Matteo Masum
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Il ministro, Renzi e Rodotà. Ma serve l’intervento delle masse

Il neo-ministro accusa i professori di bloccare le riforme costituzionali, Rodotà:"Non sa di cosa parla"

Il ministro, Renzi e Rodotà. Ma serve l’intervento delle masse
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Tra il governo Renzi e Rodotà è scontro sulle riforme

Tra il governo Renzi e Rodotà è scontro sulle riforme

Il compito del professore è fondamentalmente quello di insegnare, di trasmettere un sapere; correlata a ciò, la necessità di bacchettare chi straparla senza ragione, per camuffare la propria ignoranza o impotenza. E’ quanto accaduto nella vicenda che ha coinvolto il ministro per le Riforma Costituzionali Maria Elena Boschi e Stefano Rodotà.

“E’ COLPA DEI PROFESSORI”- Dopo la burocrazia, la magistratura ed i comunisti mangia-bambini, marchi di fabbrica dei vent’anni di berlusconismo, adesso scopriamo che la colpa è tutta da attribuire, come Rodotà o Zagrebelsky, i quali, a detta della Boschi, ostacolerebbero il processo di riforma costituzionale che il governo ha in mente. Certo, ci vuole un bel coraggio per sostenere una simile tesi, che infatti Rodotà, in un’intervista a “Il Manifesto”, ha facilmente smontato, spiegando come, in realtà, siano stati i giochi di potere all’interno delle istituzioni a bloccare, di volta in volta, le riforme.

LA SVOLTA AUTORITARIA- Ad ogni modo, se le riforme sono quelle che, da Monti a Renzi passando per Letta, ci hanno presentato come necessarie, allora si tratta di un dovere civile ostacolarne l’avanzamento. L’obbligo del pareggio di bilancio in Costituzione è una mannaia devastante per le classi lavoratrici di questo paese, i tentativi di manomettere gli articoli più avanzati, partoriti da una Costituente che vedeva la maggioranza relativa della DC, superata però dal numero di deputati di PSI e PCI, un vergognoso atto di castrazione dell’ultimo barlume di democrazia, garantita da una Costituzione che, per quanto garante di uno stato capitalistico-borghese, rappresenta nel panorama del liberalismo una tra le più progressiste.

ITALICUM- Ora è arrivato Renzi, che con il pretesto del nuovo ci propina una svolta reazionaria, mossa da un feroce odio di classe teso a seppellire ogni voce tenti di deviare dal pensiero unico. In tal senso, la lotta contro l’Italicum condotta da professori come Rodotà deve trovare necessariamente uno sbocco in una serie di mobilitazioni, al pari di quando nel ’53 i lavoratori scesero in piazza a milioni per bloccare la Legge Truffa, che pure Rodotà evoca. Di certo, contro questo obbrobrio della democrazia, non può bastare la voce, sia pure influente, ma comunque riformista e borghese, dei professori.

Matteo Masum

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One Response to Il ministro, Renzi e Rodotà. Ma serve l’intervento delle masse

  1. Maria Ludovica 6 aprile 2014 at 13:47

    Bellissimo articolo! *.* ( Rooto si è sentito chiamato in causa al nome di Rodotà!)

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