Davide Luciani
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Juventus, Osvaldo e una stagione costellata di difficoltà

Osavaldo paga uno stato di forma precario e un carattere, che lo spinge ad innervosirsi se le cose non girano come vorrebbe

Juventus, Osvaldo e una stagione costellata di difficoltà
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Osvaldo, convocazione a rischio per il mondiale in Brasile?

Osvaldo, convocazione a rischio per il Mondiale in Brasile?

Osvaldo, ieri contro il Lione è stato tra i peggiori della Juventus. Avulso dalla manovra, svogliato, privo di grinta, l’italoargentino ha replicato la scialba prova di Napoli. La partita di Osvaldo, però, non è finita in campo, ma è proseguita sulla rete. In serata, infatti, ha twittato: “Io do sempre il massimo in campo, lotto su ogni pallone come se fosse l’ultimo, il gol e le giocate arriveranno perché sono forte”. Il cinguettio rivela autostima e convinzione nei propri mezzi, ma anche nervosismo per una stagione, fin qui balorda. C’è poi un altro tweet che testimonia il nervosismo della punta italoargentina: “ E tutti quelli che non in credono in me dovranno poi stare zitti, inclusi i gufi che ci guardano da dietro e da lontano…”. Il riferimento pare essere diretto alla Roma e ad un addio, ancora non pienamente digerito dall’attaccante, per le modalità con cui è maturato.  

ADDIO BURRASCOSO – Il rapporto tra la Roma e Osvaldo non è mai stato buono. Nonostante ad oggi, l’attaccante italoargentino rimanga il miglior realizzatore in campionato della “Roma Americana” con 27 reti in 55 partite (appena raggiunto da Totti in questa speciale classifica), il rapporto tra Osvaldo e l’ambiente giallorosso è stato spesso burrascoso, tra litigi con tecnici, tifosi e anche compagni di squadra. Troppo “fuori dalle righe” l’italoargentino, per far breccia in un ambiente come quello romano, molto umorale. Osvaldo è stato preso più volte di mira e accusato di scarso impegno, oltre a essere visto come il simbolo di una gestione tecnica, quella di Baldini, fallimentare su tutti i fronti.

L’ESPERIENZA INGLESE – L’addio a Roma e il trasferimento a Southampton, dovevano essere per Osvaldo l’occasione per riscattarsi. In Inghilterra, infatti, aveva ritrovato il suo vecchio allenatore, quel Mauricio Pochettino con cui, nell’Espanyol si era espresso al meglio, siglando 20 reti in 44 partite di Liga, in un anno e mezzo. Eppure, anche qui, qualcosa non ha funzionato. Osvaldo si è fatto notare più per le risse che per i gol (appena 3), beccandosi prima tre giornate di squalifica in campionato (rissa nella gara tra Southampton e Newcastle) e poi una sospensione di due settimane dal club inglese (lite con il compagno di squadra Fonte). In un ambiente fattosi di colpo elettrico, l’addio è stato inevitabile e la Juventus era la destinazione migliore possibile per uno con la sua ambizione.

GIU’ DI FORMA – L’inizio di Osvaldo in bianconero è stato buono: due gol in due partite di Europa League contro il Trabzonspor e una serenità che pareva ritrovata. L’attaccante, però, poi, ha mostrato limiti fisici evidenti. I duri carichi di lavoro imposti da Conte per metterlo al pari con gli altri, si sono fatti serntire, anche perchè Osvaldo veniva da un tipo di preparazione del tutto diversa e cambiarla a metà stagione non gli ha giovato. E, siccome il carattere è quello che è, il ragazzo ha iniziato ad innervosirsi, una volta accortosi che non riusciva a dare quanto gli veniva chiesto.

DUE SPADE DI DAMOCLE – Non va dimenticato, infatti, che Osvaldo gioca con due obiettivi ben precisi in questo finale di stagione: convincere la Juventus a riscattarlo dal Southampton e Prandelli a convocarlo per il mondiale. E’ chiaro che meno riesce a dare, più sente gli obiettivi che si è posto sfuggirgli dalle mani. Questo è il motivo del suo palese nervosismo. Osvaldo sa che deve fare meglio se vuole raggiungere i suoi obiettivi. Conte, comunque, continua a dargli fiducia, certo che l’italoargentino sarà decisivo nel rush finale. Ora sta al numero 18 bianconero dare il massimo.

Davide Luciani      

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