Simone Viscardi
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Mondiali 2014: Zac e la carica del Sol Levante. Storia e rosa del Giappone

Giappone al 5° Mondiale consecutivo, dove se la vedrà con Colombia, Grecia e Costa d'Avorio. Con Kagawa e mister Zaccheroni gli ottavi sono alla portata

Mondiali 2014: Zac e la carica del Sol Levante. Storia e rosa del Giappone
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Nell’immaginario collettivo, associare le parole “Calcio” e “Giappone” porta ad un solo risultato: Holly e Benji. In effetti, il popolarissimo fumetto – nonchè cartone animato – a tema calcistico (titolo originale: “Captain Tsubasa”) ha inciso non poco sulla generazione di giocatori che si appresta a disputare i Mondiali in Brasile. Le punizioni di Honda, le giocate nello stretto di Kagawa e la corsa a perdifiato di Nagatomo sembrano uscite direttamente dalle pagine di Yoichi Takahashi. Se poi tutto questo talento viene affidato alla praticità e all’esperienza Made in Romagna di Alberto Zaccheroni, il mix ha tutto quello che occorre per diventare esplosivo. Il ct italiano si è guadagnato una solida reputazione in Giappone, grazie alla conquista della Coppa d’Asia e alla successiva qualificazione a Brasile 2014, eliminando Corea del Nord e Tagikistan nel girone preliminare e Giordania, Oman e Iraq in quello finale. Anche nella Confederation Cup 2013, specie nella partita contro l’Italia, il Giappone ha fatto vedere ottime cose, lasciando presagire un Mondiale da protagonista, con l’obiettivo dichiarato di arrivare agli ottavi di finale.

Hidetoshi Nakata, primo Top Player della storia del Giappone.

Hidetoshi Nakata, primo Top Player della storia del Giappone.

LA STORIA – La Storia del calcio giapponese ad alti livelli è molto recente. Il campionato professionistico, la J-League, è nata solo nel 1992, anno in cui Takagi regalò al Giappone la sua prima Coppa d’Asia. Il successo continentale e la migliore organizzazione furono il trampolino di lancio verso il grande obiettivo, la prima, storica qualificazione ai Mondiali. La missione fu compiuta nel 1998, anche se l’esperienza francese fu tutt’altro che positiva per la squadra allenata da Takeshi Okada, sconfitta – seppur di misura – da Argentina, Croazia e Giamaica. Nel 2002 arrivò l’occasione per crescere ulteriormente, grazie ai Mondiali organizzati in casa insieme alla Corea. La squadra, imperniata sul talento di Hidetoshi Nakata, deluse però in parte le aspettative, interrompendo la propria corsa già agli ottavi di finale contro la Turchia. Dopo un’edizione anonima nel 2006 – sconfitto anche dall’Australia – il Giappone tornò in auge 4 anni fa in Sudafrica, dove riuscì a bissare il suo miglior risultato, venendo eliminato ai calci di rigore agli ottavi dal Paraguay, dopo aver mandato a casa la Danimarca.

Shinji Kagawa, stella del Giappone.

Shinji Kagawa, stella del Giappone.

LA ROSA – Esuberanza atletica, talento e disciplina tipicamente nipponica. Questi sono gli ingredienti della squadra del tecnico di Cesenatico. In porta spazio ancora all’esperienza di Kawashima, protetto dai Samurai Yoshida e Konno, mentre sulle fasce correranno a tutto campo Sakai e l’interista Nagatomo. Il bello però è in mezzo, dove la classe la farà da padrona, grazie ai piedi vellutati di Keisuke Honda (Milan) e Shinji Kagawa (Manchester United), le vere Star della formazione asiatica. A controllare le operazioni il capitano di lungo corso Endo, 141 caps all’attivo per lui. Davanti, il gol è il pane quotidiano di Shinji Okazaki, punta dal record invidiabile di 38 reti in 73 partite in nazionale. Accanto a lui sgomitano per una maglia Osako, Kudo e il giappo/olandese Mike Havenaar.

Simone Viscardi

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