Massimiliano Riverso

Emanuelson, l’aspirante fenomeno

Emanuelson, l’aspirante fenomeno
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Emanuelson, al secolo Urby Vitorrio Diego Emanuelson, professione calciatore, è nato ad Amsterdam il 16 giugno 1986, è alto 176 centimetri e pesa 68 chilogrammi.

E’ cresciuto calcisticamente nel vivaio dell’Ajax facendo il suo esordio con la maglia dei “Lancieri” nel febbraio 2005 in occasione del ritorno dei sedicesimi di finale di Coppa Uefa, Auxerre – Ajax (3-1), subentrando al posto di Sneijder. Nella stagione successiva si impose come terzino sinistro conquistando una maglia da titolare e vincendo il premio come talento dell’anno di Amsterdam.

Il binomio Milan – tulipani affascina da sempre la dirigenza rossonera dell’era Berlusconi, così a gennaio 2011 Galliani decise di portarlo a Milanello. Quando il Milan lo acquistò a titolo definitivo per la cifra di 1.7 milioni di euro più un bonus, legato ai risultati sportivi della squadra, Urby Emanuelson aveva già collezionato 255 presenze, condite da 22 reti, con la maglia dell’Ajax. A Milano venne presentato come un rinforzo per la corsia sinistra, dotato di buona corsa, ottimo tiro e in grado di ricoprire sia il ruolo di terzino che quello di ala.

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Nei primi mesi meneghini il talento olandese non mantenne le aspettative, riuscendo a collezionare soltanto 11 presenze con la casacca rossonera da gennaio a giugno. Nonostante il rendimento altalenante e i mugugni della tifoseria, che lo reputava un acquisto “non da Milan” a Milanello credettero in lui, Allegri lo confermò per la stagione successiva concedendogli il tempo necessario all’ambientamento, progettando intanto per lui un nuovo ruolo: quello di trequartista.

Nella sua seconda stagione in rossonero, il jolly milanista, sfruttando anche le pesanti defezioni della rosa, è riuscito a imporsi diventando un giocatore chiave nello scacchiere di Massimiliano Allegri. Grandi meriti della sua esplosione vanno al tecnico toscano che ha creduto in lui, consentendogli di fare un “rodaggio” necessario al cambio di vita e ai nuovi metodi di allenamento. Grazie alla sua pazienza oggi Allegri si trova in squadra un giocatore molto duttile, in grado di ricoprire con la stessa dedizione ed efficacia svariati ruoli, insomma, uno di quei giocatori che tutti gli allenatori vorrebbero.

Domenica, a Parma, la perla, una cavalcata in campo aperto conclusasi con un dribbling secco su Mirante e la palla in rete. Il gesto dell’“aspirante fenomeno” avrà certamente ricordato al Presidente Berlusconi, presente in tribuna, le famose sgroppate di Serginho e Weah.

Ora il futuro sembra essere suo e tutto l’ambiente gli riconosce i giusti meriti, starà a lui continuare a studiare per laurearsi fenomeno.

Luca Perino Vaiga

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