Orazio Rotunno
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Icardi come Batistuta: mitraglia a confronto, eresia o realtà?

Il paragone ha senso di esistere? Batigol è l'idolo di Maurito: l'impatto con la Serie A è stato devastante, quanto manca per arrivare all'ex bomber viola?

Icardi come Batistuta: mitraglia a confronto, eresia o realtà?
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icardi come batistutaIcardi come Batistuta: oggi pura follia. Un accostamento nato dalla passione mai nascosta del bomber neroazzurro verso la mitraglietta viola, alimentata dalla nazionalità dei due e dallo stesso ruolo ricoperto. Entrambi possenti fisicamente, forti nel gioco aereo e con una personalità importante dentro e fuori dal campo. Icardi a 20 anni ha già dimostrato di essere all’altezza della Serie A, Batistuta alla stessa età faceva già faville. Icardi come Batistuta: illusione o realtà?

CHI MITRAGLIA FUORI, CHI MITRAGLIA DENTRO…IL CAMPO – L’aspetto umano, ad oggi, non vede confronto. Se in campo entrambi sembrano simili nella precocità delle loro prestazioni sempre accompagnate da gol e belle giocate, fuori c’è molto da lavorare. Vero, twitter non esisteva ai tempi di Batigol che al massimo poteva distrarsi con un game boy, ma le tentazioni non mancavano per la bionda e folta chioma argentina. Un professionista come pochi, un leone in campo: Icardi da questo punto di vista ha ancora molto pane duro da masticare. Se Batigol era solito esultare mimando il gesto del mitra in campo, Maurito si diverte a sparare colpi a raffica fuori dal prato verde, ma al momento sembra non patirne in campo: magari col passare degli anni il fisico potrebbe non rispondere più nello stesso modo. Tecnicamente parlando, si trovano similitudini importanti fra i due ma anche notevoli differenze. Icardi è Batistuta: nella prepotenza fisica, centravanti d’area capace di aprire varchi (battute a parte) impossibili facendosi largo non solo con la tecnica ma anche con una forza prorompente. Nel gioco aereo, altezza a parte, è possibile notare un ottimo tempismo nello stacco e nessuna paura nell’affrontare i duelli ad alta quota. Nel senso del gol, la statistica che rapporta i palloni toccati e le reti (o legni colpiti) da Icardi, è impressionante. Il classe 93′ mette dentro un pallone ogni 8 sfere toccate, un fiuto già degno di paragoni importanti. Nella personalità: è evidente come Maurito non abbia timori reverenziali in campo ed affronti già stadi importanti con la serenità del veterano: lo dimostra la doppietta con la Samp allo Juventus Stadium, il ritorno al Ferrarris da ex e bagnato da una doppietta, l’impatto con la pesante maglia di una big privo di alcuna timidezza. Entrambi sono accomunati dall’età di esordio in Nazionale, a vent’anni e dalla doppia cifra all’esordio in serie A.

Icardi non è Batistuta: detto del divario a livello di professionalità e serietà fuori dal campo, vi sono importanti differenze tecniche. Nel tiro, Batigol è probabilmente stato l’attaccante di piede destro dalla conclusione più violenta di tutti i tempi, Icardi in questo fondamentale può crescere ma non sembra potersi nemmeno lontanamente avvicinare all’ex viola. Nei calci da fermo: chiedere info ai malcapitati che durante gli anni novanta si sono immolati in barriera sulle conclusioni di Batistuta, ma per loro fortuna/sfortuna spesso la palla li superava per finire in rete. Nella leadership: il temperamento di Batigol era qualcosa di devastante, capace di trascinare folla e compagni, un attitudine che va ben oltre la fascia ad un braccio.

Icardi come Batistuta: ci sono abbastanza elementi comuni per pensarlo. Ce ne sono anche tanti per poterlo soltanto immaginare.

Orazio Rotunno

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