Matteo Masum
No Comments

Ucraina, il fragile accordo non ferma gli scontri

Spari nella zona di Donetsk testimoniano che in Ucraina la situazione è ancora escandescente

Ucraina, il fragile accordo non ferma gli scontri
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
Obama e Putin sulla questione Ucraina.

Obama e Putin sulla questione Ucraina.

Giovedì i rappresentanti di Usa, Urss, UE, insieme al governo fantoccio di Kiev, si erano incontrati a Ginevra per trovare una soluzione alla crisi ucraina. Ne era venuto fuori un accordo che prevedeva il disarmo dei gruppi armati illegali, la liberazione degli edifici occupati, l’amnistia per gli arrestati ed una riforma costituzionale. Un patto che certificava lo stallo, e non accontentava nessuno dei contraenti. Un accordo, soprattutto, che poche ore dopo è stato smentito dalla dura realtà.

SI SPARA ANCORA- Altro che disarmo, altro che fine delle ostilità! In Ucraina il piombo delle armi continua a farla da padrone, e proprio poche ore prima che si raggiungesse l’accordo a Ginevra, si erano registrati 3 morti e 13 feriti in seguito agli scontri avvenuti a Mariupol, a circa 30km dal confine russo. Ancora ieri, nella zona di Donetsk, secondo delle fonti locali, un commando di paracadutisti avrebbe assaltato un posto di blocco a Serheyevka, controllato dai secessionisti filo-russi, ed ora l’area sarebbe sorvegliata dalle forze governative.

AD UN PASSO DAL BARATRO- La situazione, dunque, non mostra segni di miglioramento, e con ogni probabilità il fragile accordo tra le potenze non avrà alcun effetto risolutivo. D’altro canto, nè la premiata ditta Usa-Ue, nè Putin, hanno intenzione di mollare la presa sull’Ucraina. Il referendum in Crimea ha contribuito a riscaldare la congiuntura, rendendo ancora più arrogante Mosca. I nazionalisti dell’Ovest, braccio armato del governo pagliaccio di Kiev, non hanno cessato con le loro azioni intimidatorie sia nei confronti dei militanti del Partito Comunista d’Ucraina, vittime di infami attacchi nelle ultime settimane, sia verso i secessionisti dell’Est. La guerra civile, se già non è iniziata, potrebbe davvero essere ad un passo.

CHE FARE?- Nel caos generale, difficile trovare la lucidità per proporre soluzioni. Finchè la partita sarà gestita dalle superpotenze, l’Ucraina continuerà ad essere una zona di scontro per l’egemonia nello scacchiere dell’Est europeo. La popolazione non deve fare l’errore di gettarsi dall’una o dall’altra parte. L’alternativa deve essere costruita dalle classi lavoratrici ucraine, che non hanno manifestato a Kiev in combutta con gli euro-liberisti ed i neo-nazisti. Solo se il popolo ucraino sarà in grado di prendere in mano il proprio destino, si potrà parlare finalmente di autodeterminazione.

Matteo Masum

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *