Davide Luciani
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Juventus, Conte e un turnover che non dà frutti

La partita di ieri contro il Benfica ha mostrato una volta di più come la Juventus abbia scarsa qualità a livello di ricambi

Juventus, Conte e un turnover che non dà frutti
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La sconfitta di ieri contro il Benfica ha messo a nudo per l’ennesima volta in stagioni il grande limite della Juventus: la mancanza di cambi all’altezza. Conte quest’anno ha attuato spesso e volentieri il turnover con il doppio impegno campionato-Europa League, ma la Juventus ha faticato sempre quando non ha potuto schierare la formazione base.

Mirko Vucinic ieri con il Benfica è stato tra i peggiori della Juventus

Mirko Vucinic ieri con il Benfica è stato tra i peggiori della Juventus

QUATTORDICI GIOCATORI – La verità è che Conte può fare affidamento certo solo sui 14 giocatori, ovvero quelli che hanno giocato più spesso (Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah, Tevez e Llorente) più Storari, Caceres e Marchisio. Tutti gli altri elementi della rosa, da Ogbonna a Giovinco, passando ai vari Peluso, Isla e Vucinic, non hanno mai pienamente convinto. Questo significa che Conte non ha alternative di spessore cui affidarsi nè a gara in corso, nè per tentare un ampio turnover con l’intenzione di far riprendere fiato ai titolarissimi. Per fare un esempio pratico: ieri sera Vucinic, schierato titolare al fianco fi Tevez, sembrava uno scolaretto alla prima gita scolastica, a confronto di Llorente, lasciato in panchina per novanta minuti da Conte.

IL DIVARIO CON  LE BIG EUROPEE – Il gap tra la Juventus e le altre big europee si gioca proprio sulla qualità dei ricambi. Se il Barcellona può tenere in panca Sanchez e Fabregas, il Real Madrid Bale e Isco, il Bayern Gotze e Muller, il City Dzeko, il Chelsea Schurrle, il Paris Saint Germain Lucas  mentre la Juventus ha al massimo Vucinic e Giovinco ecco che  le difficoltà che la squadra di Conte affronta quando va a giocare in campo europeo sono presto spiegate. Anche l’Atletico non ha grandi risorse e una rosa ristretta, ma comunque può contare su giocatori di livello internazionale come Villa e  Raùl Garcìa. Occorrono ricambi all’altezza per essere competitivi. Conte giustamente difende i suoi giocatori, ma il livello con le altre squadre è palese

MANCA QUALITA’ SUGLI ESTERNI – Il difetto più evidente di questa Juventus è la mancanza di qualità sugli esterni. Il gioco dei bianconeri si sviluppa quasi sempre per vie centrali perchè è lì che la qualità della squadra di Conte è maggiore. Questo però significa che la Juventus ha difficoltà ad allargare il gioco e che, quando gli avversari fanno densità centralmente, Tevez e compagni non riescono a trovare spazi per attaccare. Non è un caso, quindi che Conte chieda per il prossimo anno esterni di qualità. Senza di essi è impensabile che la Juventus possa affermarsi anche in chiave europea.

E’ BENE VENDERE POGBA? – In quest’ottica, la cessione di Pogba può essere un’arma a doppio taglio. E’ vero che la sua cessione frutterebbe un bel gruzzolo, ma è altrettanto vero che il francese è un potenziale fuoriclasse come ce ne sono pochi al mondo. Venderlo significherebbe aumentare il dislivello tecnico già elevato.. E dato che, con i prezzi attuali, non è pensabile che la Juventus acquisti un altro giocatore di quel livello, forse Marotta e Agnelli farebbero bene a pensarci due volte prima di mandare via il francese. La verità è che la Juventus deve investire se vuole essere competitiva a livello europeo, immettendo uno o due giocatori di livello a stagione e cedendo giocatori che, non sono funzionali al progetto della conquista europea, perchè va bene vincere il terzo scudetto, ma se giovedì prossimo si esce con il Benfica, i bianconeri rimarranno sempre una provinciale del Vecchio Continente.

Davide Luciani

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