Orazio Rotunno
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Calciomercato, scambio Pogba-Cavani: 5 buoni motivi per dire no

Uno scambio impossibile, contro la politica dirigenziale bianconera ed ogni logica di mercato: ma il futuro del francese è tutt'altro che certo

Calciomercato, scambio Pogba-Cavani: 5 buoni motivi per dire no
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Edinson Cavani Psg

Edison Cavani, scambio con Pogba?

Cavani alla Juventus e Pogba al Psg. Due accostamenti vecchi ma con una soluzione nuova, quello dello scambio di cartellini senza conguaglio alcuno. Una follia di mercato balzata fuori in un periodo di torpore per i fanatici del settore, quasi a voler anticipare con spasmodica frenesia quell’argomento che terrà come di consueto compagnia alle nostre giornate sotto l’ombrellone e stesi sui lettini da mare. Ma quest’anno più che mai ci sarà da attendere, perchè come sempre i Mondiali sposteranno ulteriormente la conclusione degli affari più importanti, con le società che attenderanno di vedere l’andamento dei big per trarne maggior profitto da eventuali exploit.

CAVANI RICCO E SCONTENTO, POGBA FELICE E AMBIZIOSO – Cavani non è felice a Parigi, oscurato da quell’omone di Ibra e defilato in un ruolo non più suo, che a 23 anni al Mondiale copriva con umiltà da comprimario, ma che ora a Mister 100 gol al Napoli non può che andare stretto. La Juve necessiterebbe di un vero top player in attacco da affiancare ai prossimi trentenni Tevez-Llorente ed il Matador sarebbe l’ideale. Pogba vuole vincere tutto, ha Raiola come procuratore ed è francese: il futuro al Psg sembra essere scritto. Qui finiscono gli incroci sull’asse Torino-Parigi e si imbocca la strada del realismo e delle possibilità. Uno scambio alla pari è escluso per motivi di plusvalenza: quella che Marotta-Paratici porterebbero a bilancio sarà senza precedenti (un giorno l’altro Pogba lascerà i bianconeri), per far ciò è da escludersi uno scambio alla pari ma si cercherà di monetizzare il più possibile. Non solo per reinvestirli, ma anche per potenziare quella vastissima rete di osservatori di cui la Vecchia Signora dispone in tutto il globo. No per motivi tecnici, Conte sembra non ritenere necessario l’arrivo di un bomber, coperto con Tevez-Llorente e con l’idea di riscattare Osvaldo, da lui fortemente voluto e con alle spalle due giocatori per cui nutre massima stima come Giovinco e Vucinic. Senza dimenticare il poker d’assi nelle mani della Juventus costituito da Berardi-Zaza-Gabbiadini-Immobile. L’unico partente sicuro sarà Quagliarella. Motivi di logica del mercato: il cartellino di Pogba, anche in previsione Mondiale, può solo alzarsi: quello di Cavani scendere. La stagione non eccezionale dell’uruguagio rischia di inflazionarne il valore ed anche in Nazionale potrebbe essere oscurato dalla stella di Suarez che sta portando al trionfo il Liverpool nella Premier di cui è anche capocannoniere. Motivi di ingaggi: Cavani percepisce uno stipendio vicino ai 10 milioni di euro, oltre il triplo rispetto a quanto percepito da Pogba e nettamente al di sopra del tetto salariale fissato dalla società torinese.

Ultimo, ma non ultimo, l’umore e parere dei tifosi: la cessione di Pogba, per quanto in cambio di un top player come Cavani ma con 6 anni di più, verrebbe vista come un segno di debolezza. Una società forte i campioni li tiene, non li vende. Ma il destino è come sempre nelle mani di giocatori e procurati. Soprattutto se di mezzo c’è un ex pizzaiolo…

Orazio Rotunno

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