Enrico Steidler
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Parma-Napoli, De Laurentiis si infuria e aggredisce un tifoso. Ma il Daspo è solo per gli ultrà?

L’episodio viene immortalato dalle telecamere della Rai e il presidente del Napoli fa scattare subito la rappresaglia

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Aurelio De Laurentiis

Aurelio De Laurentiis

E’ l’immediato dopo-partita di Parma-Napoli 1-0, e il presidente degli Azzurri Aurelio De Laurentiis, scuro in volto, si affretta a lasciare il teatro della bruciante sconfitta col suo codazzo di “famigli” e guardaspalle. Tutto sembra filare liscio, ma nel parcheggio dello stadio un tifoso partenopeo lo nota e gli rivolge (in modo educato, tutti i testimoni concordano su questo particolare non irrilevante) le seguenti parole: Presidente, io vorrei vincere anche contro il Parma, non solo contro la Juve. Non l’avesse mai fatto: De Laurentiis si infuria, e per tutta risposta afferra il malcapitato supporter per il bavero e lo spinge contro una macchina in sosta. Una reazione da ultrà, insomma, e a questo punto tutti capiscono al volo il ruolo dei gorilla, che non sono lì per proteggere l’incolumità del presidente ma quella dei suoi interlocutori “impertinenti”…

MODI DA “OSCAR” – Si dice che al peggio non c’è mai fine, e in questo caso si dice bene. Il penoso episodio, infatti, viene ripreso dalle telecamere della Rai (“Eravamo all’esterno della tribuna d’onore – racconta il giornalista Alessandro Antinelli alla ‘Domenica Sportiva’ – e volevamo porre una domanda al presidente De Laurentiis. Il patron azzurro ci ha risposto in modo sintetico e si è rinchiuso in macchina. Poi, di fronte alla critica di un tifoso è sceso ed è nato un alterco“), e la rappresaglia presidenziale scatta immediata: l’uomo favorevole all’uso della moviola in campo, infatti, non può tollerare una simile mancanza di riguardo mediatico nei suoi confronti, e ordina a tutti i tesserati del Napoli di negarsi ai microfoni della tv e della radio di Stato. Ordine eseguito. “Ho fatto cronaca nuda e cruda” – commenta Antinelli sul suo profilo di Twitter – “Si vede e si sente tutto. Faccio il giornalista. Punto. Buona notte”.

QUI SI FANNO DELLE DIFFERENZE – Ricordate Peppino Baldassarre, il giornalista pugliese che lo scorso ottobre si è beccato 5 anni di Daspo per aver disturbato il minuto di silenzio dedicato alle vittime di Lampedusa gridando “fossero rimasti a casa sarebbero ancora vivi”? Se tanto mi dà tanto, a quanti anni dovrebbe ammontare la pena da infliggere a De Laurentiis? Dieci? Venti? No, ovviamente: una sentenza assurda non può essere presa come punto di riferimento. E tuttavia nel caso del presidente del Napoli il Daspo ci sta tutto, e come minimo da qui alla fine del campionato. Tre giornate da trascorrere alla larga dallo stadio: ecco cosa è costata ad Alan Pardew, tecnico del Newcastle, la testata (leggerissima) rifilata a un giocatore dell’Hull (oltre a 160 mila sterline di multa e 7 turni di squalifica). La violenta reazione di De Laurentiis, quindi, non può valerne meno di sei.

Provate per un attimo a invertire le parti: la passerebbe liscia, secondo voi, il supporter che dovesse scagliarsi contro un presidente della Serie A? No, come è giusto che sia. Ora vediamo, quindi, come va a finire questa vicenda, ma i precedenti (Enrico Preziosi e la telecamera sfasciata a un giornalista del Secolo XIX), l’ambiente del calcio italiota (“Napoli è una piazza che mette molta pressione, la reazione di De Laurentiis può starci ha commentato Pierpaolo Marino, ex dg dei partenopei ora all’Atalanta) e le nostre consuetudini “taralluccesche” non inducono all’ottimismo; ci vorrebbe un castigo esemplare, questo è chiaro, ma l’Italia non è l’Inghilterra, e solitamente – qui da noi – di esemplare c’è solo la maleducazione.

Enrico Steidler

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