Enrico Steidler
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Premier League: sarà Gerrardo Cuor di Leone il prossimo re d’Inghilterra?

Il Liverpool del capitano di mille battaglie Steven Gerrard guida la volata, ma Chelsea e City non si danno per vinti

Premier League: sarà Gerrardo Cuor di Leone il prossimo re d’Inghilterra?
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Ci siamo. A 3 gare (4 per il City terzo in classifica) dal filo di lana la resa dei conti è ormai arrivata, e il Liverpool capolista attende la visita della seconda della classe, il Chelsea del furibondo Special One. Lo spettro dell’arbitro Mike Dean – primo responsabile, secondo Mou, della disfatta di Stamford Bridge contro il Sunderland – aleggerà di sicuro anche su Anfield Road, e c’è da scommettere fino all’ultimo penny che il mago di Setùbal cercherà di sfogare la sua rabbia nel modo che gli è più congeniale: bastonare senza pietà chi ha tratto il maggior profitto dalle disavventure arbitrali dei Blues, Luis Suarez e compagni (quasi sicuramente campioni in caso di vittoria). La vendetta, ammesso che sia consumata, potrebbe quindi rivelarsi decisiva, ma…per i Citizens, cui basterebbe – si fa per dire – un filotto di 4 vittorie per agguantare il titolo in extremis come due anni fa contro i cugini dello United. Ma vediamo nel dettaglio.

LA SITUAZIONE IN VETTA

Pos.

Squadra

Punti

G

V

N

P

GF

GS

Diff. reti

1

Liverpool

80

35

25

5

5

96

44

+52

2

Chelsea

75

35

23

6

6

67

26

+41

3

Manchester City    

74

34

23

5

6

91

35

+56

A TRE PASSI DAL TRAGUARDO – Ecco i prossimi impegni delle squadre ancora in corsa per aggiudicarsi uno dei tornei più belli ed emozionanti della storia del calcio inglese (in maiuscolo quelli casalinghi). Liverpool (80): CHELSEA – Crystal Palace – NEWCASTLE. Chelsea (75): Liverpool – NORWICH – Cardiff. Manchester City (74): Crystal Palace – Everton – WEST HAM + 1 gara da recuperare in casa contro l’Aston Villa.

José Mourinho, tecnico del Chelsea

José Mourinho, tecnico del Chelsea

CHE S’HA DA FA PE’ TRIONFA’? – Partendo dal presupposto che il copione di questo campionato sembra scritto da Agatha Christie e che il colpo di scena è la regola, proviamo a fare due conti e a dare un nome a chi se lo aggiudicherà. Cominciamo dal concorrente meno indiziato in tal senso, quel Chelsea di José Mourinho che nessuno avrebbe mai dato per sconfitto nelle gare contro Crystal Palace (il vero colpevole del probabile naufragio della corazzata Blue) e Sunderland, e che questa sera scenderà in campo contro l’Atletico Madrid nella semifinale d’andata del massimo trofeo continentale. Per mettere le mani sul titulo, gli Special Boys devono dominare la classifica in beata solitudine, perché un finale a pari punti – considerando la differenza reti irrimediabilmente deficitaria nei confronti dei rivali – li condannerebbe nel modo più amaro. In tal caso, per usare le parole del “perfido” Mou, il Chelsea sarebbe solo il primo degli ultimi. Ma perché si realizzi l’unico scenario favorevole ai londinesi (costretti, ovviamente, a vincere tutte le partite a partire dal big-match), il Liverpool deve quasi suicidarsi – cioè raccogliere non più di 3 punti in 3 gare – e il City deve lasciarne per strada almeno 3 sui 12 a disposizione. Quindi, tirando le somme: Chelsea campione a quota 84, City 83 e Reds 83. Ora, tutto può essere (Agatha docet), e questo finale sarebbe forse il più degno coronamento di un torneo così meravigliosamente folle e imprevedibile, ma siamo quasi al fantacalcio, o giù di lì.

Tony Pulis (Crystal Palace)

Tony Pulis (Crystal Palace)

LA SFERA DI CRYSTALLO – C’è però da notare una cosa, una specie di magia nella magia, e riguarda la squadra più in forma del momento in Premier League, Reds a parte: il Crystal Palace. Guarda un po’, dopo aver vestito i panni del killer di Mourinho, ora il club guidato da Tony Pulis incrocerà la strada degli altri due pretendenti al trono, il Liverpool, fra due settimane nel Monday night, e il Manchester City domenica prossima alle 17, quando Aguero e compagni scenderanno in campo conoscendo già il risultato del big match di Anfield Road. Sarà un vantaggio? Diciamo la verità: neppure Agatha Christie…

E se Londra piange, Manchester non ride. Per avere la certezza matematica del titolo, infatti, gli uomini di Pellegrini devono non solo vincere tutte le partite (e con l’Everton in trasferta sarà dura) ma pure augurarsi, come si diceva prima, che il Chelsea espugni la tana della capolista. In tal caso sarebbe fatta, perché se anche i Reds vincessero le gare contro Palace e Newcastle la classifica finale li vedrebbe appaiati ai Citizens, e quindi sconfitti per via della peggior differenza reti (che, diciamolo chiaramente, potrebbe essere ribaltata solo grazie a goleade fuori dalla realtà).

MISSIONE 7 PUNTI – Un pareggio, magari proprio nel big-match contro il Chelsea,  e due vittorie, magari sofferte da cani e maturate a tempo scaduto grazie a un autogol. Totale: 7 punti = campioni d’Inghilterra a quota 87 dopo 24 anni di digiuno. Ecco cosa serve alla banda-Rodgers per salire sul gradino più alto del podio senza dover fare calcoli e scongiuri, ecco l’obiettivo minimo per garantire a Gerrardo Cuor di Leone quel titolo che non ha mai vinto nella sua comunque straordinaria carriera. La mission, diciamolo, non è impossible, e la vittoria sul campo del Norwich è stata forse decisiva sotto questo aspetto, ma la strada è ancora ricca di insidie e di trabocchetti. La verità, però, è che la meta è davvero a portata di mano, e che Suarez e compagni se la meritano alla grande. Ancora un “piccolo” sforzo, quindi, e Gerrardo salirà sul trono d’Inghilterra. José, Palace, Newcastle e…Agatha permettendo, of course.

Enrico Steidler

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