Enrico Steidler
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Il caso Destro e “Ricorsopoli”: meno male che c’è Tosel

Infuria la polemica sulla squalifica di 4 giornate inflitta al giocatore della Roma Mattia Destro per la manata rifilata ad Astori durante Cagliari-Roma di domenica scorsa, ma i precedenti (e la legge) parlano chiaro

Il caso Destro e “Ricorsopoli”: meno male che c’è Tosel
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“Siamo abbastanza sconcertati e preoccupati dalla deriva che sta prendendo la giustizia sportiva in questo campionato. Abbiamo già avuto modo di commentare un episodio simile con Daniele De Rossi in Roma-Inter e avevamo preso posizione, già allora ci sembrava si stesse forzando la prova tv. Se un evento si svolge davanti all’arbitro si può parlare più di moviola che di prova televisiva. Oggi l’evento è più grave, perchè l’episodio è stato sanzionato, vista la punizione assegnata al Cagliari. Siamo al di fuori dei presupposti della prova televisiva, qui si apre il fronte alla moviola che non mi sembra ci sia”.

Mauro Baldissoni, dg della Roma

Mauro Baldissoni, dg della Roma

FUMO NEGLI OCCHI – Le parole sono del dg della Roma Mauro Baldissoni, e naturalmente le cose non stanno così. Cerchiamo di fare chiarezza: il fatto che l’episodio sia stato sanzionato non significa nulla se l’arbitro mette a referto di non aver visto la condotta violenta del giocatore. “Su richiesta di questo Ufficio” – scrive il giudice sportivo Gianpaolo Tosel“il Direttore di gara testualmente dichiarava (a mezzo e-mail pervenuta alle ore 11.58 del 7 aprile 2014) “In riferimento alla gara Cagliari-Roma da me diretta in data 06-04-2014 comunico, su richiesta del Giudice Sportivo, che né io né i miei collaboratori abbiamo visto l’episodio relativo alla manata di Destro. Dov’è, quindi, la forzatura della prova tv? E dov’erano i dirigenti della società capitolina – e i loro simpatizzanti mediatici – nel dicembre del 2012?

FORSE NON TUTTI SANNO CHE… – Come fatto notare ieri da Sky, il caso di Mattia Destro ha un precedente ancora più specifico e significativo: nel dicembre del 2012 il giudice Tosel punì con 3 giornate di squalifica Ruben Olivera per il pestone rifilato al giallorosso Miralem Pjanic al 20’ del primo tempo di Roma-Fiorentina 4-2. L’arbitro aveva visto (e sanzionato con l’ammonizione) solo il fallaccio del centrocampista uruguaiano e non il suo gesto violento (il pestone sulla gamba destra del giocatore della Roma ancora a terra). Morale? In Inghilterra la prova tv vale in ogni caso e a prescindere. Al di là della Manica, infatti, le cose o sono bianche o sono nere: noi, chissà perché, amiamo le sfumature di grigio, e le nostre regole sono machiavelliche e complicate. La scappatoia per far trionfare la giustizia però c’è (se l’arbitro non ha visto…), e meno male che Tosel ne approfitta. Siamo il Paese in cui fatta la legge trovato l’inghippo. Ok, ora sappiamo che siamo anche il Paese che riesce a trovare il modo per riparare i torti e punire i colpevoli. Non tutto è perduto.

PAROLE SANTE – Leggete un po’ cosa scrive oggi Marco Palazzi su Toscana News: “Le immagini televisive, però, evidenziano che da parte di Olivera c’era stata la “condotta violenta”, il pestone sulla gamba del bosniaco, sfuggita all’arbitro livornese. Perciò, scattò la prova tv e il giocatore uruguaiano della Fiorentina fu squalificato per tre turni per il pestone, più uno per l’ammonizione (era diffidato). Insomma, un po’ come è successo a Mattia Destro, colpevole domenica di aver tirato un gancio volontario di sinistro al malcapitato difensore cagliaritano Davide Astori, ammonito per aver “reagito” prendendo successivamente per la maglia l’attaccante romanista che stava facendo una sceneggiata degna di Cinecittà, dopo aver simulato di aver ricevuto un colpo dal giocatore dei sardi”.

Gianpaolo Tosel

Gianpaolo Tosel

PERCHE’?…“Quindi, i dirigenti e i tifosi della Roma, oltre che i giornali a loro vicini, a noi toscani devono spiegare perché martedì 11 dicembre 2012, quando uscirono le decisioni del Giudice Sportivo Gianpaolo Tosel, non gridarono allo scandalo. Perché all’epoca non cercarono di distogliere l’attenzione attaccandosi alle sbracciate di Giorgio Chiellini? Perché all’epoca non tirarono fuori che il Palazzo aiuta la Juventus? Perché non dissero di essere soli contro tutti? Perché non invocarono “er Sistema” per la prova tv su un’azione valutata dall’arbitro? Perché il Corriere dello Sport non titolò “Così no” a lettere cubitali in prima pagina? Perché il celebre telecronista Caressa non si incazzò pubblicamente? Forse perché Olivera aveva la maglia della Fiorentina e giocava contro la Roma? (…) L’arbitro Banti all’epoca ammonì Olivera per il fallo su Pjanic, ma non vide il pestone, e quindi gli sfuggì la condotta violenta facendo scattare la prova tv, come riportato proprio sul Corriere dello Sport, che oggi grida allo scandalo per la decisione su Destro”…

La penosa simulazione di Mattia Destro dopo la manata rifilata ad Astori

La penosa simulazione di Mattia Destro dopo la manata rifilata ad Astori

TU CHIAMALA SE VUOI RICORSOPOLI – Diciamo la verità: Mattia Destro merita non 4 ma almeno 6 giornate di squalifica. Come faceva giustamente notare ieri il nostro Antonio Casu, la simulazione dell’attaccante giallorosso è davvero macroscopica e intollerabile, e anche la condotta anti-sportiva deve essere sanzionata (3 giornate per la manata, 1 per somma di ammonizioni e almeno altre 2 per l’indecorosa sceneggiata). Questo, in fondo, è l’unico appunto che può essere mosso a Tosel, che per il resto va elogiato a chiare lettere. E invece no. Tosel è quasi un “golpista” stando alle pacate dichiarazioni di Baldissoni & co., che ora promettono battaglia (la Roma farà il solito e imbarazzante ricorso) e gridano al “complotto(“per noi la legge è più uguale che per gli altri”). Che dire? Essere senza memoria è grave, essere senza pudore…molto di più.

E mentre il francese Rudi Garcia si guadagna la cittadinanza italiota sul campo (“Siamo soli contro tutti”) vale la pena di fare un’ultima considerazione: fermo restando che la giustizia è sempre più importante della legge, quello che conta in questo come in altri casi è la “ratio” della legge, e la ratio è chiara: certi episodi non possono restare impuniti. Se il cavillo, il distinguo e il “vizio procedurale” (che peraltro in questo caso non sussistono) prevalgono sulla “ratio” allora è finita….Baldissoni for president!…Io dico viva Tosel.

Enrico Steidler

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3 Responses to Il caso Destro e “Ricorsopoli”: meno male che c’è Tosel

  1. gianfranco 10 aprile 2014 at 13:28

    6 giornate di squalifica? Ma perche’non la radiazione o l ergastolo? Ma come si fa a scrivere un commento cosi livoroso e privo di qualsiasi elemento di obiettivita? Possibile che non si capisce che la regola e’ stata arbitrariamente interpretata ed ha introdotto la moviola in campo? Non si tratta di fare il tifoso ma paragonare il caso oliveira a quelli di destro significa non aver visto la dinamica dell azione. Nel caso oliveira i fatti sono 2 il primo sanzionato il secondo non visto. Nel caso destro l’azione e’ una ed e stata sanzionata. Introducendo la revisione del giudizio da parte dell arbitro si introduce la moviola che allora puo valere per infiniti altri casi. Fare i moralisti e’bello e comodo o
    perche’ il consenso e’ immediato.discutere di diritto e’ diverso e qui gli incompetenti si nanifestano per tali. Avanti con la moviola.se l’arbitro sbaglia e possibile
    Correggersi. Bene. Evviva la certezza del diritto!!!!!

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    • Enrico Steidler 12 aprile 2014 at 13:12

      Caro Gianfranco,
      né ergastolo, né radiazione, ma 6 giornate di squalifica (3 per la condotta violenta, 1 per somma di ammonizioni e 2 per la penosa – a dir poco – sceneggiata) sarebbero state la sanzione più giusta per Mattia Destro, e soprattutto quella più “esemplare”. Cerchiamo di fare chiarezza. Il giovane attaccante giallorosso non solo colpisce l’avversario alle spalle ma poi, non pago di cotanto gesto, simula di essere stato lui a subire una “vigliacca aggressione”. Complimenti! Capitan Futuro (protagonista, poche settimane fa, di un simile episodio) docet, e a quanto pare l’allievo ha già superato il maestro: De Rossi, infatti, aveva perlomeno avuto il buon gusto di non simulare. Al pessimo comportamento dei giocatori si somma poi quello del loro allenatore – “siamo soli contro tutti”, bell’esempio… – e della società, che mette da parte ogni pudore pur di far trionfare il proprio interesse bottegaio. I risultati di questo circolo vizioso sono sotto gli occhi di tutti e sulla pelle dei vari Astori, Icardi, Bentivoglio, Mauri, ecc., ecc. Ora, solo nel nostro Belpaese il nocciolo della questione (il gesto violento e la necessità di punirlo) può essere messo in ombra dal bla-bla scatenato dai simpatizzanti mediatici (e non solo, purtroppo, vedi Malagò) della società capitolina, ma anche a tale riguardo è molto facile sgombrare il campo da ogni dubbio e da ogni incomprensione. Ecco cosa dice l’ex arbitro Angelo Bonfrisco intervistato da firenzeviola.it: nel caso di Mattia Destro il ricorso alla prova tv è giusto “perché l’azione è stata divisa in due parti. La prima è il fallo di gioco, visto dall’arbitro, e per questo il giocatore aveva ricevuto l’ammonizione, mentre la seconda, il pestone successivo, non era stata vista dal direttore di gara (come ho precisato nel mio articolo) e quindi il giudice sportivo ha potuto contare sulla prova tv. In poche parole la decisione può essere ritenuta corretta con la condotta violenta che era sfuggita agli occhi della quaterna arbitrale”. Che dire? Più chiaro di così… Eppure, ciononostante, il bla-bla curvaiolo continua imperterrito, e persino il precedente di Olivera (la cui mancata espulsione favorì la Fiorentina così come quella di Destro ha favorito la Roma domenica scorsa contro il Cagliari, cerchiamo di non dimenticare questo aspetto tutt’altro che marginale) sembra non avere alcun valore. Mah, lei mi parla di “dinamica dell’azione” e poi tira in ballo la “certezza del diritto”, ma a me sembra che quello a cui fa riferimento lei non sia il diritto ma…il “rovescio”.

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  2. Asdrubale 12 aprile 2014 at 6:14

    Ma Gianfranco che dici, vatti a rivedere il fallo di oliveira e la stessa identica cosa, dal fallo al pestone passa mezzo secondo, fallo e pestone, lo trovi su youtube il video che ti smentisce, e dopo vari tentativi di ressa banti ammonisce oliveira, destro prima spinge e poi rifila la menata, l’arbitro vede la spinta, fallo fischiato ma non vede la manata, infatti non espelle destro, e la stessa identica cosa, tra inizio spinta di destro e manata passa lo stesso tempo.

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