Gabriele Gianotti
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A lezione da Ventura: la ricetta per diventare grandi. Il Torino come Borussia e Atletico

Le parole del tecnico del Torino rispecchiano il desiderio di crescita di un progetto, sul modello Atletico-Borussia

A lezione da Ventura: la ricetta per diventare grandi. Il Torino come Borussia e Atletico
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Coreografia dei tifosi del Borssia Dortmund

Coreografia dei tifosi del Borussia Dortmund

Non sei il ricco come il Real Madrid, Manchester City o Psg? Ecco come si diventa una piccola tra le grandi. Club come Borussia Dortmund e Atletico Madrid si sono affermati negli ultimi anni, mostrando una crescita esponenziale sia a livello di struttura societaria sia di componenti della squadra. Alla domanda come si può conquistare l’Europa o addirittura arrivare alle fasi finali forse solo Mourinho potrebbe risponderci con estrema sincerità, dopo aver conquistato con il suo Chelsea la nona semifinale di Champions di fila. Ma sentendo quello che dice l’allenatore del Torino, Ventura, il quale ha dichiarato,dopo l’ultima partita della sua squadra:O hai una società che può buttare decine di milioni e comprare decine di giocatori per conquistare l’Europa, oppure, se sei il Toro, devi costruire una squadra basata su un livello caratteriale e di gioco, sulla quale innestare due o tre giocatori di qualità superiore alla media, come, ad esempio, è ora Maksimovic, un giocatore che, entro pochissimi anni, sarà in una grandissima squadra. Non che il Toro non lo sia, per il Toro parla la storia, ma intendo dire che potrebbe ambire, potenzialmente, anche a qualsiasi palcoscenico”. Le parole di Ventura però non sembrano così sbagliate: ovviamente non si può neanche paragonare una società attuale come il Borussia Dortmund al Torino, eccetto che siano due tifoserie bellissime e soprattutto molto calde. Ma sicuramente é un modello da seguire, un esempio da cui prendere tutti gli elementi positivi e vincenti.

UN PROGETTO E L’ALLENATORE – All’ultimo conteggio, dati di Deloitte, il fatturato dell’Atletico Madrid risulta meno della metà di quelli di Milan e Juventus (120 milioni di euro all’anno contro rispettivamente 263,5 e 272,4), quasi esattamente uguale a quello del Napoli, solo per citare le tre italiane che hanno partecipato alla Champions League 2014. Ciò che ha fatto l’Atletico Madrid in termini di risultati è qualcosa di straordinario e che porta grandi benefici fino ai piani più alti del club. L’assenza di strutture, fondi, introiti e quant’altro è fortemente bilanciata da un lavoro durante la settimana fisico, tattico, mentale che è estraneo alla maggior parte delle squadre del mondo, probabilmente qui in Italia non abbiamo proprio idea di come definirlo. La prima volta in Liga Diego Costa mostrava decisamente un altro giocatore. Oggi è in grado di far spaventare tutta una difesa semplicemente correndo. Juanfran e Courtois oggi sono tra i migliori nel loro ruolo, ma solo qualche anno fa nessuno avrebbe scommesso niente su loro. Poi si potrebbe fare l’esempio di giocatori resuscitati come  Filipe Luis o David Villa o Miranda. Ad ogni modo il lavoro fatto da Simeone è strepitoso e tangibile, così come lo aveva fatto Quique Sanchez Flores prima di lui. Oggi l’Atletico ha anche una società organizzata e competente, cosa che con gli stessi uomini a capo non aveva prima di qualche anno fa.

GIOVANI STELLE E TIFOSERIA – La rivoluzione ha preso avvio con l’ingaggio di Jürgen Klopp. Dopo una partenza positiva, il lavoro dell’allenatore ha dato i suoi frutti, e nel 2011 il Borussia Dortmund è tornato a vincere la Bundesliga dopo nove anni, il settimo titolo nazionale della squadra. La squadra di Dortmund non è certamente una squadra povera, visti gli incassi garantiti dal suo impianto sportivo, il mitico Westfalenstadion, diventato dal 2005 il Signal Iduna Park, anche se tutti lo chiamano ancora con il vecchio nome. Lo stadio di Dortmund è il più grande della Germania, con ben 80 mila spettatori, e garantisce al Borussia circa 20 milioni di euro l’anno grazie al nome dell’impianto comprato dalla società Signal Iduna, attiva nei servizi finanziari. Il pubblico poi garantisce un’altra fondamentale entrata, visto che nella stagione scorsa una media di oltre 79 mila spettatori ha seguito le gare interne della squadra di Dortmund. Grazie ai soldi dello stadio e alla scommessa vincente sui giovani il Borussia ha così recuperato il suo posto al vertice del calcio, tedesco e anche europeo.

E POI C’È L’ITALIA – In Italia siamo indietro un po’ in tutto così anche nel calcio. Non possediamo stadi di proprietà (eccetto la Juventus) e abbiamo voglia di vincere sempre, non avendo però un’idea del complesso che ci sta attorno. Per ottenere un risultato vincente nel tempo ci vuole la calma, la programmazione e un progetto serio da portare avanti: una società come l’Udinese che sta costruendosi lo stadio, per anni è stata costretta a vendere i suoi top player, ma questo non è segno di incompetenza ma di un progetto a lunga scadenza che potrà portare in futuro frutti che ora non possiamo immaginare. Dalle parole di Ventura perciò, uno che di maturità ne ha tanta, ci possiamo aspettare un futuro roseo per questo Torino.

Gabriele Gianotti

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