Modestino Picariello
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Pogba-Cavani: ci salveremo solo vendendo (bene!)

Ovvero: perché Pogba va venduto se il calcio italiano vuole tornare al livello che gli compete

Pogba-Cavani: ci salveremo solo vendendo (bene!)
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Zlatan Ibrahimovic: sarà compagno di Pogba nella prossima stagione?

Zlatan Ibrahimovic: sarà compagno di Pogba nella prossima stagione?

 

Sembra solo un rumors estivo, ma potrebbe trasformarsi in importante punto di partenza: la voce di uno scambio alla pari Pogba-Cavani ha già portato un coro secco di no, anche su queste pagine, come se fosse il male assoluto, e non forse una delle poche possibilità di rinascita che abbiamo. Basterebbe conoscere un po’ di economia spicciola. ma andiamo con ordine.

DALL’ECONOMIA… – Sotto certi aspetti il calcio non è altro che il più grande mercato globale esistente, e come ogni mercato è dominato da due leggi. La prima: il prezzo è deciso dalla necessità di chi vende e dalla ricchezza di chi compra. Quindi più ho bisogno di vendere, meno tirerò sul prezzo, ma soprattutto, più soldi ho per comprare, più e probabile che ne spenda oltre il necessario per prendere ciò che voglio. Seconda regola: più vali, più costi. Trasformata in gergo calcistico: più soldi vale una società, più soldi valgono i singoli calciatori della sua rosa. Bene, ora sappiamo che il calcio italiano non se la passa benissimo, a livello economico e di risultati, e dato che di ricambi ed idee all’orizzonte non se ne vedono (tranne a Milano, dove però fanno di tutto perché il passaggio sia travagliato), l’unico modo per avere qualche soldino da spendere per progredire è saper sfruttare bene il valore delle singole rose, approfittando del fatto che gli acquirenti, anche se per pochi giocatori, sono molti e molto ricchi (equindi c’è sempre il rischio che prendano i tuoi giocatori alla scadenza del contratto). E qui si ritorna al punto uno: una loro guerra di mercato farebbe alzare di molto i prezzi in Italia, a tutto vantaggio dei venditori. Il tutto è applicabile al caso specifico.

…AL CALCIO – Si torna quindi allo scambio Cavani-Pogba. Fermo restando che l’arrivo dell’uruguagio farebbe a) vincere alla Juventus altri tre scudetti di fila, a costo di non cedere Tevez b) porterebbe all’obbligatorio sfoltimento per parco attaccanti, comprese le comproprietà, con enorme guadagno derivato sia dal risparmio degli stipendi (Giovinco-Quagliarella ecc.) sia dalla possibile cessione di almeno due delle comproprietà forti bianconere (Berardi-Zaza-Immobile-Gabbiadini) quindi andrebbe a tutto vantaggio dei bianconeri, si può decisamente forzare la mano agli sceicchi, dicendo così “Centrocampisti validi come Pogba non ce ne sono, ed inoltre l’ingaggio di Cavani mi costa molto di più (menzogne entrambe, ma ne parleremo in un futuro articolo), quindi facciamo così: io metto pubblicamente all’asta Pogba e, se non mi arrivano offerte più alte della tua, ci penso a venderlo a questo prezzo qui! Lo vuoi subito? Benissimo, allora convinci Cavani ad adeguarsi agli stipendi che gli darò io (magari dandogli una buonuscita) ed aggiungimi Matuidi per il buco che mi lasci a centrocampo. O se no, se ne riparla dopo il mondiale, forse…. col rischio che ti trovi il prezzo raddoppiato.

CHI NON CAMBIA NON GUADAGNA – Invece no, sembrano già partite le articolesse sulle note di “Paul non si tocca! Giù le mani da Paul!” che ricordano un po’ troppo le parole dette più volte dalla Roma per De Rossi, che così facendo ha perso la possibilità di affari enormi (del resto di Totti ce n’è uno). Provo a chiudere con le parole di Galliani, uno che non parla mai per caso : se siamo diventati una pizzeria con ottimi piatti, non possiamo più permetterci di pensare come un ristorante di lusso. Per trasformarsi servono soldi, e i soldi, in Serie A, si fanno solo vendendo bene. A buon intenditor…

Modestino Picariello

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