Enrico Cunego
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Mondiali 2014, Croazia: ottavi alla portata per i balcanici

La squadra allenata da Niko Kovac, che inaugurerà il mondiale contro il Brasile punta con decisione agli ottavi di finale a discapito di Messico e Camerun.

Mondiali 2014, Croazia: ottavi alla portata per i balcanici
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Luka Modric, giocatore fondamentale per questa nazionale

Eccoci alla tredicesima “puntata” del nostro speciale dedicato alla presentazione della magnifiche 32 nazionali che a giugno disputeranno i campionati mondiali di calcio in Brasile. Dopo aver fatto la conoscenza degli Stati Uniti è il momento di tornare in Europa, precisamente in Croazia, dove la nazionale bianco-rossa a scacchi si prepara a disputare nuovamente la rassegna iridata dopo l’assenza di Germania 2006. Obiettivo minimo gli ottavi di finale, se poi il destino vorrà regalare qualcosa in più agli uomini di Niko Kovac tanto meglio. I croati sono stati sorteggiati con i padroni di casa del Brasile, nel girone A.

ROAD TO BRAZIL – Come detto, la nazionale balcanica torna ai Mondiali dopo l’assenza di Sudafrica 2010, e lo fa passando dalla via degli spareggi europei. Infatti, inizialmente gli uomini di Niko Kovac, ex pilastro della fantastica squadra di Francia ’98 ed alla prima vera esperienza da tecnico, avevano perso il braccio di ferro col brillante Belgio nel gruppo A di qualificazione europea. Un cammino di qualificazione che era iniziata nella maniera giusta per Modric e compagni, con 5 successi ed un ottimo pareggio in quel di Bruxelles contro i principali avversari del girone, comprendente anche gli acerrimi rivali della Serbia, la Scozia, il Galles e la Macedonia. Doppio successo risicato contro la nazionale di Goran Pandev (1-0 a Zagabria ed 1-2 a Skopje, capitale macedone) e quella di Gareth Bale (2-0 casalingo ed 1-2 in rimonta a Cardiff con reti nel finale di Lovren ed Eduardo) più l’esaltante 2-0 contro la Serbia allenata da Sinisa Mihaijlovic, in un match infuocato per la rivalità non solo sportiva, anzi, tra le due nazionali confinati. Mandzukic ed Olic gli autori delle reti di questo storico successo. Sembrava quindi un testa a testa serrato col Belgio, ma il 7 giugno ecco arrivare il passo falso clamoroso: Snodgrass gela il Maksimir di Zagabria regalando un inaspettato successo ad una Scozia molto deludente fino a quel momento. Contemporaneamente i belgi superano 2-1 la Serbia e scappano a +4 in classifica. La squadra accusa il colpo ed il 6 settembre Mandzukic non basta per piegare la Serbia nell’infuocato ritorno di Belgrado. Nel frattempo il Belgio supera a Glasgow la Scozia scappando a +6 e l’11 ottobre i giochi si chiudono definitivamente con lo scontro diretto che vede la squadra di Wilmots trionfare a Zagabria con una doppietta di Lukaku. Giunge troppo tardi la rete di Kranjcar. Croazia condannata quindi agli spareggi, ma prima il girone si conclude con una nuova sconfitta contro gli scozzesi, che fanno l’en-plein di punti grazie nuovamente a Snodgrass e a Naismith. L’avversario nella fondamentale doppia sfida è la sorpresa Islanda, giunta seconda nel gruppo E alle spalle della Svizzera. All’andata a Rejkjavik i croati resistono agli attacchi dei padroni di casa portando in porto lo 0-0, mentre 4 giorni dopo, il 19 novembre, la qualificazione viene sigillata grazie ad un autoritario 2-0 firmato Darijo Srna e Mario Mandzukic, il quale rischia di combinare un pasticcio facendosi espellere nel primo tempo, lasciando i suoi in inferiorità numerica per quasi più di un’ora. Ma nonostante ciò al triplice fischio di Kuipers arriva la tanto agognata qualificazione, il biglietto per il Brasile è convalidato.

LA STORIA – La storia della nazionale di calcio croata è molto recente, dato che fino al 1992 nei Balcani esisteva solo la Jugoslavia, la quale, come tutti sappiamo, viene smantellata da un conflitto sanguinoso e violento che ancora oggi rende esplosiva un’intera regione. In realtà, una nazionale di calcio croata era già esistita tra il 1941 ed il 1945, quando un regime di estrema destra prese il potere a Zagabria rendendo la Croazia indipendente per un breve periodo. Si tratta però di una parentesi cortissima, dato che già all’indomani della guerra la Croazia tornerà a far parte della Jugoslavia, Comunque l’avventura della Croazia odierna inizia il 5 luglio 1992, quando la selezione balcanica viene sconfitta 1-0 in amichevole a Melbourne dall’Australia. La squadra passa nel 1994 sotto la guida di Miroslav Blazevic, allenatore che si rivelerà fondamentale per le fortune dei bianco-rossi a scacchi e che inizierà la propria avventura col piede giusto, centrando la qualificazione ai campionati europei del 1996, in programma in Inghilterra. In terra d’Albione la Croazia da subito spettacolo battendo la Turchia ed i campioni in carica della Danimarca, regolati con un secco 3-0. Sono due vittorie che permettono alla squadra di Blazevic di avanzare ai quarti, dove però la Germania, futura vincitrice, supera ii balcanici con un 2-1. Quella croata, però è un’ottima squadra che può vantare elementi di valore mondiale come Zvonimir Boban, Davor Suker, Robert Jarni e Robert Prosinecki. Questi saranno 4 dei protagonisti dei meravigliosi mondiali di Francia del 1998, mondiali che consegneranno alla storia un gruppo ribattezzato come quello della “Golden Generation“. I croati arrivano in Francia dopo il doppio spareggio vincente con l’Ucraina, debuttando nella rassegna iridata. La squadra viene inserita nel girone H con Argentina, Giamaica e Giappone. Superati caraibici ed asiatici, arriva una sconfitta indolore contro i sudamericani, visto che il pass per gli ottavi è certificato. E qui inizia lo show di Suker e compagni, che prima superano la Romania con un rigore del proprio bomber, e poi nei quarti travolgono la Germania con un eclatante ed inpronosticabile 3-0. Jarni, Vlaovic ed il sempre presente Suker firmano le reti dello storico successo, il più importante della storia della giovane nazionale. Arriva quindi la semifinale con la Francia, dove i “Blazevic boys” accarezzano la finale col vantaggio di Suker, per poi trovare un inaspettato Lilian Thuram che firma una doppietta che distrugge i sogni di 4 milioni di increduli tifosi. Alla fine sarà terzo posto grazie al 2-1 sull’Olanda nella “finalina” di consolazione, con Davor Suker che si laurea capocannoniere della manifestazione con 6 reti. Lo stesso Suker l’anno scorso è diventato presidente della Federazione, un avvenimento che vuole essere di buon auspicio per una nazionale che non ha più riconfermato i risultati del 98′, venendo eliminata al primo turno dei Mondiali sia nel 2002 (sconfitta con l’Ecuador dopo vittoria con l’Italia) che nel 2006 (fatale 2-2 con l’Australia in una gara ricordata per il “triplo” giallo di Graham Poll a Simunic), mancando poi l’ultimo mondiale a causa del terzo posto nel proprio girone dietro Inghilterra e Ucraina. Per quanto riguarda gli Europei, eliminazione prematura anche nel 2004 e nel 2012, col picco nel 2008, quando la nazionale allenata da Slaven Bilic sfiora la semifinale dopo aver dominato il proprio girone. Ora la Croazia torna al mondiale dopo 6 anni e proprio la nazionale di Kovac, fortemente voluto da Suker, inaugurerà il torneo il prossimo 12 giugno affrontando il Brasile padrone di casa, assoluto favorito per la vittoria nel gruppo A, dove i bianco-rossi a scacchi hanno ottime possibilità di passare il turno visto l’elevato livello qualitativo nei confronti di Messico e Camerun. Un’altra eliminazione precoce sarebbe un fallimento, è vietato sbagliare.

LA SQUADRA – E’ un mix tra gioventù ed esperienza la rosa della nazionale balcanica, che presenta elementi assoluti che militano nei maggiori top club europei. In porta la certezza assoluta è Stipe Pletikosa, estremo difensore dei russi del Rostov e 109 presenze con la maglia a scacchi. Non sembra poterlo impensierire Danijel Subasic, titolare indiscusso del Monaco di Ranieri. In difesa ecco altre due fonti inesauribili di garanzia e di esperienza: Darijo Srna, capitano sia della Croazia che dello Shaktar Donetsk, e Josip Simunic, tornato alla Dinamo Zagabria. Il primo, 111 presenze in nazionale, è l’inamovibile terzino destro, mentre il secondo (105 partite) guida al centro una difesa che presenta elementi di valore assoluto come Dejan Lovren, solido centrale del Southampton ed ex Lione, molto pericoloso sui calci d’angolo, ed Ivan Strinic, sempre più affermato terzino sinistro degli ucraini della Dnipro Dnipropetrovsk. Ma probabilmente al suo posto partirà titolare Vedan Corluka (71 presenze), punto di forza della Lokomotiv Mosca. Validissime alternative sono Gordon Schindenfeld (Panathinaikos) e Domagoj Vida (jolly della Dynamo Kiev). Quotazioni in rialzo per Sime Vrsaljko, il classe 92′ protagonista di un ottimo campionato da terzino destro del Genoa. A centrocampo tutto il gioco passa inesorabilmente dai piedi di Luka Modric, vera stella della squadra a cui è chiesto il compito di trascinare la squadra con la propria eccellente visione di gioco.  Centrocampo con molta qualità, vista la presenza di giocatori dalla tecnica sopraffina come Ivan Rakitic, leader del Siviglia, o di Mateo Kovacic, non ancora affermatosi all’Inter ma adorato da Kovac. Sulla sinistra occhio alle incursioni di Perisic (Wolfsburg), mentre si conta molto su un altro veterano come Niko Kranjcar (81 presenze) figlio dell’ex ct Zlatko ed attualmente al QPR. La fisicità è garantita da Vukojevic, mediano della Dinamo Kiev, mentre l’esperienza di Danijel Pranjic (Panathinaikos) può far sempre comodo grazie alle proprie abilità tecniche. In attacco il nome di punta è quello di Mario Mandzukic, punta inamovibile nello scacchiere tattico del Bayern Monaco campione d’Europa. I gol sono pochi (13 in 48 partite) ma il contributo alla manovra offensiva è notevole. Come spalla d’attacco si punta sul buon vecchio Ivica Olic, classe 1979 ora al Wolfsburg, mentre in panchina sono pronti a dare il loro contributo Eduardo (Shaktar, ex Arsenal) e Nikica Jelavic (Hull City in prestito dall’Everton), elementi di sicuro valore e con un curriculum europeo di assoluto rispetto. Buone le possibilità di vedere in Brasile il giovane classe ’93 Ante Rebic, attualmente alla Fiorentina e visto in patria come il futuro crack del calcio croato.

Enrico Cunego

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