Enrico Steidler
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Il calcio, sinonimo di Premier League

Chelsea-Sunderland 1-2 e le magie del calcio inglese

Il calcio, sinonimo di Premier League
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Il calcio dà, il calcio toglie. No. Forse è meglio riscrivere la frase usando il sinonimo che da anni è il più calzante: la Premier dà, la Premier toglie. Dopo 77 partite consecutive senza sconfitte a Stamford Bridge (signori, chapeau!…roba da Olimpo dello sport), il Chelsea dello Special One torna sulla Terra abbattuto dal Sunderland ultimo in classifica, dalla sua straordinaria voglia di non gettare mai la spugna, da un giovane attaccante italiano che i Black Cats hanno preso in prestito dal Liverpool capolista e da un rigore che definire dubbio è dire poco. Ce n’è quanto basta, insomma, per riempire mille pagine e per dare un’idea di che cos’è il campionato più bello, imprevedibile e appassionante del mondo.

FABIO E GOLIA – Parliamo di football, come dicono (e generalmente fanno) sull’Isola, e mettiamo quindi da parte l’arbitro Mike Dean, il rigore concesso a pochi minuti dalla fine alla squadra fanalino di coda sul campo della seconda della classe, gli episodi poco chiari in area degli ospiti e ogni considerazione sul pandemonio mediatico-socio-dietrologico che tutto ciò avrebbe scatenato dalle nostre parti. Quello che è successo ieri nel tempio di una delle società più potenti – in ogni senso – del calcio d’oltremanica è davvero splendido ed esemplare al tempo stesso, e ci parla di un’impresa sportiva di cui Gustavo Poyet e i suoi uomini andranno fieri per tutta la vita, un evento prodigioso che l’urlo di gioia dei commoventi tifosi dei Black Cats (Miracles can happen, i miracoli possono accadere si leggeva su un piccolo striscione) al gol di Fabio “Davide” Borini ha restituito al cielo degli dei pallonari.

Connor Wickham (Sunderland)

Connor Wickham (Sunderland)

MAI DIRE GATTO (NERO) – Pronti, via, e dopo soli 12 minuti di gioco il gol dell’inossidabile Samuel Eto’o sembra aver già dato il colpo di grazia alle speranze dei “gatti neri”. La goleada è nell’aria, e il pensiero dei tifosi Blues è probabilmente già rivolto al prossimo match, quello decisivo contro il Liverpool del matador Luis Suarez. Ma…mai dire gatto (nero) finché non ce l’hai nel sacco, e al 18’ la doccia gelata è servita insieme all’ennesima riprova della saggezza trapattoniana: Wickham, ancora lui, il giustiziere del Manchester City, si avventa come un falco su una corta respinta di Schwarzer e ristabilisce lo status quo. I padroni di casa reagiscono subito ma senza troppa lucidità, sfiorano il gol a più riprese ed esaltano i riflessi di Mannone (l’estremo difensore ospite), ma la palla non ne vuole proprio sapere di gonfiare la rete biancorossa, e si arriva così al minuto fatale, il 37’ della ripresa: Altidore si invola in area di rigore del Chelsea e cade a contatto col difensore: questo basta a Mike Dean per accordare il penalty e concedere al nostro Fabio Borini l’occasione di realizzare un gol da raccontare ai nipoti. Il resto è già storia, incluse le parole al curaro di Josè Mourinho nel dopo-partita (“Complimenti a Mike Dean perchè ha disputato una grande prova. E complimenti al capo degli arbitri Mike Riley per tutto quello che ha fatto affinché il campionato andasse in questo modo”) e la sfuriata a bordo campo di Rui Faria, assistente di Mou, ansioso di bere il sangue del quarto uomo Phil Dowd e trattenuto a stento anche dallo stesso Special. Ma parliamo di football…

Una settimana fa il Sunderland sembrava avere un piede e mezzo nella fossa; oggi è a 3 punti (29) dal Norwich quart’ultimo dopo il pareggio di mercoledì scorso sul difficilissimo campo del City (che ha di fatto estromesso, o quasi, Aguero e compagni dalla corsa per il titolo) e il miracle di ieri in casa Mourinho (costretto anche lui, con ogni probabilità, a dire addio ai sogni di gloria). Non solo: ha una gara da recuperare e il Norwich ha appena perso per 3 a 2 il match più importante della stagione proprio contro il Liverpool di “Gerrardo” Cuor di Leone. Insomma, questo è il calcio inglese: il Sunderland è passato da morituro a vivo e vegeto (e giudice arbitro del rush finale in vetta alla classifica) nel giro di appena 180 minuti, contro ogni pronostico e alla faccia degli investimenti milionari degli sceicchi (arabi o russi non fa differenza). Che meravigliosa picconata hanno inferto i minatori del Nord al cuore dell’Impero! E che meravigliosa avventura che è il calcio, sinonimo di Premier League.

Enrico Steidler

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