Orazio Rotunno
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Coppa Davis, Italia nella storia: Murray ko, semifinale con Federer

Azzurri da sogno, abbattono la Gran Bretagna di Andy Murray e 16 anni dopo tornano in semifinale di Coppa Davis

Coppa Davis, Italia nella storia: Murray ko, semifinale con Federer
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Andreas Seppi, al terzo turno aspetta Cilic

Andreas Seppi, al terzo turno aspetta Cilic

Un Fabio Fognini magistrale, un corsaro Andreas Seppi ed una Italia come non la si vedeva da oltre tre lustri: tutto questo per spazzar via la Gran Bretagna del campione olimpico e di Wimbledon in carica, Anday Murray, che aveva condotto i suoi alla giornata cruciale di ieri in vantaggio per 2-1. Poi la partita perfetta, come già è stata ribattezzata dai più, in cui il ligure ha demolito per tre set a zero l’ex n.2 del mondo. Poi ci ha pensato Andreas Seppi a chiudere la pratica. L’Italia vola in semifinale: ora c’è Roger Federer e la sua Svizzera.

LA PARTITA PERFETTA – Ci voleva il miglior Fabio Fognini, quello capace di qualsiasi cosa se in giornata grazie a mezzi tecnici ed atletici inferiori a pochi nel circuito, ma sempre limitato ed ostacolato da una testa che non accompagnava il talento di pari passo. Ieri invece no, Napoli ha goduto del miglior Fognini di sempre: era necessario per avere la meglio di Andy Murray, uno capace di vincere Wimbledon ed una medaglia d’oro alle Olimpiadi. Tre set a zero, ma i parziali lasciano trasparire un equilibrio in realtà mai effettivamente visto in campo, con il ligure sempre in netto vantaggio nel gioco e nelle idee. raramente abbiamo assistito ad uno scozzese tanto arrendevole ed impotente, ma lui stesso in conferenza riconoscerà pienamente i meriti del ligure. Sul 2-2, il destino degli azzurri era tutto nelle mani di Seppi, non nel suo miglior periodo di forma ma con di fronte il n.190 del mondo Ward. Non c’è stata storia, anche qui tre set a zero ed Italia che vola in semifinale dopo ben 16 anni. I timori della viglia erano fondati, sotto 2-1 in seguito all’inaspettata sconfitta nel doppio, si pensava che Murray fosse un ostacolo troppo grande per il discontinuo Fognini, che invece sulla terra rossa dimostra di valere quanto meno la top ten mondiale.

Ora, a settembre, ci attende la Svizzera. Tra noi e la finale ci sono loro due: Stanislas Wawrinka, campione in carica agli ultimi Australian Open ma soprattutto lui, Roger Federer. E’l’ultimo titolo che manca alla carriera di una leggenda, lui che mai ha alzato al cielo l’insalatiera d’argento nonostante i 17 Slam e medaglie olimpiche vinte, anche per una partecipazione in squadra non costante. Ieri è stato il suo il punto decisivo del 3-2 contro il sorprendente Kazakistan: ora voleremo in autunno oltre le Alpi a caccia di un sogno.

Orazio Rotunno

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