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Obodo, una storia a lieto fine

Obodo, una storia a lieto fine
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LAGOS, 11 GIUGNO – Si è conclusa a lieto fine la disavventura che ha visto coinvolto il centrocampista Christian Obodo. Il giocatore africano, che nell’ultima stagione ha vestito la maglia del Lecce, era stato rapito nel pomeriggio di sabato in Nigeria, mentre si stava recando in chiesa. Nelle ore successive la richiesta di riscatto da parte dei carcerieri, stimata tra i 100 e i 150 mila euro, corredata con alcune rassicurazioni relative allo stato di salute dell’ostaggio, in buone condizioni nel momento in cui gli è stato possibile riabbracciare i propri familiari.

Stando a quanto riferito da fonti locali, la sua liberazione non è avvenuta dietro alcun pagamento, ma per mano delle forze di polizia del posto che hanno portato a termine con successo il blitz nel luogo dove il giocatore veniva tenuto prigioniero. “Grazie Dio. Per adesso voglio dire solo questo”, le parole di Obodo rilasciate pochi istanti dopo la ritrovata libertà.

LE REAZIONI – La banda che ha compiuto il gesto, attirata dalla targa personalizzata dell’auto sulla quale viaggiava il mediano, era composta da cinque persone, tutte tratte in arresto, come riferito da Charles Muka, portavoce della polizia dello stato federale del Delta,  regione  dove è accaduto il fatto.

Kenneth, fratello del giocatore e prima persona rimasta in contatto con i rapitori, si è poi lasciato andare, facendo trasparire la propria gioia per l’esito della vicenda: “Sono contentissimo. Christian è il mio unico fratello, siamo venuti in Nigeria in questo periodo per stare con la nostra famiglia. Anche mia mamma è finalmente contenta, ha pianto molto da quando ha saputo che Christian era stato sequestrato“. Sollevato anche Serse Cosmi, che ha allenato il giocatore nella scorsa stagione: “La notizia è motivo di sollievo. Sollievo prima di tutto per lui e per la sua famiglia. Io sono contento“, le parole riportate dal sito de ‘Il Messaggero’.

Alessio Tuveri

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