOSO AVVISATO… – Anche la Champions, a modo suo, ha voluto tributare un omaggio in campo e nei risultati ai due scomparsi: in fin dei conti è passato chi ha adattato il modulo ai giocatori, ed è stato sconfitto chi ha fatto il contrario. Vedere per credere il caso Muller al Bayern e soprattutto Hazard al Chelsea . Ma le tifoserie hanno vinto tutte: non una polemica fuori luogo (stranamente lì mancano le squalifiche per cori razzisti) e incitamento alla squadra (anche nettamente perdente) fino ad oltre il 90′: nessuno si è sognato di sentirsi sopra lo spettacolo, ma si è adoperato per esserne parte integrante, senza svilirlo mai. Del resto, se il calcio fosse questa gran cagata, una persona intelligente si darebbe ad altri sport, no? Ecco, appunto, una persona intelligente. Non si può essere Boskov o Vilanova, ma mai come nel pallone, “il bel tacer non fu mai scritto”

Modestino Picariello

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *