Manlio Mattaccini
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Ciclismo: l’edizione centenaria della Liegi chiude la Campagna del Nord

La "decana" delle Classiche , ultimo grande appuntamento prima del Giro d'Italia e terreno per molti scalatori: tra i favoriti pure Nibali

Ciclismo: l’edizione centenaria della Liegi chiude la Campagna del Nord
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La lunga “campagna del Nord“, periodo sacro per gli amanti delle due ruote, chiude i battenti e lo fa con uno dei suoi appuntamenti più prestigiosi. Le classichè del pavè hanno lasciato il testimone ai percorsi ondulati sulle colline delle Ardenne, col trittico Amstel, Freccia Vallone e, appunto, la Liegi-Bastogne-Liegi, la “decana” delle corse di un giorno. E’ l’ultima grande occasione d’inizio stagione per chi vuole chiudere in bellezza la prima parte dell’anno. Per preparare il Mondiale iberico di Ponferrada c’è ancora tempo: tra non molto sarà tempo di grandi corse a tappe.

Daniel Martin è uno dei favoriti della Liegi

Daniel Martin, vincitore lo scorso anno, è uno dei favoriti della Liegi

1892-2013: DA HOUA a MARTIN – La corsa delle due città nasce addirittura nell’800. Le prime tre edizioni, in un’epoca dove non esisteva chiaramente il professionismo, videro trionfare il dilettante belga Leon Houa. Per trovare un altro autore di un tris bisogna andare agli anni ’30, con le affermazioni di un altro cicista di casa, Alfons Schepers. Fred De Bruyne firmò le edizioni del ’58, ’59 e 61′, prima che Merckx “cannibalizzasse” la Liegi. E’ lui il plurivincitore di questa corsa, con ben cinque affermazioni dal ’69 al 75′. Dopo di lui però c’è il nostro Moreno Argentin, fuoriclasse nostrano che timbrò l’Albo d’Oro in ben quattro edizioni a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. L’ultima affermazione italiana risale al 2007 con Danilo Di Luca, mentre nell’edizione 2013 l’allungo finale regalò all’irlandese Daniel Martin la più grande gioia della carriera.

IL PERCORSO, UN CONTINUO SALISCENDI – Tra le grandi “classiche”, terreno di conquista per gli specialisti, la Liegi rappresenta un’eccezione. Il suo percorso vallonato, con salite non particolarmente lunghe ma tutte con pendenze importanti (senza contare il finale il leggera ascesa) ne fanno una corsa appetibile pure per gli scalatori. Non per questo tra i vincitori del passato risulta gente come Berzin, Vinokourov o Andy Schleck. Lungo i 263 km del percorso, che arriva a Bastogne e poi torna indietro fino ad Ans, cittadina vicino Liegi, tanti saranno i punti chiave. Ma la storia ci ha consegnato come “la Redoute” sia la Côte più famosa dell’intera corsa: 2 km di lunghezza con una pendenza media del 9%. La sua posizione però è stata leggermente ridimensionata: una volta era molto più decisiva, ora è posta a 45 km dal traguardo. Verosimilmente gli attacchi decisivi si vedranno o sulla Côte de La Roche-aux-Faucons o sul trampolino della Côte de Saint-Nicolas, posta a 6 km dalla linea finale e con una pendenza media dell’8,6%.

2014: GILBERT CONTRO VALVERDE? – Il belga e lo spagnolo sono in perfetta parità. Il primo si è aggiudicato l’Amstel, lo spagnolo ha trionfato sul muro di Huy facendo sua la Freccia Vallone. Il teatro per la “bella” è quello più ghiotto: entrambi sono in un ottimo periodo di forma dopo un paio di stagioni non al top. Dietro però la bagarre è apertissima. Non possiamo non mettere nel calderone il vincore 2013, Daniel Martin, e lo spagnolo Dani Moreno. “Purito” Rodriguez, caduto due volte in una settimana, è un punto interrogativo. Tra i due grandi litiganti potrebbe giovarsene il nostro Vincenzo Nibali, in crescita di condizione e che vuole riscattare quel secondo posto del 2012, quando fu raggiunto e staccato nell’ultimo chilometro dal kazako Iglinski. Gli uomini con una stellina in meno, ma che potrebbero sorprendere tutti ci sono. Noi ne indichiamo due: il polacco Kwiatowski e il belga Vanendert.

Manlio Mattaccini

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