Elisa Belotti
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Tesoro, cosa mi porti a vedere al cinema nel weekend?

Breve guida ai film in programmazione al cinema questa settimana

Tesoro, cosa mi porti a vedere al cinema nel weekend?
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Nymph()maniac- Volume 1, di Lars Von Trier

Cinema: La locandina del film "Nymphomaniac"

Cinema: La locandina del film “Nymphomaniac”

L’iconicità presente nel titolo e il titolo stesso non lasciano scampo a equivoci: il nuovo film di Von Trier parla di sesso. Il regista danese (lo ricordiamo per Melancholia, Antichrist, Dancer in the Dark, Idioti) esamina dettagliatamente la vita sessuale – sfrenata –  di una donna, dall’infanzia ai cinquant’anni. La vicenda che vediamo sullo schermo ci viene narrata dalla protagonista, Joe, trovata ferita in un vicolo buio dal vecchio Selingman. La narrazione viene suddivisa in due parti, a loro volta ripartite in cinque e tre capitoli. Il film è vietato ai minori di quattordici anni, benché, nonostante le sue quattro ore, la versione distribuita ora nelle sale sia quella “soft”. Le scene sono esplicite, infatti, il puntiglioso Von Trier specifica, all’inizio della sceneggiatura, che tutto quello che verrà visto nel film sarà stato fatto davvero. Da precisare il passato tentativo del regista di girare un porno ”di qualità”, dopo aver formulato la teoria secondo la quale quella pornografica è la produzione cinematografica peggio girata ma maggiormente vista. Un’opera che incuriosisce, almeno per la carica provocatoria di cui si fa portatrice (anche se siamo convinti non si fermi tutto lì, anzi). Il cast, poi, parla da sé: Charlotte Gainsbourg, Stacy Martin, Stellan Skarsgard, Uma Thurman, Shia LaBeouf, Jamie Bell.

Una frase: «Forse l’unica differenza tra me e gli altri è che io ho preteso di più dal tramonto: colori più spettacolari quando il sole arriva all’orizzonte. Forse è questo il mio unico peccato.»

Divergent, di Neil Burger

Ok, i più impietosi diranno: «Basta con questi futuri post apocalittici e queste teenager in forma ultra smagliante capaci di sconfiggere Golia futuristici anche senza fionda!» ma se il cinema e gli scaffali delle librerie pullulano di storie così, un motivo ci sarà. Tratto dal primo romanzo della omonima trilogia dell’esordiente Veronica Roth. In un futuro distopico, la specie umana è divisa in cinque caste, ognuna delle quali si occupa di un compiere il servizio sociale più idoneo alle sue caratteristiche: i Candidi si occupano della legge, i Pacifici coltivano la terra per sfamare l’intera società, gli Eruditi fanno ricerche e insegnano, gli Abnegati governano e gli Intrepidi proteggono la patria. I guai iniziano quando Beatrice Prior risulta Divergent. Per gli amanti dei fantasy come Hunger Games e per chi è incuriosito dalle allegorie. In fondo, queste storie stralunate e sanguigne non sono altro che la trasposizione immaginifica di chi siamo noi. O dite di no? Con Shailene Woodley, Theo James  e il premio Oscar Kate Winslet.

Curiosità: per evitare che si venisse a conoscenza del progetto reale, durante le riprese pubbliche veniva usato il nome fittizio Catbird.

Father and son, di Hirokazu Koreeda

Un titolo che già dice molto grazie alle note di Cat Stevens e che, forse, acquisterà ancor più peso grazie a questo film. Se un giorno squillasse il telefono e fosse l’ospedale dove sei anni prima è nato vostro figlio e la signorina dall’altra parte dell’apparecchio vi dicesse che c’è stato uno scambio e che il bambino a cui date il bacio sulla fronte prima di andare a letto non è vostro figlio biologico? Questo è quanto succede a Nonomiya  Ryota, uomo di successo che si trova a scoprire che il suo “vero” figlio vive con una famiglia che si trova in condizioni molto più precarie delle proprie. Quale figlio deve scegliere, allora, un padre? Cosa significa esser padre? I giapponesi, come fanno da tempo, ci aiutano a riflettere un po’. E su certi argomenti, forse, non è il caso di smettere di farlo.

E ora… i cinque italiani

Special Need, di Carlo Zoratti

E a proposito di riflessioni, ecco che Carlo Zoratti ci presenta un documentario atipico su quello che potremmo definire un “tabù²”. Infatti, il documentario dell’udinese ci mostra il viaggio in furgone Volkswagen di tre uomini , alla volta di bordelli austriaci e tedeschi. Uno di loro, Enea, ha ventinove anni e vuole imparare a conoscere una sfera della quale percepisce l’assenza: quella affettivo-sessuale. E qui si può capire il perché della scelta della parola “tabù”, ma cosa ha fatto in modo che lo elevassimo a potenza? Enea è un ragazzo autistico. E allora andiamo a scoprire di quale nuova e meravigliosa visione dell’amore è portatore il nostro “esploratore” ventinovenne.

Ti ricordi di me?, di Rolando Ravello

Cosa può nascere dal bizzarro incontro di uno scrittore di favole nere, cleptomane e una maestrina narcolettica davanti allo studio del terapista? È ovvio: la commedia romantica! Con Ambra Angiolini  e Edoardo Leo ecco un film sentimentale e divertente. E quando non le giriamo per il periodo del Panettone, noi italiani, non ce la caviamo mica male con le commedie.

Il pretore, di Giulio Base

Tratto dal racconto breve Il pretore di Cuvio del luinese Piero Chiara, una commedia ambientata in un paesino di provincia del Lago Maggiore nei primi anni ‘30. Le peripezie dei coniugi Vanghetta che da tempo condividono solo il tetto (e non il letto) condurranno all’intersecarsi di guai privati e pubblici. Sulla maestria del nostro narratore lacustre non possiamo avere dubbi, rimane da vedere come lo sappiamo rendere in immagini.

Corpi estranei, di Mirko Locatelli

Antonio è un padre umbro (quanto amiamo Filippo Timi?) che parte per Milano dove il figlio Pietro, di solo un anno, è ricoverato nel reparto di oncologia. Scosso dal dolore, Antonio è inavvicinabile, taciturno, burbero. Jaber è un ragazzo tunisino che condivide con lui le attese inquiete nei corridoi dell’ospedale, dove si reca per trovare un amico. Da parte sua, incuriosito da quell’uomo tanto silente, ci saranno diversi tentativi di approccio che verranno, almeno inizialmente, scansati da Antonio: Jaber è un arabo, bisogna esser diffidenti. Può la sofferenza aiutarci a superare i limiti mentali che ci hanno imposto la cultura bacchettona, l’ignoranza e le ideologie di partito?

Nottetempo, di Francesco Prisco

Tre solitudini si incontrano grazie a un incidente: un autobus si rovescia e questo permette a un poliziotto, una ragazza e un cabarettista di incontrarsi. Questo il lungometraggio d’esordio, un road movie , di Francesco Prisco, tendente al noir sarà capace di incidere un nuovo nome nell’elenco dei bravi registi italiani? Ditelo voi. Con Giorgio Pasotti, Nina Torresi, Gianfelice Imparato, Esther Elisha, Antonio Milo. 

Scegliete il vostro e buona visione.

Elisa Belotti

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