Orazio Rotunno
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Inter, tutti i limiti da Mazzarri a Guarin:suona la sveglia per Thohir

L'emblema della stagione interista, tutta nel retropassaggio sciagurato del colombiano: la scalata verso la ritrovata gloria è sempre più lontana

Inter, tutti i limiti da Mazzarri a Guarin:suona la sveglia per Thohir
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Inter-Udinese, Mazzarri imbestialito

Inter, Mazzarri imbestialito

L’ennesima, sciagurata serata interista, lascia l’amaro in bocca ed altri due punti persi per strada. Ed anche quell’Europa League che già non entusiasma i tifosi ed Erick Thohir sembra essere a rischio, con il Parma che virtualmente potrebbe prendersi il quinto poso in caso di vittoria domani con la Roma ed alle spalle un’infinita fila di outsider e nobili decadute racchiuse in pochissimi punti. Atalanta, Torino, Verona, Lazio e Milan: tutte per due posti. E la Fiorentina quarta a tre lunghezze che poteva essere alle spalle se non si fossero raccolti la miseria di due punti nelle ultime tre con Atalanta, Udinese e Livorno.

IL PASSO FELPATO DEL GIAGUARO – Una stagione che ricorda sempre di più quella targata Mancini del 2004/2005, colma di pareggi ma che vide l’Inter comunque arrivare quarta e trovare la qualificazione in Champions League. L’Inter procede lenta, con una marcia che sembra a tratti potersi impennare come con i sei punti fra Torino e Verona, per poi cadere in “folle” (in tutti i sensi) negli impegni abbordabili casalinghi con Atalanta e Udinese ed al “Picchi” col Livorno. Ora arriva il Bologna in casa, poi sarà l’inferno: Sampdoria e Parma fuori, poi Napoli e Milan. A vedere il calendario, il rischio Europa League per i neroazzurri è piuttosto serio, vista la gran mole di pretendenti alle spalle racchiuse in pochissimi punti. Domani c’è il recupero Parma-Roma, con i ducali che già potrebbero sopravanzare la Beneamata. Il pari di ieri, a tutti gli effetti come una sconfitta, è il simbolo dell’Inter di quest’anno: ingenua, superficiale, provinciale e limitata. Con buone potenzialità troppo spesso inespresse e frenate dalla rigidità mentale di un allenatore poco elastico ed imprevedibile, oltre che da giocatori in un eterno limbo fra talento ed incompiutezza. La miglior espressione di ciò è senza dubbio rappresentata da Guarin, protagonista suo malgrado della serataccia interista. Subentrato per Hernanes, mostra da subito svogliatezza e poca cattiveria agonistica. Lui, al centro del misfatto in quel di gennaio, capace di far insorgere la piazza in sua difesa al fine di negare il trasferimento all’odiata Juventus. Oggi, forse più di qualche supporter, dovrà prendersela prima con se stesso per essere sceso in piazza in sua difesa, che con Guarin stesso. Voci di corridoio parlano di un Thohir inferocito, pronto a mettere tutti sulla graticola, Mazzarri compreso.

L’ennesimo rigore clamoroso negato all’Inter ieri sera non può essere sufficiente a spiegare l’ennesima rimonta e punti persi subita dalla squadra neroazzurra: a sette partite dal termine c’è un’Europa da conquistare ed una reputazione da salvare. Per poi ripartire da zero, con idee chiare ed un progetto in mente: perché quel maggio 2010 sarà pure lontano appena 4 anni, ma a pensarci oggi sembra appartenere ad un’altra era.

Orazio Rotunno

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