Matteo Masum
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Barcellona, una stagione maledetta: di chi le colpe?

Fuori dalla Champions, sconfitti in finale di Copa del Rey e terzi in campionato. Analizziamo le cause del tracollo blaugrana

Barcellona, una stagione maledetta: di chi le colpe?
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Il Tata Martino è il meno responsabile nel tracollo del Barcellona

Il Tata Martino è il meno responsabile nel tracollo del Barcellona

La sconfitta in finale di Copa del Rey rappresenta solo l’ultimo evidente segnale che per il grande Barcellona si è chiuso un ciclo. E’ capitato a tutte le grandissime squadre che per anni hanno dominato il panorama calcistico europeo, dall’Ajax di Crujff al Milan di Sacchi e Capello, quindi era fatale che accadesse anche alla compagine catalana. Tuttavia, è bene che la società analizzi accuratamente le cause del tracollo, che poteva essere evitato, in modo tale da attuare le giuste contromosse, a patto che la Fifa revochi il blocco del mercato. Nel nostro piccolo, proviamo a contribuire alla disanima della stagione del Barcellona, tenendo presente che l’eventuale vittoria in Liga coprirebbe solo parzialmente le lacune di una squadra ormai logora.

ALLENATORE – Contagiati dallo spirito italico, tutti potrebbero essere portati ad attribuire le colpe al povero Martino. Allenatore con una filosofia diversa rispetto ai predecessori Guardiola e Villanova, il Tata, con il suo atteggiamento remissivo, davanti alle telecamere ed in panchina, rappresenta il bersaglio perfetto. A mio modo di vedere, tuttavia, l’attuale tecnico blaugrana è il meno responsabile. Ha preso in mano una squadra alla fine di un ciclo fantastico, con giocatori al tramonto della carriera, ritrovandosi nel corso della stagione con uno scandalo societario di vasta portata e dovendo gestire il peggior Messi della storia. Ovviamente Martino ha le sue colpe, ma io le scorgo più nell’incapacità di imporre una svolta nella filosofia catalana, soprattutto in sede di mercato, che nella tattica in campo, che pure ha cercato inizialmente di mutare, salvo poi arrendersi di fronte alle esigenze dei senatori. Ecco, forse a Martino è mancato il carisma che serve per allenare una squadra di fenomeni.

SQUADRA – La squadra è evidentemente appagata dalla straordinaria serie di successi ottenuti. In più, alcuni elementi hanno ben poco da dare vista la carta d’identità. Puyol, Dani Alves, Xavi, Mascherano, Iniesta, sono tutti vicini ai 30 anni, o li hanno superati da un pezzo. Se il loro contributo resta qualitativamente straordinario, non sono in grado di offrire prestazioni di alto livello per tutta la stagione. Inoltre, Messi quest’anno ha disputato la peggiore stagione della sua carriera, nonostante i 38 gol stagionali. La Pulce non è riuscito ha mascherare la crisi del suo Barcellona, come non ci sono riusciti Sanchez, che pure ha fatto molto bene, e Neymar, ancora troppo acerbo. Se ci mettiamo le noie fisiche di Pique e l’infortunio di Valdes, il quadro drammatico è completo. 

SOCIETA’ – Le colpe principali, a mio modo di vedere, ricadono sulla società. Lo scorso anno si era raschiato il fondo del barile, con i 60 gol di Messi che avevano oscurato i segni del declino. In sede di mercato serviva acquistare un centravanti, anche andando contro la filosofia vincente del ciclo Guardiola-Villanova. Necessario anche un difensore, perchè Bartra non è ancora all’altezza. Il pasticcio su Neymar è l’ultimo scivolone di una società clamorosamente allo sbando. Si poteva, e doveva, fare di più, in estate ed a Gennaio.

Resta soltanto da sperare che la Fifa revochi il blocco, oppure la prossima stagione si prospetta buia. Il Barcellona è sempre il Barcellona, e siamo certi tuttavia che riuscirà, presto o tardi, a rialzare la testa.

Matteo Masum

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